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Bullismo: cosa fare quando un figlio racconta che ha un problema con i compagni di scuola?


Capita spesso che i figli rientrino a casa con il muso lungo, magari anche in lacrime e il problema non è un brutto voto o una litigata con un compagnetto, ma un episodio in cui si è stati presi di mira, in cui si è stati prevaricati da un altro compagno di classe o di scuola. Troppo spesso succede però che i genitori sottovalutino il problema e diano poco peso a quello che è successo. Il figlio in quel caso si sente doppiamente prevaricato perché non ascoltato e non compreso anche dal genitore.

In questi casi cosa devono fare i genitori?

1. La prima cosa da fare è rinforzare il comportamento del figlio perché è molto importante che lui continui a parlare con voi e a raccontarvi quello che succede a scuola, nel bene e nel male.

2. Se non date peso a quello che dice o se avete reazioni impulsive e rabbiose (anche nella ragione) non parleranno più con voi e si terranno tutto dentro.

3. Cercate di indagare e di comprendere se gli episodi che vi hanno raccontato sono avvenuti anche altre volte, anche da altre persone e/o in forme diverse.

4. Non sottovalutate nessuna situazione, neanche una parolaccia o una spinta o qualche altro episodio che può sembrare ai vostri occhi “stupido” perché, se inserito in un contesto di ripetitività, maggiore forza fisica e/o psichica dell’altro e intenzionalità a dare fastidio o a fare male, rappresentano condizioni che generano profonde sofferenze in vostro figlio (bullismo).

5. Fate caso se c’è stato un cambiamento delle abitudini o dell’umore del figlio, per esempio se dorme in maniera discontinua, fa brutti sogni, ha meno appetito, ha mal di testa o mal di pancia, soprattutto la sera o la mattina prima di andare a scuola.

6. Attenzione se vi dice che non vuole andare a scuola o se gli pesa andarci, se si lamenta della scuola, del gruppo-classe o degli insegnanti.

7. Valutate se c’è un calo del rendimento scolastico, magari dovuto ad una diminuzione della attenzione perché può essere legato al fatto che il bambino/ragazzo ha altre preoccupazioni o pensieri per la testa e la scuola gli genera tensione.

8. Attenzione anche alla tecnologia: se dimentica il telefono, se non ve lo vuole far vedere, se sono cambiate le abitudini con il telefonino, perché può essere che qualche compagno gli manda delle cose poco gradevoli sul cellulare e lui non sa come gestirle.

9. Andate a parlare con la scuola, fategli capire che è importante che voi vi confrontiate con gli insegnanti (anche se lui inizialmente non vuole) e spiegategli che non gli succederà niente e che non passerà per “spione” perché gli insegnati sono lì anche per risolvere questo tipo di problemi.

10. Non andate a sgridare il figlio degli altri, è sempre un minore, è sotto la tutela dei genitori e in più date un insegnamento totalmente diseducativo ai vostri figli, basato sulla violenza.

11. Non mettetevi a litigare con i genitori dell’altro bambino, generate ulteriore stress e vergogna in vostro figlio che impara che i problemi si risolvono con le urla.

12. Se vedete che vostro figlio non riesce a districarsi e subisce questa situazione rivolgetevi ad un professionista. Tenere dentro sofferenze ed emozioni può andare ad intaccare l’autostima e il valore personale che, in una fase di crescita, possono avere, con il tempo, anche dei risvolti negativi.

13. Formatevi e informatevi sul bullismo e sul cyberbullismo, in modo tale da saper riconoscere i segnali e quindi intervenire per tempo.

di Maura Manca

 

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