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Ansia da notifica: e se fossero i genitori a trasmetterla ai ragazzi?


Quando si tratta di social e tecnologia si punta spesso il dito contro gli adolescenti, colpevoli secondo i genitori di essere sempre attaccati agli schermi di smartphone e tablet.

Eppure gli adulti sembrano non essere immuni dall’invasione tecnologica: fanno fatica anche loro a staccarsi dagli schermi e, impegnati tra social e chat, controllano costantemente ogni notifica ricevuta.

Genitori sempre più tecnologici e iperconnessi: cosa ne pensano i figli?

La FOMO, acronimo dell’inglese “Fear of Missing Out”, cioè paura di essere tagliati fuori e perdersi ciò che sta accadendo in rete, è una delle nuove patologie che colpiscono ragazzi e adulti in un epoca in cui è diventato ormai impossibile staccarsi dal proprio smartphone o evitare di controllare costantemente le bacheche dei propri social network.

Non sono solo gli adolescenti, dunque, ad esserne colpiti! Pare, anzi, che siano spesso proprio i genitori a trasmettere ai figli queste nuove forme di stress da notifica.

Se gli adulti per primi, infatti, usano in maniera compulsiva i social network, paragonando le apparenti vite perfette mostrate dagli altri online con le proprie, come possiamo pretendere che non lo facciamo i più piccoli?

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L’ansia dei genitori “contagia” i figli!

Secondo il report #StatusOfMind della Royal Society for Public Health britannica (https://www.rsph.org.uk/), questo continuo stato di ansia e stress da notifica che porta a controllare continuamente il proprio smartphone pur di non perdersi nulla di ciò che viene pubblicato e condiviso dai propri contatti, si riflette anche sulla psiche degli adolescenti, portando anche ad un aumento, nel corso degli ultimi anni, dei vissuti ansiosi e depressivi nei giovani.

Aumenta la dipendenza dalle notifiche: cos’è e come si manifesta?

Bisogna, come sempre, fare molta attenzione a non demonizzare smartphone e social network: il problema non è la tecnologia in sé, ma l’uso che se ne fa!