boy

Aiutare i figli a mettersi in gioco. Perché le vacanze estive sono un’ottima occasione?


Sono molte le mamme e i papà che si lamentano che i figli non siano ancora autonomi e che abbiano bisogno della loro presenza costante per fare ogni cosa.

Durante il periodo invernale, si va sempre di corsa e tante volte i genitori si ritrovano a sostituirsi ai figli per comodità, senza lasciargli spazio per sperimentarsi. L’estate è sicuramente un buon momento, si è svincolati dagli impegni quotidiani e c’è più tempo a disposizione per dare maggiore possibilità ai figli di mettersi in gioco, di esprimersi e provare.

Estate: nuove esperienze e sfide quotidiane per i figli

In una situazione di maggiore relax, in base all’età e alla maturità personale dei figli, si possono tentare piccole sfide quotidiane per dare loro maggiore spazio di sperimentazione, così che anche durante il periodo scolastico possano fare tesoro di questi piccoli passi fatti in avanti.

Bambini e ragazzi possono cimentarsi in nuove attività, come imparare a nuotare, fare escursioni, nuovi sport, uscire le prime volte con gli amici, ma anche riuscire nelle piccole mansioni quotidiane, come mangiare da soli, rifarsi il letto, allacciarsi le scarpe, farsi i compiti, prepararsi la sacca del mare.


I genitori devono riuscire a fare dei passi indietro per osservare il figlio tentare, sbagliare e riprovare, così che possa imparare che è con lo sforzo e l’impegno che si cresce, si ottengono risultati e soddisfazioni. In che modo?


DATEGLI FIDUCIA, gestite la vostra ansia e il bisogno di esserci sempre perché, se continuate a sostituirvi a lui, penserà di non essere in grado di fare le cose. Vedrete che, se vi mettete da parte, col tempo imparerà a sviluppare creatività, troverà soluzioni ai problemi e tirerà fuori le sue risorse.

SIATE OBIETTIVI, senza metterlo di fronte a ostacoli troppo grandi. Chiedetevi se potenzialmente, con un po’ di pratica e impegno, possa essere in grado di fare una determinata cosa da solo: è in grado di attraversare la strada? Sa comprare il gelato, contando il resto? Può prendere l’autobus da solo? Se lo osservate, potrete valutare e accompagnarlo in un percorso di rinforzo e motivazione.

Se non se la sente e mostra titubanza, NON FORZATELO, dategli il tempo di familiarizzare con quell’esperienza e cercate di capire come si sente: è insicuro, ha paura o vuole semplicemente la vostra presenza per abitudine? Iniziate a renderlo più autonomo dalle piccole cose, così che possa sviluppare fiducia in se stesso e sperimentarsi man mano in prove più grandi.

PUNTATE TUTTO SULLA MOTIVAZIONE, per invogliarlo a fare da solo, quindi, valorizzate ogni passo in avanti, senza dare per scontato che avrebbe già dovuto farlo da un pezzo. Soprattutto se il figlio è prossimo all’adolescenza, sottolineate quanto il pensare alle proprie cose ed essere autonomo, significa essere più grande, libero e non stare sempre sotto il controllo dei genitori.

Ogni conquista per un figlio è un’occasione per dimostrare a se stesso le sue risorse. Non bloccatelo per le vostre paure, deve fare esperienza diretta nella vita per acquisire maggiore consapevolezza, esprimersi e scoprirsi. Se mamma e papà gli tolgono questa possibilità, gli stanno togliendo anche la percezione di potercela fare da solo!

 

Come rendere i bambini autonomi? Ecco qualche consiglio per i genitori

Redazione AdoleScienza.it