stanchezza cronica

Adolescenti che lavorano in estate: i genitori sono d’accordo!


La pausa estiva oltre che un importante momento di riposo e ristoro dopo l’anno scolastico, può rappresentare, per alcuni ragazzi, anche un momento per sperimentarsi e acquisire esperienze nel mondo del lavoro. Vi sono aziende che assumono gli adolescenti nel periodo estivo e sono stati sviluppati anche programmi specifici di lavoro stagionale o volontariato per i ragazzi.

 

  


Cosa ne pensano i genitori?

Circa il 70% dei genitori italiani (quasi 3 famiglie su 4) si dichiara favorevole a far lavorare i figli durante la pausa estiva, considerando tale periodo dell’anno come momento per realizzare una prima modalità di alternanza scuola-lavoro e di formazione professionale. Percentuale che al Nord-Est, dove la richiesta di coerenza e continuità tra studio e lavoro è sempre più importante, sale fino all’87,8% (http://www.younginternationalforum.com/cms/wp-content/uploads/2016/01/Rassegna-stampa_YIF-2015-1.pdf).

 

Un lavoro stagionale come “rito di passaggio”

Un lavoro estivo, magari part-time, può rappresentare per adolescenti e genitori, una sorta di rito di passaggio, un passo verso l’acquisizione di una propria maggiore autonomia e indipendenza. Per i genitori è importante che i ragazzi imparino a gestire il proprio denaro, comprendendone il valore e il legame con il proprio lavoro. Si può così guadagnare una propria paghetta e apprendere una serie di conoscenze e abilità che serviranno successivamente nelle proprie esperienze professionali.

 

 

 

Redazione AdoleScienza.it

 

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