calcio

Baby calciatori abusati dal procuratore: la promessa di una carriera diventa una trappola


La drammatica storia dei giovani calciatori abusati dal procuratore della AS Roma (che risulta completamente estranea ai fatti) che venivano affidati e si affidavano a lui nella speranza di diventare calciatori famosi: è solo un tassello di un quadro più oscuro che preoccupa qualsiasi genitore.

Creava illusioni e approfittava di sogni e desideri per abusarne sessualmente. Loro volevano giocare nella Roma, in serie A, e lui gli prometteva carriere brillanti, come quella di Totti, che spesso desiderano più i genitori dei figli stessi. Nel caso specifico, il procuratore ha approfittato della vulnerabilità dei ragazzi ma anche delle famiglie: c’era l’idealizzazione di una possibile carriera calcistica e si sono abbassate le difese.

Se il genitore è il primo a dire “affidati totalmente a lui” e idolatra quella persona, come può un ragazzino avere un senso critico e proteggersi?

Con questo non sto dicendo che i genitori di questi ragazzi che hanno subito abusi corrispondano a questo profilo, sto descrivendo una situazione più generica che, purtroppo, si verifica spesso nel mondo del calcio. Gli adulti non devono aver timore di parlare anche di questi aspetti con i più piccoli e i genitori in particolare devono avere il coraggio di affrontare certi argomenti con i bambini e gli adolescenti, abituandoli a parlare e a raccontare ciò che succede loro, perché nella stragrande maggioranza degli abusi la vittima tace e  sono tantissimi i minori abusati nel loro silenzio.

Se non sanno che nel mondo c’è anche chi si approfitta di loro, come possono non cadere nella rete di queste persone disturbate?

Non parlano per paura, per vergogna, a volte perché sono sotto ricatto, per non deludere i genitori o per non far loro del male. Ci sono comunque dei segnali da valutare: se l’adolescente mostra un cambiamento delle abitudini, se dorme poco, se svia lo sguardo, deve scattare un campanello d’allarme, senza drammatizzazioni, ma con attenzione.

Gli adescatori si approfittano delle loro vulnerabilità e della fiducia che riversano in loro.

RICORDATEVI che la maggior parte degli abusi avviene dentro le mura domestiche o da parte di persone conosciute e vicine alla famiglia: purtroppo questi orchi si nascondono dietro il profilo delle brave persone. Pensiamo anche all’uso di internet che ha moltiplicato le occasioni di avvicinamento dei malintenzionati, ad esempio di chi si spaccia per minorenne quando i ragazzi on line giocano con i videogame.

Un ultimo consiglio: limitate la condivisione delle foto dei figli in rete, usate buon senso, deve anche essere chiaro ai bambini che rendere pubblica una foto non è un’azione banale, può avere conseguenze

L’articolo di Mauro Evangelisti con la mia intervista è stato pubblicato il 26 maggio 2019 su Il Messaggero.it:

https://www.ilmessaggero.it/roma/news/baby_calciatori_abusati_procuratore_psicologa_genitori_esposti_sogno_professionismo-4517092.html?fbclid=IwAR1kM7xuBSappyWroRiM2YNngVsVEAq5GRJwkLDU2cjjuKVNlAtVcQNZFro