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Bambine che crescono e vogliono farsi la ceretta. Un problema di tanti genitori


Uno dei cambiamenti fisici più evidenti durante l’adolescenza è rappresentato dalla comparsa della peluria, soprattutto in alcune zone del corpo. Le ragazzine, in modo particolare, iniziano a viverlo con disagio, hanno difficoltà a mostrarsi, tanto da voler trovare una strategia a tutti i costi per eliminarla, spesso chiedendo aiuto ai genitori. Il problema si accentua soprattutto se le amiche sono già belle depilate, senza calcolare i loro modelli social di ragazze e ragazzi perfetti e tirati a lucido. 

Il momento in cui un figlio comunica per la prima volta il desiderio di fare la ceretta, rappresenta per i genitori una tappa emotiva ed evolutiva importante, sta diventando grande, è già entrato in una fase ormonale in cui il lato estetico inizia a prendere il sopravvento, rispetto a quando era più piccolo. Quando diventano frequenti frasi come “Mamma, la mia amica si fa la ceretta, voglio farla anch’io”, “Mi porti dall’estetista, mi vergogno dei miei peli”, il genitore deve farsi coraggio, accettare che il figlio sta crescendo e valutare se sia il caso o meno di rispondere alla sua richiesta, senza prendere inutili prese di posizione fini a se stesse, ma capire se e quanto è profondo il problema. 


Non bisogna sottovalutare il fatto che viviamo in una cultura in cui il corpo assume un valore centrale, senza contare che, soprattutto in adolescenza, vivere una condizione di insoddisfazione corporea, come ad esempio i peli superflui o l’avere un fisico che non risponde ai classici canoni estetici, può portarli a cercare soluzioni da soli. Molti di loro, infatti, arrivano ad usare prodotti non adeguati e dannosi per la salute, durante il periodo estivo utilizzano asciugamani e indumenti per coprire il proprio corpo oppure cercano giustificazioni, fino ai casi in cui evitano di uscire.


E’ importante, inoltre, non paragonare la vostra adolescenza a quella dei vostri figli, perché in passato le tappe erano molto più diluite, mentre oggi i bambini crescono velocemente e a partire già dai 10/11 anni possono, manifestare cambiamenti ormonali, tante bambine hanno già il ciclo mestruale a partire dagli ultimi anni della scuola primaria e ci sono cambiamenti anche nell’organizzazione del pensiero e nelle modalità di relazionarsi con gli altri.

I genitori come possono comportarsi? Ecco i 5 consigli da seguire

1. Non sminuire mai o ridicolizzare la problematica della figlia. Frasi del tipo “Sembri una scimmietta”, “Non sei pelosa come dici, perché non fai altro che ripeterlo?”, non sono rispettose nei confronti dei figli e possono anche avere effetti negativi sulla loro autostima. Non comprendere che per il figlio possa essere un problema, lo fa sentire incompreso e lo porta a chiudersi in se stesso. Per tale ragione è fondamentale sintonizzarsi con lui, ascoltarlo e trovare insieme la soluzione migliore.

2. Contestualizzare ogni situazione. In base al vissuto di vostra figlia, è importante valutare di volta in volta il problema che vi porta, per capire come è meglio intervenire. A volte bisogna considerarlo un modo per prendersi cura del proprio corpo e sentirsi maggiormente a proprio agio, accettato da se stesso e dagli altri. Per questo motivo, a volte è necessario assecondare la richiesta, soprattutto quando iniziate a vedere i vostri figli condizionati dalla “questione peli”, che soffrono per questo, tanto da gravare sul loro comportamento e sulle relazioni con gli altri.

3. Andare oltre la richiesta. Si tratta di un semplice capriccio estetico oppure nasconde altro? Fate attenzione nel riconoscere i segnali, perché molte volte è alto il rischio di provare sentimenti di vergogna, imbarazzo e timidezza nello stare insieme ai coetanei e di sentirsi a disagio ad esempio a scuola oppure durante l’attività sportiva, soprattutto quando si viene presi in giro. Infatti, gli insulti da parte dei compagni colpiscono nel profondo e possono portare i ragazzi ad isolarsi, ad aumentare i livelli di stress e a somatizzare a livello corporeo (ad esempio mal di testa, gastrite, dermatite, etc.).

4. Ogni età ha le sue esigenze. È bene sempre distinguere tra la cura del proprio corpo e la sua strumentalizzazione, in quanto viviamo in una società che punta solo sull’estetica, rischiando di far bruciare le tappe della crescita, di normalizzare certi comportamenti già a partire dall’infanzia. Spesso, infatti, si sfocia in una sessualizzazione precoce, per cui il corpo viene usato in maniera distorta e non adeguata all’età. In questi casi, dovete prestare attenzione al possibile messaggio di seduzione che i ragazzi hanno immagazzinato e cercare di accompagnarli verso un concetto più sano di rispetto e intimità del corpo.

5. L’estetica non è tutto (ma è importante). Il ruolo dell’adulto deve essere quello di fungere da filtro rispetto ai messaggi distorti veicolati attraverso la rete e i social network, in cui l’apparenza e l’estetica sembrano essere tutto e dove il corpo è protagonista assoluto, costantemente sotto i riflettori. A queste età, infatti, è importante aiutare i ragazzi ad accettare il proprio corpo, difetti compresi, integrandolo con gli aspetti più profondi della persona, dandogli una visione di insieme, facendogli acquisire più sicurezza in se stessi. E’ vero che non è tutto però è importante far arrivare anche il messaggio che esiste la cura di se stessi, ci sono troppi adolescenti che si lasciano andare e che non si curano minimamente. La regola dell’equilibrio è sempre ben accetta. 

Redazione AdoleScienza.it