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5 motivi per cui un genitore NON deve partecipare alle catene social nella tutela dei figli


Cari genitori, prendo esempio dagli ultimi episodi accaduti sui social network per parlare del problema del fenomeno delle catene social, simili alle catene di Sant’Antonio. In questi giorni fa scalpore la catena social in cui si chiede alle mamme di inviare delle foto che rappresentano la loro felicità e di nominare altre mamme, in modo tale che facciano la stessa cosa. Apparentemente una condivisione carina, che sembra innocua, che nasconde non pochi pericoli.

Un genitore NON dovrebbe partecipare ad una catena social per 5 buoni motivi:

1) Non dovete mettere le foto dei vostri figli e minori in genere online, una volta inserite nel web la tracciabilità di quella foto rimarrà per sempre.

2) Capisco che sia un qualcosa che vedete molto lontano da voi, ma pedofili e pervertiti sono sempre all’azione nel web, alla ricerca di immagini che li attirano e li eccitano. Queste persone a volte sono quelle della porta accanto, sono quelle “ben vestite” che voi potete reputare insospettabili. Molti bambini e adolescenti sono finiti a loro insaputa in scambi di materiale pornografico e in siti di pedopornografia, le perversioni umane non hanno limiti.

3) Non crediate che rendere visibile la pagina solo ai vostri amici sia una tutela, ci sono semplici programmi per violare questo tipo di barriere. Quindi avere i profili “blindati” NON è una sicurezza. Possono essere fatte foto o screenshot agli schermi e fatte girare nel web.

4) C’è una completa omologazione delle menti, facciamo quello che fanno tutti. In molti casi si fa anche vedere quello che non c’è, si mettono le foto più belle nella vetrina social, del passato, di quando erano piccoli, che non rappresentano quello che in tanti casi è la realtà. Tanti figli mi chiedono perché i genitori mettano determinate foto loro sui profili social e non ne capiscono il senso, visto che non rappresentano una realtà ma un ideale che non c’è più, violando anche la loro privacy, senza domandargli o “chiedergli il consenso”.

5) Non dimenticatevi forse una delle cose più importanti: voi ed il vostro comportamento siete un esempio per i vostri figli, se gli insegnante che è giusto e normale partecipare a queste catene social, gli normalizzate questo tipo di comportamento che loro potranno sentirsi autorizzati a riproporre però non con foto sulla felicità, ma con tutto quello che gira nei loro social network, dall‘alcol, al corpo perfetto, ai selfie più estremi.

Quindi attenzione, non tutto ciò che è bello, divertente ed apparentemente innocuo NON ha conseguenze negative!

Navigate con prudenza nella tutela dei vostri  figli, voi genitori NON dimenticatevi MAI che siete i loro educatori!

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

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