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Adolescenti che vogliono stare sempre con gli amici. Cosa fare?


I figli crescono, iniziano a fare richieste pressanti e, una volta in vacanza, pretendono sempre più di stare con gli amici, di uscire o giocare con loro, alla ricerca di autonomia e momenti per sé, lontano dalla presenza costante di mamma e papà.

Sicuramente nella fase adolescenziale, il gruppo dei pari acquisisce molta importanza, divenendo un luogo di sperimentazione e socializzazione: i ragazzi si interfacciano con diversi gruppi, dalla classe, al quartiere, a quello sportivo fino ai gruppi su WhatsApp o sui social network o di gioco come quelli online.

Sono proprio le uscite e il fatto che i ragazzi desiderano trascorrere molto più tempo con gli amici che con la famiglia, a diventare spesso terreno fertile per discussioni e scontri con i figli.

È vero, il tempo che preadolescenti e adolescenti trascorrono a parlare, a chattare, a giocare con gli amici è tanto e spesso i genitori non comprendono il senso di tutte queste ore passate insieme anche senza far niente.


Cosa rappresentano gli amici in adolescenza?

Bisogna pensare che tutto questo fa parte della crescita, i figli stanno diventando grandi e hanno bisogno di quel tempo di socializzazione, hanno bisogno del gruppo dei coetanei nel quale identificarsi, esplorare e mettersi alla prova per facilitare anche il processo di separazione dalle figure genitoriali che li porta a diventare adulti e autonomi da un punto di vista psicologico.

“Tutti i preadolescenti, anche se con tempi e modalità diversi, dovrebbero manifestare un crescente desiderio di farsi degli amici con i quali condividere il piacere di organizzare qualcosa o anche solo per stare insieme… L’amico o l’amica sono presenze fondamentali, per la prima volta la potenza di questo segnale è avvertita come un’opportunità per lanciarsi nel mondo, per fare qualcosa senza i grandi. Non si tratta più dell’amichetto che la mamma invita a casa. Ora sono i nostri figli a scegliere in prima persona le proprie compagnie, a mettersi in gioco, a provare a costruire rapporti”. Tratto dal libro L’età dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente, di Alberto Pellai.


Quindi un genitore come deve reagire a questi cambiamenti?

È importante che il genitore comprenda il bisogno di crescita del figlio, senza mettere a sua volta un muro solo perché si sente spodestato dal suo ruolo e in qualche modo escluso dalla sua vita. È normale che in un momento come quello delle vacanze, se hanno la possibilità di farlo, preferiscano trascorrere del tempo con gli amici e fare attività con loro.

Ci vuole rispetto delle esigenze da entrambe le parti, comprensione e una buona gestione dei vissuti ansiosi dei genitori che devono fronteggiare il distacco e l’attesa dei figli. Ci vogliono però anche delle regole, degli orari di rientro, dei patti di fiducia che concedono ai ragazzi la giusta libertà pur rispettando dei confini.

I ragazzi hanno ancora bisogno di qualcuno che li guidi, che li accompagni nella crescita, così che possano andare in esplorazione ma, nel caso in cui perdano la bussola, devono sentire la vicinanza dei genitori e sapere di poter contare su di loro.

Uscite e orari da rispettare: come comportarsi con i figli adolescenti?

Redazione AdoleScienza.it