suicidio

Adolescente si suicida per la separazione dei genitori. Cosa può scattare nella mente dei ragazzi?


Ciao mamma saluta i miei compagni di scuola……”. Sono alcune delle parole lasciate su un biglietto da un’altra adolescente che se ne va nel più triste dei modi. Sembra si sia suicidata perché non si capacitava della separazione dei genitori, non riusciva a gestire la valanga emotiva attivata dall’allontanamento del padre e della madre.

Ovviamente quando un ragazzo si suicida non c’è una motivazione unica che ha portato a togliersi la vita, c’è la concatenazione di tante situazioni accumulate nel corso degli anni che hanno creato una fragilità di fondo che porta a vivere in maniera più pesante e deprimente anche la quotidianità. In questa condizione può arrivare un evento scatenante che chiude tutte le porte, che blocca l’azione e porta a commettere un gesto estremo come togliersi la vita. Non ce la faccio più a gestire tutto questo, è la frase che risuona nella testa degli adolescenti che non hanno altri strumenti per gestire la propria emotività.


La separazione dei genitori è una condizione sottovalutata che lascia ferite profonde anche in età adulta


La separazione dei genitori è una condizione sottovaluta che lascia delle ripercussioni e delle ferite che rimangono aperte anche da adulti. Non ci si rende conto di quanto l’allontanamento dei genitori e soprattutto ciò che ne consegue o che ha condotto alla separazione devasti la psiche, attivi le paure più profonde dell’abbandono, del non farcela, del non essere più amati. Ho visto tantissimi adulti essere terrorizzati dal costruire rapporti sbagliati e avere paura di far passare le stesse situazioni ai propri figli. Ho visto donne e uomini tenere duro per evitare di far vivere la separazione ai figli, autoditruggendosi per non rivivere ciò che avevano già vissuto in tenera età.

La famiglia è il nucleo in cui il figlio si riconosce e si sente sicuro. Ha bisogno dei genitori e con la separazione scatta la paura ancestrale della perdita e del non essere più amato. Tante volte i figli si danno la colpa di ciò che accade perché numerose litigate genitoriali derivano proprio dalla mal gestione dei figli e dai problemi scolastici, organizzativi o comportamentali.

Molti ragazzi lo vivono come un tradimento da parte dei genitori e non tollerano l’idea che uno viva da una parte e l’altro dall’altra e che, soprattutto, si possano rifare una vita con qualcun altro.

Cosa possono fare i genitori?

Per evitare di fargli subire la separazione è bene coinvolgerli in tutte le tappe e renderli partecipi di quello che accade anche perché il figlio si accorge di tutto anche se non lo dice. Ma la cosa che in assoluto gli fa più male è vedere l’odio, il rancore, la rabbia tra i genitori, l’essere messi in mezzo ai loro problemi, usati per i loro scopi e non capiscono come i genitori possano arrivare ad odiarsi e a farsi del male.

Quello che non dovete dimenticarvi mai è che tantissimi ragazzi tengono il dolore dentro, anche se non lo fanno vedere e si portano spesso un peso troppo grande per loro. Guardate i loro occhi, quelli non mentono, non smettete mai di conoscerli e di cercare il loro sguardo perché solo così riuscirete ad accorgervi se qualcosa non va. Non fermatevi mai al “tutto bene” perché non va sempre tutto bene.

Quando un adolescente decide di farla finita fa modo e maniera di non farsi accorgere di niente. Non sottovalutate i segnali lanciati dai figli perché il rischio di gesto estremo in adolescenza è molto alto.

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

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