copertina terrorismo dirlo ai bambini

Attacchi terroristici: le parole giuste in base all’età dei figli


Guerre, attacchi terroristici, attentati, morti, stragi e sparatorie, voglia di potere, non è finzione, è la cruda realtà, in cui tanti innocenti perdono la vita.

C’è troppa esposizione per i minori a scene di cruda violenza, c’è una sovraesposizione, senza filtri e senza tutela.

Gli adolescenti sono bombardati anche attraverso i social network e la rete internet, sono incuriositi, da un lato attratti, vogliono capire, ma non hanno una struttura in grado di comprendere e di gestire le emozioni che attivano determinate immagini.

Tutto questo può avere un forte impatto negativo a livello psicologico e favorire reazioni di stress e, in alcuni casi, anche traumatiche, in bambini e adolescenti.

Bisogna stare molto attenti a come comunicare loro ciò che accade, è importante contenere le loro reazioni emotive e creare una rete si supporto e di sostegno intorno per evitare che i messaggi vengano filtrati in maniera sbagliata e possano condizionare emozioni e comportamenti.

 

Per questa ragione è importante usare le parole giuste in base all’età

 

Per prima cosa è importante raccontare la verità, il genitore vorrebbe sempre proteggere e nascondere certe atrocità ai figli. Non è un comportamento corretto nei loro confronti che tanto si accorgono di quello che accade, percepiscono che c’è tensione e non comprendere cosa stia succedendo. Oltretutto possono parlare con gli amici, vedere delle immagini alla televisione o sui tablet, sentire parlare la gente, avere quindi delle informazioni indirette che deve dare in maniera diretta il genitore in modo tale che si sinceri della correttezza del contenuto. Infine, i figli, se vengono considerati e coinvolti si sentono riconosciuti, la verità rinforza il legame di fiducia tra genitore figlio e permette di essere tranquillizzati.

Quando sono piccoli è fondamentale anche il RUOLO DEI NONNI perché spesso trascorrono tanto tempo con loro, soprattutto durante il periodo estivo e acquisiscono una valenza di figura affettiva di riferimento. Il nonno NON dovrebbe sostituirsi al genitore però può indubbiamente spianare la strade e fare una buona opera di contenimento e rispondere alle domande del nipotino. Se dovesse essere che apprendono determinate notizie senza che il genitore sia presente e chiedono di loro perché si vogliono sincerare che i genitori stiano bene, è importante farglielo fare.

Anche il ruolo degli INSEGNANTI è fondamentale anche se la notizia dovrebbe essere data a casa e poi magari elaborata ulteriormente a scuola.

 

SOTTO I 5 ANNI

 

– I bambini più piccoli non essendo in grado di valutare adeguatamente il grado di rischio di un eventuale coinvolgimento personale, non hanno la concezione dello spazio-tempo come quella dell’adulto e possono pensare che fatti accaduti in posti lontani li riguardino da vicino e nell’immediato e che possa coinvolgere direttamente anche la loro famiglia.

– Quando sono piccoli NON dovrebbero avere accesso diretto alle immagini di attentati e comunque forti che non sono in grado di filtrare, arriverebbero troppo dirette. Ci sono studi scientifici che dimostrano come i bambini esposti maggiormente a questo tipo di immagini manifestano livelli di stress psico-fisico più elevati rispetto agli altri bambini.

Quando sono molto piccoli i bambini hanno bisogno di maggior contenimento che sia anche fisico, non solo emotivo perché percepiscono la tensione, preoccupazione, vedono le reazioni dei genitori e hanno l’esigenza di essere rassicurati.

 – Lasciategli tanto spazio per esprimere quello che hanno dentro, che facciano tante domande, che disegnino, che lo esprimano attraverso i giochi, hanno bisogno di tirar fuori quello che hanno dentro attraverso tutti i canali comunicativi, soprattutto quelli non verbali.

 incubo

DAI 6 AGLI 11 ANNI

 

– I figli hanno bisogno si sapere e, nello stesso momento, è importante che ci sia la presenza fisica del genitore. Anche se sono più grandicelli queste situazioni spaventano e li fanno sentire fragili. A questa età sanno cosa sia la cattiveria, la guerra, il far male per cui sono in grado di comprendere ciò che gli viene spiegato, altrimenti si rischiano che possano prendere iniziative personali, che vadano a cercare le notizie da soli o che colmino con la loro fantasia e le loro paure.

 – Cercate di mantenere il più possibile la routine quotidiana perché li rassicura. Non hanno bisogno di reazioni allarmistiche e conflittuali della famiglia perché si spaventano ancora di più. I genitori devono rimanere coerenti.

– Bisogna fare molta attenzione perché a questa età sono già in possesso di strumenti che li possono mettere in contatto con determinate immagini per cui gli adulti non gli devono far vedere e sentire questo tipo di notizie da soli, perché non sono in grado di filtrare quello che realmente accade. Al massimo possono vedere un telegiornale con il genitore che gli spigherà cosa sta succedendo, evitando una iper-esposizione.

 – Devono capire che non è una questione generale che riguarda tutti gli uomini di un determinato paese, ma particolare legata ai pochi che provano odio e che in maniera sbagliata lo riversano sulle altre persone. Già a questa età è possibile introdurre il concetto di terrorismo piuttosto che di guerra ad opera di pochi perché per loro è più chiaro il concetto che è più facile fermarli. Non va alimentato un odio razziale perché potrebbero avere come compagni qualcuno dell’Islam e non devono generalizzare e provare odio verso gli altri.

– Hanno bisogno anche di sperare e di credere ancora nell’amicizia e nel prossimo, per questo quando si spiegano questi attentati vanno circoscritti a singoli episodi.

– Vanno tranquillizzati soprattutto quando chiedono se in qualche modo possa capitare anche a loro. Bisogna specificare che nel nostro paese ci sono tanti bravi poliziotti e carabinieri che lavorano ogni giorno per impedire che questo accada, che ci proteggono e fanno in modo di tenerci al sicuro.

 paura tv adolescenti

 

DAI 12 ANNI IN SU

 

– Devono sapere la verità direttamente dal genitore, stanno già sviluppando una capacità critica, anche se sono ancora ai primi passi, sono in grado di analizzare anche in maniera astratta ciò che accade intorno a loro e sanno dare un giudizio e una valutazione personale. È importante quindi guardare delle immagini con loro e spiegargli cosa è successo, sempre in termini rassicuratori, fare vedere bene il loro raggio di azione, dove sono collocati e come si muovono. È importante farlo perché è un’età in cui sono molto curiosi, attratti quasi dal macabro e da determinate situazioni estreme, mettono in discussione le regole e il genitore, da cui pretendono la verità e si sentirebbero traditi.

Bisogna monitorare anche le loro attività online, spiegandogli di evitare di andare a ricercare determinate immagini e in caso di vederle con il genitore. Loro sono sottoposti ad un vero e proprio bombardamento social e mediatico e rischiano che quel tipo di immagini possano entrargli dentro.

– Attenzione a come viene spiegato, non si deve alimentare rabbia e odio razziale.

 – Nei più grandi non sono da sottovalutare anche le reazioni inverse, ossia il non voler vedere o negare quello che è accaduto, è una reazione problematica, anche se sembra che non siano stati minimante toccati da questa situazione, una sorta di allontanamento dalla coscienza. Il genitore deve parlare lo stesso anche se sostengono che non gliene importi niente e spiegargli cosa è successo perché tanto, anche se non sembra, ascoltano sempre.

 

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore AdoleScienza.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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