Dialogo genitori - figli

Come instaurare un dialogo con un figlio della e-generation?


Da dove partire?

Il punto di partenza deve essere la voglia di mettersi in gioco e la pazienza perché questa dei ragazzi tecnologici è una generazione totalmente diversa dalla vostra, a volte difficile da capire perché incastrata in un mondo virtuale, senza limiti e confini, dove il figlio può diventare chiunque e avere una o più vite parallele a quella reale difficili da monitorare.

Per poter instaurare un dialogo bisogna innanzi tutto:

comprendere stili di vita, mode e tendenze degli figli per evitare di giudicare e non accettare a priori i loro comportamenti, anche se non corrispondono ai vostri;

– non mettersi mai sullo stesso piano del figlio diventando l’amico, non sono ancora adulti e hanno bisogno di mettere in discussione i modelli genitoriali, ma nello stesso momento sono ancora dipendenti. Gli adolescenti per crescere hanno bisogno di identificarsi anche con coetanei al di fuori del nucleo famigliare, devono capire l’importanza delle relazioni, sperimentare la fiducia, il legame, la rottura, il tradimento. Se vi volete sostituire a tutto questo, rischiate di interferire con il processo di autonomia e maturazione, favorendo la dipendenza e quindi ostacolando il naturale processo di crescita. Bisogna ricordarsi che in questa fase i figli hanno ancora bisogno di un riferimento autorevole, non autoritario, ossia controllante e punitivo;

dovreste fare da “carta assorbente” per i figli, accogliere le richieste e ascoltare chi vede in voi un modello e un punto di riferimento.

Cosa deve o non deve fare il genitore?

NON si deve dimenticare mai che siete i più grandi e che avete più esperienza in tutti i campi, per cui potete sfruttare meglio tutte le risorse interne e le doti cognitive per mantenere sempre il pugno della situazione. Mai mettersi allo stesso livello con frasi del tipo: “tu torni tardi e allora io ti faccio…”tu mi fai questo ed io ti faccio…” perché si perde il proprio ruolo e ci si mette al pari del figlio.

!!!! Ricordatevi che la punizione, la minaccia emotiva e le ritorsioni rappresentano il FALLIMENTO del genitore.

Quando si ricorre a queste modalità educative e quindi s’interviene con la forza il figlio ha vinto!

Non dimentichiamo i due punti di vista…

Gli adolescenti pensano di mandarvi segnali piuttosto chiari su chi sono e cosa vogliono, si stupiscono quando non sono capiti, si arrabbiamo, si domandano come facciate a non capirli e a non accorgervi delle cose, data l’evidenza delle comunicazioni.

Dall’altra parte voi genitori non siete in possesso del “Manuale del buon genitore”, ed è per questo che spesso non riconoscete i segnali cosi “chiari” mandati dai figli. Anzi, spesso, siete particolarmente perplessi circa il loro modo di comportarsi a cui non riuscite a dare un senso, non essendo più in grado di controllarli e di gestirli come quando erano piccoli. Un consiglio è quello di evitare di pensare alla vostra adolescenza e di fare i confronti con quella dei vostri figli perché sono totalmente differenti!

Da Ricordare! Tutti i comportamenti di “rottura delle regole” dei ragazzi sono tutte comunicazioni indirette che i figli fanno a voi genitori. In questa fase dello sviluppo comunicano con i gesti, con i comportamenti e ognuno di questi per il ragazzo ha un preciso significato, sta a voi imparare il linguaggio degli adolescenti.

L’unico modo per evitare costanti e continue discussioni familiari, è cercare di parlare con i figli, di conoscerli, perché a volte si portano dentro un mondo diverso da quello che fanno vedere.

Anche se il figlio non corrisponde al vostro ideale di figlio, lasciatelo parlare, lasciatelo esprimere, perché non si porti dentro un peso più grande di quello che può sopportare per evitare, nei casi più gravi, situazioni tragiche.

Genitori!!! NON accorgetevi quando ormai è troppo tardi che il figlio voleva solo essere ACCETTATO e COMPRESO dai suoi genitori.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore Responsabile AdoleScienza.it

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