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Come accogliere i figli al rientro dalla prova scritta? 5 utili consigli


Figli sotto esame significa genitori sotto esame 

Forse a volte sono più in ansia e preoccupati i genitori, comprensibile, però non si devono mettere in atto dei comportamenti che possono generare ancora più stress e tensione nei figli, già alle prese con la gestione dei loro stati interni.

Non è stato sicuramente facile gestire le loro ansie e le loro preoccupazioni, al limite della paranoia nei giorni precedenti, a volte non si sa cosa dire, se si parla si sbaglia, se non si parla si sbaglia e ciò che si dice non sembra mai giusto. Non bisogna preoccuparsi , è normale, sono stanchi, stressati e confusi e in un certo senso non sanno neanche loro di cosa realmente hanno bisogno.

Genitori aiutano i figli a studiare

Cosa fare allora per contenere le proprie ansie e quelle del figlio?

1. Non bisogna assillare il figlio telefonicamente o neanche appena ha messo il piede a casa, “come è andata?”, “che tema hai fatto”, “cosa hai scritto”. Iniziate dal “come stai?”, “come ti senti?”, “sei soddisfatto?”. Fateli parlare, fateli scaricare, sono tesissimi, hanno tante paure, soprattutto di non aver centrato il tema, di aver scritto male, che la commissione non capisca i concetti che hanno voluto esprimere. Si confrontano con gli altri e spesso si accorgono che potevano scrivere anche altre cose. Hanno bisogno che voi vi prendiate cura di loro, del loro stato interno e che non pensiate solo all’esito della prova. Prima loro, poi il compito.

2. Dovete essere come una carta assorbente che assorbe tutte le loro ansie. Fategli tirare fuori tutto ciò provano, devono parlare, esprimersi, raccontare, se serve piangere o sfogarsi e voi dovete accogliere tutto ciò che buttano fuori per poi rimandarglielo rielaborato in una maniera più matura. Fatevi vedere calmi e non solo interessati a ciò che hanno scritto e come hanno svolto il compito.

3. No al perché non hai fatto l’altra prova o al potevi fare quella perché magari nel mentre vi siete studiati lo svolgimento di tutte le prove. Sintonizzatevi su quello che ha scelto vostro figlio e non chiedete degli altri, almeno nelle fasi iniziali. No al “quanto hai scritto?”, “potevi fare di più”, “perché non hai consegnato alla fine?”, “potevi rileggere meglio”. Sono già ipercritici con loro stessi, sono già preoccupati, non caricateli anche delle vostre angosce. Non hanno bisogno di un altro valutatore, hanno già il terrore del giudizio della commissione, non caricateli anche dei vostri.

4. Non fategli arrivare il peso che voi ci tenete particolarmente che vadano bene per il voto, che siete preoccupati e avete il pensiero del quanto prenderà alla fine delle prove, perché si caricheranno anche della paura di deludere le vostre aspettative, di aver paura di non andare come voi vi aspettate. Hanno bisogno di capire che a voi interessa solo della loro persona e che stanno bene, non del voto, anzi tranquillizzateli che non è un giudizio che condizionerà la loro vita, è solo una valutazione alla fine di un percorso durato 5 anni.

5. Aiutateli nelle fasi organizzative, fateli recuperare e riprendere le energie, preparategli ciò che gli piace, qualche sfizietto fa sempre bene, anche perché vedono che vi state prendendo cura di loro in modo speciale. Il vostro bambino sta crescendo, è diventato grande e anche loro hanno paura che tutto questo cambi, godetevi insieme a loro questi spazi. Se serve aiutateli a ripetere senza criticarli e preoccuparvi se si dimenticano qualcosa, sono stanchi è normale. Fatevi vedere tranquilli anche se siete agitati, perché se vedono voi tesi si irrigidiscono e si sentono anche in colpa per voi.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore di AdoleScienza.it

 

 

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