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Adolescenti vittime del terremoto. Quali sono le principali reazioni emotive e comportamentali?


Spesso si parla di bambini e di genitori quando si verificano questi disastri, mentre gli adolescenti vengono in un certo senso trascurati perché tanto loro sono già grandi, in grado di capire cosa sia successo, non c’è bisogno di dovergli spiegare cosa sia un terremoto e come si manifesta. Conoscono gli esiti nefasti perché attraverso la TV o la rete sono già consapevoli di ciò che avviene e si crede erroneamente che abbiamo meno bisogno di essere rassicurati e contenuti.

Non è vero, anche se a volte lo manifestano in maniera meno evidente o attraverso comportamenti che agli occhi di un “non esperto” sembrano non essere legati al terremoto.

Sono in fase di crescita, di cambiamento, di ricerca di una propria identità e stabilità psichica per cui questi eventi possono lasciare dei segni importanti. Significa che la distruzione intorno a loro genera profonda instabilità, in una fase già complessa e di passaggio dalla dipendenza alla autonomia.

Ci sono anche dei recenti studi scientifici che hanno analizzato gli effetti a lungo termine negli adolescenti vittime di un terremoto, dai quali è emerso che, anche a distanza di anni, i ragazzi presentano maggiore vulnerabilità a sintomi, come depressione, ansia e ideazione suicidaria (Shi et al., 2016; Tanaka et al., 2016).

Sebbene gli adolescenti abbiano maggiori capacità verbali dei bambini di esprimere i propri pensieri ed emozioni, non hanno ancora maturato una struttura psichica in grado di gestire certi vissuti. È fondamentale dunque che i genitori li incoraggino a parlare, a comunicare il proprio disagio e a confrontarsi con loro circa l’accaduto. Sono in un’età in cui possono nascondere le proprie fragilità e mostrarsi forti, tuttavia, hanno bisogno di adulti che forniscano loro supporto e rassicurazione poiché un evento come il terremoto li invade di sentimenti di paura e terrore.

Gli adulti, attraverso la comprensione delle reazioni emotive e del modo in cui i ragazzi esprimono il loro malessere, possono comprendere i segnali dei figli e farvi fronte.


Ecco alcune delle reazioni emotive e comportamentali che possono avere gli adolescenti dopo un terremoto

 Discorsi continui e ripetuti sull’evento oppure completo rifiuto di trattare l’argomento.

• Ricerca continua d’informazioni sul web e social network su quanto accaduto oppure indifferenza e negazione.

 Paura, angoscia e panico e soprattutto senso di impotenza e smarrimento, come se si fossero persi i punti di riferimento.

 Difficoltà ad addormentarsi, incubi ricorrenti o numerosi risvegli notturni.

• Cambiamenti nelle abitudini alimentari, rifiuto del cibo, mancanza di appetito oppure alimentazione incontrollata ed eccessiva, quasi come compensazione.

• Disturbi somatici, come dolori, mal di testa o mal di stomaco, stanchezza eccessiva, dolori muscolari dati per esempio dalla tensione.

 Vergogna e imbarazzo per le proprie risposte emotive all’evento. Tentativo di nascondere le proprie paure e ciò che provano.

 Ritiro e perdita di interesse per attività prima considerate piacevoli, tendenza a isolarsi da familiari, amici oppure eccessivo attaccamento e ricerca di rassicurazioni soprattutto sulla salute fisica.

• Pensieri negativi nei confronti di se stessi e del mondo, perdita di fiducia nel futuro e atteggiamento critico nei confronti degli adulti.

  Sbalzi d’umore, irritabilità e agitazione interna e nei casi più gravi anche panico.

• Comportamenti a rischio, autodistruttivi ed esposizione a situazioni pericolose (guida spericolata, uso di alcol e droghe, autolesionismo o suicidio).

 Difficoltà a concentrarsi, a ricordare, calo del rendimento scolastico e disattenzione.


È importante sottolineare che lo stesso evento traumatico può avere reazioni emotive differenti in base allo sviluppo, al contesto familiare, al supporto e sostegno genitoriale, ai tratti di personalità, al carattere, alla presenza di precedenti problemi psichici o fragilità emotiva.


Ciò che è importante valutare è la percezione che un adolescente ha dell’evento e quanto ha invaso la sua psiche. Una variabile che è importante non sottovalutare è l’imprevedibilità, il fatto che arrivi senza essere minimamente pensato e atteso, e sopratutto la vicinanza dell’evento, ossia se si è vissuto in maniera diretta e se sono stati coinvolti parenti e amici.

Reazioni come quelle sopraelencate possono essere “normali” in seguito ad eventi come questi. In ogni caso non va sottovalutato alcun segnale, neanche il meno evidente perché, se non accolto, può, anche a distanza di tempo, diventare pervasivo fino a sconvolgere l’equilibrio psichico del ragazzo. Non bisogna dimenticare che i problemi legati a questo tipo di eventi possono anche emergere a distanza di mesi, nei momenti più inaspettati o in seguito ad un evento che può fungere da fattore scatenante.

Farsi aiutare e soprattutto comprendere i segnali susseguenti al trauma è fondamentale per riuscire a sostenere i bisogni specifici dei figli, al fine di superare l’accaduto, cercando di guardare di nuovo al futuro con speranza.

Attacchi terroristici, guerre, terremoti e disastri: i segnali per riconoscere l’impatto negativo nei bambini e negli adolescenti

di Redazione AdoleScienza.it

e Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Shi X., Nancy X.Y., Zhou Y., Geng F., Fan F. (2016). Depressive symptoms and associated psychosocial factors among adolescent survivors 30 months after 2008 Wenchuan earthquake: A follow-up study. Frontiers in Psychology, 7.

Tanaka E., Tsutsumi A., Kawakami N., Kameoka S., Kato H., You Y. (2016). Long-term psychological consequences among adolescent survivors of the Wenchuan earthquake in China: A cross-sectional survey six years after the disaster. Journal of Affective Disorders, 204, 255-261.



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