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Ansia da prestazione nello sport: qualche consiglio per i genitori


Lo sport dovrebbe essere uno spazio di crescita e di confronto per i vostri figli, non di paura e di giudizio.

Dai nostri lavori nelle scuole invece emerge spesso il contrario: i ragazzi parlano di blocchi emotivi, mal di testa, mal di pancia, tachicardia, tremori, nodi alla gola, perché sperimentano alti livelli di ansia e di stress legati ai risultati sportivi.

La pratica dello sport, in particolar modo a livello agonistico, prevede delle rinunce, che sviluppino un forte senso del dovere e si allenino per molte ore al giorno, spesso trascurando altre attività tipiche della loro età, portandoli a dover studiare anche di sera o di notte.

Quando ho le gare di nuoto, sono in ansia perché ho paura di deludere il mio allenatore, i miei genitori, ma soprattutto me stessa dopo tutto l’impegno che metto negli allenamenti

Ho avuto un’ansia terribile quando durante una partita ho dovuto tirare un calcio di rigore. Mi sentivo addosso gli occhi di tutti, avevo il cuore in gola e mi tremavano le gambe

A danza ho paura di sbagliare e di far sbagliare gli altri, soprattutto durante i saggi quando i miei genitori mi vengono a vedere

I ragazzi dovrebbero vivere lo sport come divertimento, come luogo in cui socializzare e scaricare le proprie tensioni psico-fisiche, ma troppo spesso ciò non accade. Molti di loro portano dentro la fatica emotiva di gestire il peso della competizione e quello di non deludere il genitore.

Qualche piccolo consiglio per gestire l’ansia dei vostri figli:

– Non scegliete lo sport al posto di vostro figlio. Coinvolgetelo, chiedetegli cosa gli piacerebbe fare e prendete insieme a lui la decisione.

– Vostro figlio ha bisogno di sentirsi amato e apprezzato per quello che è, a prescindere dalla qualità dei risultati e delle prestazioni che porta.

– Non sottovalutate e non sminuite mai il vissuto emotivo che il ragazzo può portare in seguito a una partita persa oppure ad una gara andata male. A voi potrà sembrare banale, ma in quel momento ha solo bisogno di voi, della vostra considerazione e del vostro supporto.

– Ricordatevi sempre che le parole sono preziose e sono importanti nel sostenere e accompagnare ogni piccolo traguardo di vostro figlio (“Hai visto, ce l’hai fatta!”).

– Evitate di fare confronti e paragoni con i compagni di squadra. In questo modo, aumenterà solo il suo senso di inferiorità e di inadeguatezza, portandolo a pensare che preferiate i figli degli altri a lui.

– Evitate di ferire vostro figlio attraverso continui commenti negativi e critiche sulla sua prestazione.

– Non fategli sentire le vostre aspettative, anche se non le verbalizzate loro percepiscono la vostra pressione.

– Evitate di lodare sempre e fare complimenti esagerati (“Sei il mio forte di tutti”, “Senza di te non avrebbero mai vinto”), perché possono creare nel ragazzo pressioni eccessive, per paura di deludere le vostre aspettative e di non essere all’altezza.

Lo sport fatto in maniera sana ed equilibrata permette di mantenere un benessere psicofisico e di apprendere valori importanti per la propria crescita personale.

Talvolta ai ragazzi vengono proposti modelli non raggiungibili esponendoli, in tal modo, a delusioni e umiliazioni che portano con sé insicurezza, disturbi depressivi e disturbi d’ansia che possono anche essere somatizzati sul corpo.

Il benessere di un bambino o di un ragazzo non può e non deve dipendere dalle sue prestazioni.

Il piacere non deve essere legato al risultato finale!

 

Redazione AdoleScienza.it

 

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