grooming sos adolescenti

Adescamento online, impariamo a riconoscere i pericoli del web


Casi di cronaca in aumento mettono in risalto le insidie che si nascondono dietro all’utilizzo, senza cautela, della comunicazione online e alla necessità di tutelare bambini e adolescenti dalla presenza di adulti che, in maniera subdola, possono minacciare e talvolta invadere la loro sfera intima.


“Adesca minori per sesso a pagamento: arrestato” Corriere della sera, gennaio 2015

“Adesca e violenta ragazzina” Il Tirreno, febbraio 2015


Si tratta del fenomeno dell’adescamento online, il cosiddetto grooming (dal verbo “to groom”, curare), che indica una tecnica di manipolazione psicologica utilizzata da adulti potenziali abusanti che, attraverso strumenti come social network, giochi online e chat, cercano di mettersi in contatto con i minori, carpire la loro fiducia e stabilire con loro un rapporto emozionale, con il proposito di realizzare attività di natura intima e/o sessualizzata. L’adescamento attraverso internet è un fenomeno in forte espansione negli ultimi anni e le vittime degli abusi appartengono a fasce d’età sempre più basse, tra i 10 e i 12 anni.

Dati significativi sono stati ricavati dalle segnalazioni raccolte dalla linea 114 di Telefono Azzurro (http://www.azzurro.it/it/informazioni-e-consigli/informazioni/dati-e-report-di-telefono-azzurro/114-emergenza-infanzia) dedicata alla difesa dei minori in difficoltà. Sono stati segnalati 11 casi di adescamento online, corrispondenti al 4,9% delle segnalazioni totali di molestie sessuali su bambini e adolescenti. Questi dati mostrano come i casi di “grooming” siano in progressivo aumento. Un quadro analogo emerge dalle ricerche europee (Jones et al., 2013), secondo cui le molestie online sono aumentate, dal 2000 al 2011, dal 6 all’11%. Le forme di adescamento possono essere di diversa natura, in base al tipo di personalità e ai comportamenti propri di ciascun abusante.

Uno studio condotto dall’Università di Lancashire (O’Connell, 2003) ha cercato di delineare le fasi che tendenzialmente caratterizzano la condotta di adescamento:

1. Selezione della vittima e contatto iniziale: l’adescatore sceglie il minore e inizia ad instaurare con lui un contatto di conoscenza.

2. Fase di creazione dell’amicizia: l’adulto può fingersi un bambino/adolescente o uno “zio” amico, lo colma di attenzioni e complimenti al fine di dare vita a un rapporto di fiducia e sottrarre informazioni sulla sua vita privata.

3. Fase di creazione della relazione: l’adescatore tende a comportarsi come un “migliore amico” creando un rapporto sempre più profondo e intimo con la vittima.

4. Fase della valutazione del rischio: l’adulto indaga il rischio che ha di venire scoperto (interroga il minore sulla posizione del computer in casa, sulla presenza dei genitori, ecc.).

5. Fase dell’esclusività: l’adulto manipola il minore a livello psicologico, facendo leva sulla fiducia acquisita e sull’esclusività del rapporto e lo incita a tenere segreta la loro relazione.

6. Fase sessuale: l’adescatore introduce, nelle conversazioni col minore, argomenti esplicitamente sessuali cercando di farlo cedere alle sue richieste, mostrando immagini pedopornografiche, a cui può seguire un incontro di persona.

In un’ottica di prevenzione, risulta prioritario focalizzarsi sugli aspetti educativi in quanto bambini e adolescenti, spesso, si approcciano alla rete con scarsa consapevolezza dei potenziali rischi.

È bene evitare che i genitori dei nativi digitali entrino in una spirale persecutoria in cui si attribuisce alla rete una valenza di estrema pericolosità, ma che si comprenda che dipende tutto dall’uso che se ne fa. Invece di controllare, bloccare, spaventare, bisogna muoversi verso la strada dell’educazione, dell’informazione e della responsabilizzazione dei minori, tenendo presenti i loro bisogni sociali, affettivi, di riferimento e il loro diritto a partecipare ai sistemi di comunicazione a cui appartengono.

Quando i ragazzi arrivano ad un’età in cui viene meno la presenza costante genitoriale, è necessario che essi siano già stati aiutati a raggiungere quelle competenze cognitive, affettive e valoriali che gli permettono di navigare online in maniera sicura e responsabile.

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Jones L.M., Mitchell K.J., Finkelhor D. (2013). Online harassment in context: Trends from three Youth Internet Safety Surveys (2000, 2005, 2010). Psychology of Violence, 3(1): 53.

O’Connell  R. (2003). A typology of cybersexploitation and on-line grooming practices. UK: Cyberspace Research Unit, University of Central Lancashire.