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Adolescenti in vendita: sesso in cambio di soldi, ricariche e vestiti. Quanti e perché?


Ennesimo scandalo a Roma di adolescenti che fanno sesso con un adulto in cambio di denaro o altri beni materiali. È un problema estremamente diffuso che riguarda sia il sesso maschile che quello femminile. Parliamo di un adulto deviato che è attratto sessualmente da minori, che prova piacere facendo sesso con loro, non parliamo di bambini, ma di adolescenti che ricevono in cambio qualcosa.

Perché i ragazzi sono così labili? Perché si fanno circuire con questa facilità e cadono nella rete di queste persone?

Basta gridare allo scandalo perché chi lavora ogni giorno al fianco dei ragazzi è pienamente consapevole delle problematiche che ci sono oggi intorno al sesso. Il corpo è diventato quasi un oggetto che si può vendere, la sessualità abbraccia questi ragazzi troppo presto, vivono bombardati dalla strumentalizzazione di questo corpo che può essere usato appunto come strumento per raggiungere anche i propri scopi. Non dimentichiamoci che è la generazione del sesso online, del sesso attraverso video e foto nelle chat, che viene adescata nelle chat perché i ragazzi creano storie d’amore virtuali senza sapere che dall’altra parte ci sono troppi adulti deviati attratti da loro. Sono gli adolescenti che ricattano di inviare foto intime, per esempio di una ragazza, in cambio di favori sessuali, sono le ragazze che si prostituiscono per sfida, per soldi, per ricariche e vestiti, sia con coetanei che con adulti.

Nelle scuole non se ne parla, solo lo scorso anno, a noi, come Osservatorio Nazionale Adolescenza, non ci hanno fatto entrare in alcune scuole italiane perché avevano nel nostro strumento domande sul sesso.

Come è possibile allora fare prevenzione se non ci rendiamo conto che è una generazione che non ha più confini e non è educata alla privacy, ma alla condivisione totalitaria di se stessi e degli altri?

Se i più giovani si relazionano con la tecnologia in questo modo lo possono fare tranquillamente anche al di fuori, con le persone fisiche. L’errore di molti adulti è pensare che quello che fanno in rete sia virtuale, ma non è così, è digitale, ossia attraverso un mezzo tecnologico, il comportamento esiste, il tutto è materiale e tangibile.

Tutto questo è sempre più frequente perché i ragazzi, soprattutto in determinati ambienti, devono omologarsi per essere accettati da un gruppo, gli standard sono sempre più alti, smartphone di ultimissima generazione, tablet, vestititi firmati, capelli sempre in ordine, accessori, mini car, tutto per far vedere che si appartiene ad un determinato ceto sociale. Telefonini sempre connessi, non possono finire i mb per evitare di essere tagliati fuori; discoteche, alcol e anche droghe in tantissimi casi, tutto molto costoso e, se non si tiene il ritmo, si rischia di essere etichettati come sfigati. I soldi delle paghette troppo spesso non bastano, questo non significa che bisogna mettere centinaia di euro in mano ai figli per risolvere il problema, significa ragionare sul perché non hanno più un valore personale ed un rispetto di se stessi. Perché vengono prima gli altri, l’apparire, l’omologazione, perché il corpo non va più rispettato, perché l’intimità non esiste più nell’era dell’intimità condivisa.

Nel giro della prostituzione si entra spesso per passa parola, gli adulti fanno leva su queste vulnerabilità dei ragazzi, “lì fai i soldi facili”, “lì ti dà quello che vuoi”, offrono più soldi se portano altri “amichetti”, gli viene richiesto di allargare il giro per i loro beceri scopi. Una volta dentro, vengono sfruttati, spinti alla prostituzione, manipolati e strumentalizzati, queste persone conoscono bene i ragazzi e sanno dove colpire e come fare. Perché il ricatto più frequente è “dico tutto ai tuoi genitori?”, perché la paura di essere scoperti da loro porta a non parlare invece di correre in lacrime tra le loro braccia e raccontare tutto? Sono troppi i giovani coinvolti in questi scambi, è qui che dobbiamo trovare la risposta e soprattutto bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica.

Sempre alla ricerca di soldi, sempre alla ricerca di uno standard che molti genitori dovrebbero abbassare, invece di rinforzare. “A quella se la ricatti puoi ottenere”, “quella se le dai…, ti dà”, perché ci tappiamo le orecchie davanti a tutto questo e poi urliamo allo scandalo, quando non vogliamo vedere quello che abbiamo davanti ai nostri occhi.

La colpa non è dei ragazzi, non c’è più contenimento, educazione, confini, tutto troppo condiviso e pubblico, tutto permesso e troppo lecito. La colpa è della disgregazione generale, di una società che non pensa ai giovani, di una famiglia sempre più divisa e disgregata, di ragazzi troppo soli, di una scuola che pensa solo ai programmi ministeriali e non parla con loro di quello che li aiuta a vivere. Troppo moralismo, troppa finta pudicizia, troppa ignoranza, forse non si conoscono veramente e si parla di ciò che non si sa.

I genitori non sanno osservare e guardare i figli nella normalità, non li conoscono, criticano la generazione digitale, l’abuso della tecnologia, lo smartphone e non capiscono che per accorgersi di un problema del figlio bisogna conoscere le sue abitudini nella quotidianità e non devono aver paura di vedere anche quello che non fa piacere vedere.

 

Qualche consiglio

Attenti ai cambiamenti delle loro abitudini, ai movimenti diversi, al fatto che non vi assillano più con le richieste dei soldi, con le ricariche telefoniche, che hanno qualcosa di nuovo non acquistato da voi e vi dicono che glielo hanno prestato o regalato. Soprattutto attenti alla diminuzione di richieste di qualsiasi tipo e ai cambiamenti di orari. Se vedete che diventano più schivi, che usano il telefono in maniera diversa e più riservata.

Sono piccoli segnali, il figlio va protetto e da solo rischia di immischiarsi in situazioni più grandi di lui senza conoscere realmente la portata di quello che sta facendo.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore AdoleScienza

 

 

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