madre e figlia

Adolescenti che mentono ai genitori: come comportarsi di fronte alle bugie?


I figli, durante la preadolescenza e l’adolescenza, spesso iniziano a raccontare qualche piccola bugia, a nascondere parte delle loro azioni e delle esperienze che vivono, a omettere tanti dettagli e a non parlarne più apertamente con i genitori come invece facevano prima.

Si tratta, per certi versi, di un aspetto fisiologico della loro crescita, del tentativo di capire meglio se stessi, di iniziare a prendere distanza dai genitori, difendendo i propri spazi e sperimentando la propria autonomia. 

Quando un genitore si accorge che il proprio figlio sta nascondendo qualcosa, omette particolari, non racconta tutto o ha mentito, si sente deluso dal figlio, escluso, a volte anche tradito. Altre volte si arrabbia perchè vede che sta perdendo il figlio dal suo controllo e non capisce perchè si debba comportare in quel modo. Tanti genitori hanno semplicemente paura che si cacci nei guai e che gli possa succedere qualcosa.

Le bugie possono rappresentare anche un punto di partenza per capire che qualcosa sta andando storto nel dialogo e nella fiducia tra genitore e figlio e quindi si può far diventare un momento e un’occasione per comprendere i loro bisogni, cosa vogliono nascondere e perché non ne vogliono parlare, senza far degenerare la situazione e far diventare l’ambiente domestico un ring.

Cosa spinge gli adolescenti a dire una bugia?

Sono tante le ragioni che possono spingere un adolescente a mentire ai genitori, ecco le principali:

– sta cercando di affermare se stesso e la propria identità, mettendo in atto quelle azioni che sicuramente vanno contro alcuni principi dei genitori (ad esempio fumare, bere alcolici, frequentare certi ambienti, fare tardi ecc.);

–  è convinto di non essere compreso a pieno, nel caso in cui raccontasse la verità oppure è già sicuro di trovarsi di fronte a un no secco, e in quel caso, preferisce aggirare l’ostacolo piuttosto che affrontarlo direttamente;

– non vuole apparire agli occhi degli amici come “uno sfigato” e quindi mette in atto dei comportamenti, a volte anche pericolosi, pur di sentirsi accettato e parte del gruppo;

– ha paura delle reazioni e delle possibili conseguenze della sua azione trasgressiva, ad esempio punizioni o sequestri di oggetti per lui importanti come l’inseparabile smartphone;

– vuole superare il controllo genitoriale, vissuto come oppressivo, e cercare di ottenere maggiore indipendenza;

– teme di deludere i genitori, vuole essere accettato e trasmettere sempre un’immagine positiva di sé;

– tenta di ricercare l’attenzione e la presenza del genitore, arrivando anche, talvolta, ad alzare il tiro pur di essere visto e considerato ed esprimere il proprio disagio in famiglia.

– sta mettendo in atto comportamenti che sa che non deve fare, sanzionabili, e quindi li nasconde.

Ogni motivazione può essere sempre un’opportunità per il genitore per rivedere alcuni atteggiamenti, regole o comportamenti e migliorare il rapporto e la comunicazione con il figlio.

Bisogna comunque di volta in volta contestualizzare, dare un senso a quello che succede e considerare che ogni bugia può avere un peso differente: l’adolescente infatti  può raccontare qualche piccola bugia, come ad esempio che va al cinema con gli amici, per non dire invece che esce con la fidanzata oppure che ha già finito i compiti per poter andare a giocare con gli amici, fino ad arrivare a bugie più preoccupanti che possono portarlo a trovarsi nei guai, mettendo in atto comportamenti a rischio, come ad esempio sexting, abuso di alcol e guida spericolata, senza che i genitori lo sappiano.

Come possono comportarsi i genitori per evitare che il figlio dica bugie?

