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Come aiutare i figli ad affrontare la scelta e a iniziare con il piede giusto l’università?


Non è facile districarsi in mezzo a tante università e a tante differenti offerte formative. È così cambiata anche l’università oggi che per un genitore non è per niente facile poter aiutare un figlio. Corsi triennali, università telematiche, corsi plurispecializzati che rischiano di vincolare le scelte future: forse era più facile ai tempi delle poche e vecchie università tendenzialmente quinquennali. Nella testa di un figlio, salvo che non abbia già le idee molto chiare o abbia già fatto in anticipo gli esami di ammissione, soprattutto per chi decide di andare all’estero dove il percorso di ammissione inizia molto molto prima, scattano tutta una serie di preoccupazioni: pensieri legati alla tipologia di università, alla città dove andare a studiare, all’indirizzo da scegliere e alle aspettative del genitore che spesso non corrispondono con le scelte del figlio, che vanno ulteriormente a complicare la situazione.
Un genitore deve essere un sostegno non solo economico ma anche morale per il figlio soprattutto in queste fasi di scelta. Dunque come comportarsi per essere una risorsa e aiutare il figlio a fare una scelta consapevole ed intelligente?

ECCO 6 CONSIGLI PER AGEVOLARGLI LA SCELTA E L’INSERIMENTO NEL PERCORSO UNIVERSITARIO

1. NON SCEGLIERE PER LORO MA SPRONARLI A SEGUIRE LE EMOZIONI E A COLTIVARE LA LORO CURIOSITÀ. Dovete dire ai figli di guardarsi dentro senza dare spazio alle paure superflue, di immaginarsi proiettati in un futuro prossimo e di capire cosa gli piace davvero attraverso un processo mentale fluido. C’è sicuramente un’area che li stimola maggiormente e una branca che li incuriosisce più di altre.

2. RENDERLI CONSAPEVOLI CHE NON È UNA SCELTA IMMUTABILE E CONDIZIONANTE. Quello che spesso blocca un figlio nella scelta del percorso post-universitario è il pensiero che si possa sbagliare. Viene vista come una scelta irreversibile, immutabile che rischia di diventare troppo grande agli occhi di un figlio. Gli si deve far capire che la scelta deve essere fatta in modo responsabile e pensata ma che, se ci si accorge in buona fede che si è fatto un errore e che il percorso intrapreso non corrisponda alle proprie aspettative, è possibile anche cambiare direzione. I figli devono capire che questo “errore” può essere messo in conto, non è un fallimento, non si devono sentire in colpa nei vostri confronti perché loro si immaginavano un percorso che magari non era o ne hanno conosciuto un altro che li rappresentava maggiormente. Devono capire che questa scelta non condizionerà la loro carriera futura e la loro vita: non si tratta di “buttare” anni e soldi, che piuttosto vengono buttati se ci si incaponisce a fare un qualcosa che non è in sintonia con la loro personalità e che non gli permette di esprimersi come dovrebbero, portandoli a comprimerli. In questo caso si rischia solo che si trascinino gli esami e che arrivino a ridosso della laurea e lascino definitivamente gli studi con un inutile dispendio emotivo ed economico.

3. NON DEVONO SCEGLIERE IN BASE ALLE VOSTRE ASPETTATIVE. Ogni genitore ha delle aspettative nei confronti del figlio e del suo futuro professionale, è normale, soprattutto se si desidera che percorra la sua stessa strada o si pensa di sapere cosa sia giusto per lui. Questo però non deve minimante gravare sulle sue scelte, non deve sentire il peso emotivo del deludere il genitore, del “te l’avevo detto che avresti dovuto scegliere quello piuttosto che l’altro”, dategli spazio per confrontarsi con voi, per parlare liberamente dei suoi sogni, delle sue aspettative e paure. Non fate sentire i ragazzi obbligati ma siate una guida che prima li fa parlare, tirar fuori tutto ciò che provano, anche quando si sa che alcuni sogni non sono realizzabili e poi, passo dopo passo, instradarli e aiutarli a fare chiarezza. Se gli si impone il proprio pensiero o il proprio ruolo sarà una scelta non autonoma e potrà avere delle ripercussioni sul percorso formativo o da un punto di vista emotivo. Non devono fare la scelta per voi, il futuro è il loro. Sarebbe una grande delusione accorgersi di aver deciso in funzione delle aspettative vostre e non in base a ciò che erano i loro desideri.

4. NON SONO TROPPO GIOVANI PER FARE LA SCELTA, HANNO LE COMPETENZE NECESSARIE. Spesso viene trasmesso il messaggio: “Sei giovane”, “Quando sarai grande capirai”, “Non hai esperienza”….., è vero che è la prima scelta importante (almeno per la maggior parte dei ragazzi) e che hanno ancora tanto da imparare, ma questo atteggiamento lo subiscono e non li aiuta. Sono spaventati dall’assumersi la responsabilità e dalla paura di sbagliare. Aiutateli a vedere le cose in positivo, ce la possono fare, hanno bisogno di motivazione, fategli capire che fare le scelte è il bello della vita, che il senso è che bisogna fare e se serve disfare, per poi fare meglio. Fategli vedere che sono in grado di fare tante altre scelte, sono in grado anche di decidere cosa vorrebbero studiare all’università.

5. AIUTATELI A GESTIRE LA PAURA DEL FUTURO E I CONDIZIONAMENTI DEI BOMBARDAMENTI MEDIATICI SULLA DISOCCUPAZIONE. Sono spaventati dalla crescita perché ci sono troppe incertezze per il futuro, secondo loro è tutto troppo instabile, non sanno come andranno le cose, non sono in grado di pensarlo e di immaginarlo, lo vedono tanto lontano eppure lo sentono troppo vicino. Tanti di loro hanno la volontà, la forza, il coraggio di andare all’estero, di lasciare questo paese che sembra offrire poco ai giovani. Troppo bombardamento mediatico legato alla crisi, alla disoccupazione che appesantisce le loro menti già appesantite da tanti altri pensieri.

6. FATEGLI CAPIRE CHE NON DEVONO PERDERE LA SPERANZA E CHE DIPENDE TANTO DALL’IMPEGNO E DALLA VOLONTÀ. L’evoluzione e il progresso in qualsiasi campo aprirà nuove prospettive e c’è bisogno di chi è in grado di affrontare tutto questo, degli adolescenti tecnologici, di chi è nato con un’apertura mentale diversa da quella degli adulti. Fategli vedere che ci sono tante nuove lauree, tante nuove prospettive, bisogna avere voglia di fare, credere ancora nel futuro e in se stessi, senza paura di mettersi in gioco. È vero che non è un periodo facile, ma questo non deve scoraggiare voi e i figli perché spesso loro respirano le paure del genitore, le percepiscono e questo rischia di bloccarli. Non devono neanche fare i confronti con i fratelli o con gli altri amici e non lo deve fare neanche il genitore, ognuno ha la sua strada, ognuno ha i suoi tempi. Devono capire che nella vita ci vuole pazienza, formazione e tempo. Si può prendere anche qualche porta in faccia, ma questo non li deve mai fermare, devono liberarsi dall’approccio mentale tutto e subito e capire che i tempi della vita non sono quelli della tecnologia.

Riuscire ad individuare quale possa essere la decisione più giusta è un processo difficile anche per gli adulti, figuriamoci durante l’adolescenza, in cui ci si trova spesso di fronte a veri e propri momenti critici e di confusione ai quali non si sa proprio come reagire. Per questo hanno bisogno di voi e del vostro aiuto!

di Maura Manca 

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