violenza figli vs genitori

Adolescenti aggressivi, che rispondono male ai genitori. Come comportarsi?


Ragazzi che rispondono male, che alzano la voce, sbattono le porte e inveiscono contro i genitori. In fase adolescenziale, i figli tendono ad utilizzare un atteggiamento più aggressivo, oppositivo, iniziano ad attivare continui scontri con i genitori, creando un clima di forte tensione in casa. Si tratta di atteggiamenti che spesso suscitano nei genitori forte preoccupazione ma anche rabbia, impotenza e paura.

È aggressivo”, “ha da ridire su tutto”, “non lo riconosco più”, “chissà che compagnie frequenta”, sono le frasi che i genitori ripetono più spesso.

I profondi cambiamenti che si vivono in adolescenza innescano nei ragazzi nuove reazioni e vissuti dirompenti che non sanno ancora collocare e che possono sopraffarli, soprattutto se non hanno appreso da piccoli a tollerare le frustrazioni.


Gli scoppi di rabbia sono comunque manifestazioni tipiche, utilizzate dall’adolescente sia come forma di comunicazione del proprio disagio, sia come ribellione e opposizione verso i genitori dai quali cerca in tutti i modi di separarsi e differenziarsi.


L’aggressività è solo la punta dell’iceberg: è un segnale che va decifrato per comprendere cosa si nasconde alla base.

Come comportarsi di fronte ai comportamenti aggressivi del figlio adolescente? Ecco alcuni consigli per i genitori:

ASCOLTATE E OSSERVATE. La rabbia ha sempre un significato e, in un modo o nell’altro, vostro figlio vi sta comunicando un certo stato d’animo. Non fatevi trasportare dall’emotività del momento, cadendo anche voi nel circuito delle liti, punizioni e scontri. Bisogna prendersi del tempo per decifrare il messaggio e comprendere la causa reale che ha fatto scattare vostro figlio.

EDUCATE DANDO IL BUON ESEMPIO. Il messaggio educativo migliore che potete dare è il vostro comportamento e la vostra capacità di gestire e modulare le emozioni forti. È importante che voi per primi riusciate ad interagire in modo corretto davanti ai figli, mostrando loro che è possibile confrontarsi ed esprimere le proprie idee e i propri sentimenti, senza alzare i toni, ascoltando anche l’altro.

NON REAGITE DI CONSEGUENZA. Quando l’adolescente è preda di una crisi di rabbia, bisogna cercare di spegnere il fuoco e non alimentarlo. Se pensate ai comportamenti inopportuni di vostro figlio, mantenete ferma la vostra posizione, ma cercate di affrontare il problema in modo costruttivo. Non innescate altra aggressività ma contenete i suoi comportamenti, rimandando la discussione in un momento in cui entrambi siete in grado di parlare con calma.

DATE POCHE REGOLE DEFINITE. Comprendere un figlio non significa giustificare sempre o non porre dei limiti e dei paletti. Bisogna dare poche regole ma ben definite che siano in grado di contenere i suoi eccessi. Evitate punizioni eccessive e i continui “no”, dettati dalla forte emotività: non hanno una vera utilità educativa e non fanno altro che alimentari i conflitti.

LODATE I COMPORTAMENTI POSITIVI. È importante rinforzare le condotte positive di vostro figlio. Raggiungere un equilibrio e sviluppare la capacità di modulare le proprie emozioni senza farsi sopraffare, è una conquista evolutiva. Lodate anche i piccoli passi, quando i ragazzi riescono a incanalare l’aggressività in modo più produttivo.

METTETE DA PARTE L’ORGOGLIO. Ci troviamo spesso di fronte ad un adolescente che non è mai soddisfatto, pronto a criticare ogni cosa: come adulti dunque bisogna evitare di essere troppo suscettibili e permalosi, altrimenti non se ne esce. È una fase in cui i ragazzi mettono tutto in discussione, hanno bisogno di attaccare i genitori per riuscire a separarsi e a mettersi in gioco. È importante che non vi ritiriate ma che andiate oltre, cercando di non cedere al conflitto ma di capire cosa sta accadendo.

Non è facile essere alle prese con l’emotività dirompente di un adolescente, bisogna avere molta pazienza ed essere consistenti per riuscire a contenere la rabbia, senza farsi prendere dall’impulsività reattiva.

Se l’aggressività non si riesce ad arginare, il ragazzo è violento, sembra fuori controllo e mette in atto condotte distruttive verso se stesso o gli altri, bisogna affidarsi a degli specialisti per affrontare la problematica che rischia di virare più su un versante più patologico.

Redazione AdoleScienza.it

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