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Adolescenti in un mare di insicurezze: oltre l’estetica c’è di più!


Si vedono brutti, non si piacciono, si guardano allo specchio e trovano soltanto difetti e imperfezioni:  durante il periodo adolescenziale difficilmente i ragazzi sono soddisfatti del proprio aspetto e vivono con la paura di non essere accettati.

Adolescenti allo specchio. Cosa fare quando si vedono brutti e non accettano il loro corpo?

La società in cui viviamo inevitabilmente rischia di alimentare tutto questo: gli adolescenti infatti sono talmente tanto bombardati da modelli sociali e social incentrati su rigidi canoni di bellezza, che l’asticella della loro autostima tende ad alzarsi e ad abbassarsi in funzione dei like e commenti.

I social come specchio digitale: adolescenti sempre più insoddisfatte del proprio aspetto

Spesso si arriva ad affrontare la fase adolescenziale senza gli strumenti giusti, perché la stima in se stessi andrebbe coltivata fin dalla primissima infanzia e alimentata giorno dopo giorno.

Qual è il ruolo dei genitori?

Gli adulti di riferimento, certamente, possono svolgere un ruolo fondamentale: infatti, è importante far percepire ai ragazzi la propria vicinanza emotiva, farli sentire sostenuti, ma soprattutto aiutarli a vedere i loro punti di forza. Solo andando oltre i difetti o le parti che non accettano di sé, riusciranno ad accettare il proprio corpo in una visione di insieme.

Loro sono molto più del loro corpo!

“Il nostro dentro e ciò che non sempre gli altri possono vedere. Eppure è la parte più vera e speciale di noi. E’ ciò che definisce la nostra unicità. E’ ciò che va oltre l’immagine. È qualcosa che ci parla continuamente. Che ci inonda di pensieri, di emozioni. Che ci fa sentire accesi, oppure spenti. Tutto questo non si vede quanto si sta davanti allo specchio. Perché può solo essere sentito. Ed eventualmente condiviso.

[…] Fuori e dentro: è davvero complesso trovare un equilibrio, una sintonia, una connessione tra questi due elementi. Soprattutto quando si è preadolescenti e adolescenti. Il fuori sembra prevalere e diventa una preoccupazione costante.  Il fuori si impone. Il dentro invece rimane invisibile.”

(Tratto da La bussola delle emozioni. Dalla rabbia alla felicità, le emozioni raccontate ai ragazzi di Alberto Pellai e Barbara Tamborini)

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Redazione AdoleScienza.it