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Allenare i figli a vivere le emozioni: perché è importante il ruolo dei genitori?


Bambini e ragazzi sembrano fare sempre più fatica a riconoscere ed esprimere le loro emozioni. Troppe volte si tende ancora a “negare” le emozioni negative, impedendo loro di vivere adeguatamente anche rabbia, frustrazione o tristezza, come se dovessero essere sempre felici e al top in ogni momento.

Quando nelle scuole incontriamo preadolescenti e adolescenti, ci rendiamo conto di quanto non siano quasi più abituati a comunicare, a confrontarsi tra loro o a mettersi nei panni dell’altro: tendono piuttosto a reprimere i loro vissuti, alimentando le incomprensioni o ad agire le emozioni, arrivando a prevaricare l’altro pur di dimostrare di aver ragione. Tutto questo va poi ad influire fortemente sul loro benessere e sul loro stato d’animo.

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Le emozioni si imparano a gestire in famiglia!

La famiglia è la prima agenzia educativa, la prima “scuola di vita” per bambini e ragazzi e tutto ciò che viene appreso a casa influirà sulle loro capacità emotive, cognitive e relazionali. Tutto questo rappresenta per gli adulti di riferimento una grande sfida e le difficoltà possono essere all’ordine del giorno. Non bisogna però scoraggiarsi: i genitori non devono essere perfetti, possono anche sbagliare e possono sperimentare anche emozioni negative.

Il loro esempio e la modalità con cui riusciranno ad esprimere, gestire ed elaborare queste emozioni saranno una guida per i figli, sin da piccolissimi, e li aiuteranno a sperimentarsi senza paure.

E’ possibile essere degli “allenatori emotivi” per i figli?

Essere sensibili e attenti agli stati emotivi di bambini e ragazzi significa conoscere il loro mondo, ciò che li fa star bene o, al contrario, può trasmettergli ansie o preoccupazioni: in questo modo, è possibile cogliere subito eventuali segnali di disagio o malessere, anche quando non sono macroscopici. Non bisogna dimenticare che la maggior parte delle volte non è con le parole che i figli comunicheranno le proprie emozioni, ma lo faranno attraverso i loro comportamenti.

E’ importante dare sempre valore a ciò che i figli sperimentano e mostrarsi accoglienti anche di fronte alla rabbia, alla tristezza o alla paura che possono provare in determinate situazioni, senza cercare di annullare ciò che vivono, senza banalizzare i loro sentimenti e senza negarli.

Se i genitori riescono a non mostrarsi confusi o ansiosi anche di fronte alle emozioni negative, bambini e ragazzi impareranno ad accettarle, riusciranno a dargli un nome e sapranno gestirle adeguatamente. Anche se è difficile e si vorrebbe vedere i propri figli sempre felici, è fondamentale non cercare di anticipare tutto e di risolvere sempre ogni difficoltà al loro posto, così che impareranno a fidarsi dei propri sentimenti, a regolare le proprie emozioni e a risolvere i problemi in autonomia.

Redazione AdoleScienza.it