Dopo l’ennesima bugia è facile perdere fiducia nei figli. È importante, quindi,  in queste situazioni non entrare in sfida e non vivere il comportamento del figlio come un attacco personale, ma interessarsi e cercare di comprendere i motivi che si nascondono dietro alla menzogna, per rendersi conto del valore e della gravità che può avere.

Ecco 4 utili consigli:

  1. MANTENETE SEMPRE APERTO IL DIALOGO. Bisogna mostrarsi sempre disponibili alla comunicazione, al confronto e alla discussione piuttosto che adottare un atteggiamento rigido e repressivo. È importante lasciargli spiegare anche il motivo che lo ha portato a mentire, senza ritorsioni, ma affrontando insieme il problema. Non bloccate la comunicazione con un atteggiamento e un tono aggressivo “Perché non mi hai detto niente?”, “Sei un bugiardo”, “Non ti credo più”, “Ho perso la fiducia in te”.
  2. CREATE UN CLIMA DI FIDUCIA. I ragazzi hanno bisogno di sapere che possono fidarsi dei genitori, i quali devono rappresentare dei punti di riferimento a cui rivolgersi in caso di necessità. Ricordate che, se non si fidano di voi, possono trovarsi in situazioni pericolose e mettersi ancora più a rischio pur di non farsi scoprire. Quindi, anche di fronte alle situazioni peggiori, sul momento cercate di ingoiare il rospo, mettete da parte le critiche e sintonizzatevi con lui con l’obiettivo di aiutarlo e sostenerlo. Successivamente, sarà possibile tornare sull’argomento e ragionare insieme, in maniera costruttiva, su quanto accaduto. A volte dovete quindi essere pronti a sentire anche ciò che non avreste mai voluto sentire. Se loro sanno che ci siete parleranno e non perderete mai la situazione dal vostro controllo. Prima fateli parlare anche se in quel momento gli urlereste di tutto, altrimenti non conoscerete mai i contenuti.
  3. FAVORITE LO SCAMBIO E IL CONFRONTO. Non bisogna solo infondere consigli e regole al figlio in maniera autoritaria, ma ascoltare ciò che ha da dire, anche se non condividete la sua posizione, farlo ragionare, capire cosa ne pensa e comprendere insieme come potrebbe affrontare la questione da un punto di vista differente. Bisogna stimolarlo affinché sviluppi una capacità critica che permetta di fare scelte più consapevoli e meno impulsive. Se lo abituate al “Devi fare così perché lo dico io” rischiate che non comprenda le motivazioni per le quali non si deve comportare in un determinato modo. Dategli anche la possibilità di replicare e di dire no e poi fategli capire cosa vi spinge a ragionare così. Non sempre accetteranno o capiranno, ma voi sapete cosa è giusto per il loro bene e quindi andate avanti per la vostra strada.
  4. DOVETE RAPPRESENTARE UN MODELLO POSITIVO. Vi dovete ricordare della potenza educativa dell’esempio. Nella crescita, è importante che il padre e la madre, siano un esempio positivo di sincerità. Non dovete mentire ai figli o nascondergli le cose perché indirettamente si trasmette il messaggio che non c’è un clima di fiducia, che in certi casi è meglio non comunicare la verità o raccontarla solo in parte.

E’ normale che i figli si confidino più con un genitore, in genere è la madre. Finché si tratta di piccole cose personali va bene, ma non dovete nascondere troppo all’altro genitore e diventare complici segreti del figlio. Gli date un insegnamento sbagliato e si perde di autorevolezza. Si deve stimolare il figlio a parlare anche con l’altro genitore, non fare sempre l’intermediario e spronare il genitore più rigido o assente a essere un po’ vicino al figlio. Questo clima gioverà al dialogo e quindi al legame basato sulla fiducia.

 


Creare un rapporto di fiducia è l’obiettivo principale per salvaguardare il ragazzo ed essere sempre presenti, anche quando sbaglia e ha bisogno di qualcuno che lo accompagni nella giusta direzione.


Redazione AdoleScienza.it