reazioni del figlio alla separazione

Come reagiscono i figli alla separazione dei genitori? Differenze in base all’età


Le reazioni dei piccoli variano principalmente in funzione dell’età, della qualità delle relazioni con le figure che li accudiscono e delle strategie interne adottate per fronteggiare le situazioni di difficoltà. Può capitare che i bambini o gli adolescenti possano manifestare dei blocchi, che si mostrano con la paura di crescere, per timore di perdere tutte le attenzioni genitoriali.

In genere, quando si trovano in età prescolare, prima dei 6 anni, tendono ad attribuirsi le responsabilità, a sentirsi colpevoli e, in alcuni casi, ad autoaccusarsi. Possono emergere anche sintomi depressivi reattivi, come chiusura o pianto, soprattutto durante le fasi di distacco dalle figure che lo accudiscono, senso di solitudine e, tendenzialmente, atteggiamenti che richiamano la dipendenza, come per esempio l’avere difficoltà nel dormire da soli, anche a causa dei numerosi incubi. In questi anni si possono manifestare anche problematiche a livello alimentare, come per esempio il rifiuto del cibo che rappresenta a livello simbolico il rifiuto della separazione stessa. Quando ci sono problematiche nella sfera alimentare, quasi sempre, il problema, è nella relazione con il genitore che vive prevalentemente con il figlio. Ho lavorato con una madre che era arrivata ad imboccare il figlio per disperazione, perché non mangiava e perdeva le ore a pregarlo di mangiare. In questo caso il piccolo metteva in atto questo comportamento prettamente per cercare l’esclusività affettiva della madre, soprattutto dopo la nascita della sorellina più piccola.

I figli non vanno “usati” nelle separazioni e hanno il diritto di crescere con entrambi i genitori

I bambini in età scolare, dai 6 agli 8-9 anni circa, sono invece già in grado di comprendere concretamente tutti i risvolti relativi alla separazione. Capita anche che si confrontino con i numerosi compagni di classe, figli di genitori separati. Una preadolescente di 11 anni, un giorno mi disse che lei era contenta perché i suoi genitori si parlavano ancora, nonostante non vivessero più insieme, perché alcune sue amiche, avevano i genitori separati come lei, che non si parlavano più. In questa fascia di età i figli si sforzano di mantenere buoni legami con entrambi i genitori e cercano di ricongiungerli in tutti modi. I preadolescenti e gli adolescenti, invece, sono sempre più in grado di schierarsi con uno dei due genitori, arrivando anche a svolgere un ruolo sostitutivo, mostrando talvolta un disaccordo e, nei casi di maggiore conflittualità, anche aggressività, nei confronti di colui che viene ritenuto responsabile della separazione.

Se la separazione invece avviene durante la fase adolescenziale, i figli vengono meno tutelati dai genitori perché considerati già grandi, vengono esposti ad una forte conflittualità e molto spesso costretti a prendere decisioni che, in una fase già particolarmente delicata di suo, possono favorire l’insorgenza di alcuni disagi legati alla sfera emotiva e comportamentale, tra cui: la repressione dell’espressione dei propri sentimenti, o la mancata assunzione di responsabilità, favorendo la messa in atto di comportamenti al limite o anche rischiosi per la salute del ragazzo, tra cui anche l’abuso di alcol e l’utilizzo di droghe.

Genitori separati o divorziati. Cosa fare per evitare che i figli si portino dietro inutili sofferenze?

Altre problematiche che si possono manifestare in reazione alla separazione dei genitori e al divorzio, in tutte le fasi dello sviluppo, sono le psicosomatizzazioni, ossia lo scaricare ed esprimere attraverso il corpo i disagi psichici. Il corpo, rappresenta per il bambino, uno dei mezzi privilegiati per comunicare il proprio malessere. Troppi genitori vengono da me e mi dicono che il figlio secondo loro inventa di avere mal di pancia per non andare a scuola o mal di testa per non fare i compiti o semplicemente per attirare la loro attenzione.

Sintomi psicosomatici nei figli di genitori separati

Sempre in relazione alle manifestazioni legate al corpo, un problema estremamente diffuso e allarmante, che coinvolge sempre più bambini e adolescenti, è quello dell’autolesionismo. Il Italia circa il 35% degli adolescenti si è fatto intenzionalmente del male, almeno una volta nella vita. Si arriva ad attaccare intenzionalmente il proprio corpo o parti di esso perché si vive una profonda sofferenza interna, non si riescono a gestire le emozioni e, attraverso il farsi del male, si arriva a scaricare il proprio dolore e a sperimentare una sensazione transitoria di benessere. I bambini possono arrivare a sbattere la testa contro il muro o per terra, a darsi pugni, a picchiarsi, a cadere intenzionalmente, lanciarsi per terra, mordersi le labbra, le mani o tirarsi i capelli, anche per ottenere maggiori attenzioni da parte dei genitori. I più grandi, invece, si tagliano con le lamette, si bruciano o si graffiano con oggetti appuntiti. Moltissimi bimbi e adolescenti si mangiano le pellicine e le unghie fino a farsi uscire il sangue e interferiscono con il processo di cicatrizzazione, soprattutto, quando sono nervosi e irritati. I figli subiscono direttamente lo stress dovuto ad una rottura del legame tra i genitori. L’elevata conflittualità all’interno del nucleo familiare attiva uno stato di tensione e sofferenza emotiva che a volte, si riesce apparentemente a scaricare attraverso l’attacco al proprio corpo. Quelle cicatrici hanno il sapore di dolore, frustrazione, solitudine, di mancanza di contenimento, abbandono e di voglia di sopravvivere.

Separarsi con i figli, NON separarsi dai figli

In conclusione, l’aspetto fondamentale che non bisogna MAI sottovalutare, sono le richieste dirette ed indirette del figlio. È molto importante che venga sempre ascoltato e motivato per cercare di capire se realmente ha un problema, per poter cogliere i primi campanelli d’allarme di un potenziale disagio, tale da potergli dare un aiuto efficace, perché un problema di oggi può essere un disadattamento o un disturbo di domani.

di Maura Manca, Psicoterapeuta