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Compiti a casa e stress per i genitori. Perché è importante che i figli siano autonomi nello studio?


La gestione dei compiti a casa rappresenta sicuramente uno dei problemi che mette a dura prova le famiglie. Sono tanti i genitori che scendono in campo in prima linea per aiutare i figli, anche se poi si lamentano del troppo carico di studio e del fatto che siano esausti nello star dietro ai bambini e ai ragazzi nei loro compiti per casa.

Il problema è che, per quanto la motivazione sia comprensibile, spesso i genitori si pongono nei confronti della scuola con la tendenza a sostituirsi ai figli, trasmettendo anche inconsapevolmente un messaggio diseducativo, che può avere conseguenze negative sul loro sviluppo.

È quanto emerso anche da una recente ricerca (Viljaranta et al., 2018) che ha coinvolto bambini di scuola primaria, dal secondo al quarto anno. Lo studio ha evidenziato che più le mamme concedono autonomia ai figli e li fanno lavorare da soli nei compiti a casa, più i bambini sviluppano tenacia e risolutezza nel raggiungere i risultati.

Perché succede questo? Bisogna pensare che, quando un genitore dà la possibilità al figlio di procedere in maniera autonoma, gli sta anche trasmettendo il messaggio che può farcela da solo e che ha fiducia nelle sue capacità, un aspetto importante per il suo sviluppo.

Al contrario, la presenza costante del genitore, sempre pronto a fare da paracadute al figlio, che dà subito una soluzione pronta e rapida alle difficoltà da lui incontrate, rischia di trasmettergli il messaggio opposto, ossia che da solo non può farcela, che non crede nelle sue capacità: è come se gli dicesse “lo faccio io perché tu non lo sai fare”, con il rischio di andare ad intaccare la stima personale.


Fare i compiti al posto dei figli significa togliere loro uno spazio fondamentale di apprendimento, che serve a tollerare la frustrazione, trovare risoluzioni ai problemi, sperimentare un senso di efficacia personale, confrontarsi con i propri limiti e conoscere le proprie potenzialità, tutti aspetti importanti per la costruzione di una buona autostima e sicurezza di sé.


Allora quando si può intervenire? È sbagliato anche non intervenire mai, si può aiutare il figlio quando ha già provato da solo a svolgere i compiti, ha cercato in autonomia di trovare una soluzione, si è sforzato nel ragionamento e non ci è riuscito. In quel caso, l’intervento del genitore può essere d’aiuto per farlo  ragionare sull’errore, non per sostituirsi a lui, e ha una finalità di supporto che va a rinforzare il legame emotivo, oltre che a dare un aiuto importante.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Viljaranta J., Silinskas G., Lerkkanen M. K., Hirvonen R., Pakarinen E., Poikkeus A. M., Nurmi J. E. (2018). Maternal homework assistance and children’s task-persistent behavior in elementary school. Learning and Instruction, 56, 54-63.