cervello adolescenti

Comportamenti inadeguati degli adolescenti? La risposta è anche nel cervello


Gli adolescenti, da sempre, vengono descritti dagli adulti come sregolati, aggressivi, non razionali, propensi a mettere in atto comportamenti così pericolosi da mettere a rischio la propria vita.

Si è sempre pensato che i loro comportamenti e la loro eccessiva emotività, abbia esclusivamente radici psicologiche, ma oggi le neuroscienze dimostrano il contrario: ciò che influenza i comportamenti dei giovani non è solo il contesto e la personalità di ognuno, bensì la maturazione del cervello e del sistema nervoso centrale, che dalla preadolescenza fino all’età adulta ha picchi elevati di trasformazione.

Alla base dei comportamenti bizzarri e apparentemente inadeguati, che emergono durante questa età, ci sono precise basi neurologiche, evidenti grazie ai risultati del Longitudinal Brain Imaging Project del National Istitute of Mental Health (NIMH). Lo studio iniziò nel 1989 ed i partecipanti, che hanno frequentato l’istituto con cadenza biennale, sono stati sottoposti alla tecnica di risonanza magnetica, nonché a valutazioni neuropsicologiche e comportamentali. Nel 2007 si avevano a disposizione approssimativamente 5000 scansioni di 2000 soggetti, 387 dei quali di età compresa tra i 3 ed i 27 anni.

Dai risultati è emerso che alcune regioni cerebrali durante l’infanzia arrestano i loro processi di sviluppo per poi riprendere in maniera repentina durante la fase preadolescenziale e stabilizzarsi solamente nella fase adulta. Gli stimoli che il corpo riceve quindi non provengono soltanto dall’esterno ma anche dal corpo stesso e da tutte le connessioni sinaptiche che avvengono a livello cerebrale. Le aree maggiormente coinvolte sono:

– AMIGDALA: è considerata il centro emozionale del cervello. Nell’elaborare le informazioni emotive gli adolescenti tendono a fare affidamento proprio sull’amigdala, mentre l’adulto ricorre maggiormente alla parte più razionale corteccia prefrontale. Per questa ragione l’adolescente tende ad avere atteggiamenti più disinibiti che possono portarlo anche alla ricerca delle sensazioni forti (sensation seeking) e delle sperimentazioni di esperienze trasgressivo, come ad esempio l’uso eccessivo di alcool e droghe.

– CORPO CALLOSO: è ritenuto coinvolto nella capacità di risolvere problemi e nella creatività, questo fascio di fibre nervose collega gli emisferi destro e sinistro del cervello. Durante l’adolescenza, le fibre nervose si infittiscono ed elaborano l’informazione con efficienza sempre più elevata.

– CORTECCIA PREFRONTALE: è responsabile di numerose funzioni cognitive come prendere decisioni e inibire gli atteggiamenti inappropriati. È l’ultima area del cervello a maturare, per questo gli adolescenti reagiscono più impulsivamente agli eventi rispetto agli adulti.

– GANGLI DELLA BASE: sono più estesi nelle femmine che nei maschi. Questa parte del cervello agisce come un “segretario” per la corteccia prefrontale, aiutando a scegliere la priorità tra le informazioni. Quest’area è attiva anche durante il movimento corporeo, così può essere importante per gli adolescenti sperimentare la musica e gli sport mentre essa sta crescendo.

– CERVELLETTO: Oltre ad assumere un ruolo centrale nella coordinazione motoria, quest’area può anche regolare certi processi del pensiero. Più sensibile all’influenza dell’ambiente che al corredo genetico ereditario, il cervelletto supporta le attività e gli apprendimenti più elevati come la matematica, la musica e le capacità relazionali avanzate. La nuova ricerca mostra che esso cambia maggiormente durante l’adolescenza, aumentando il numero dei neuroni e la complessità delle loro connessioni. Il cervelletto è l’unica parte del cervello che continua a crescere fino all’inizio dei 20 anni.

Si può affermare quindi che il comportamento incontrollato, un tempo attribuito alla “tempesta ormonale”, è riconducibile a due fattori: sia alla produzione abbondante di ormoni, sia alla carenza dei controlli cognitivi necessari per un comportamento maturo.

E gli adulti come vedono gli adolescenti?

Alcuni dati interessanti su come i genitori percepiscono il cervello dei propri figli sono stati rilevati dal progetto di ricerca “Genitori e figli: due realtà a confronto”, condotto dalla Dott.ssa Maura Manca (http://www.adolescienza.it/sos/sos-genitori/ma-coshai-in-testa/#.VgGF3tztmko). Dai risultati è emerso che se da un lato gli adolescenti si vedono principalmente concentrati sulle relazioni sociali, dall’altro gli adulti li percepiscono troppo presi dalla tecnologia. Unico punto su cui entrambi convergono è lo scarso tempo dedicato allo studio.

Si potrebbe affermare che ciò che viene visto come un problema da parte degli adulti (lo spiccato gusto per il rischio, lo scarso controllo degli impulsi o addirittura l’imbarazzo) in realtà fa parte del corretto processo di sviluppo e permette all’adolescente la più naturale opportunità di crescita. Ovviamente questo non deve giustificare i comportamenti degli adolescenti, ma sicuramente può essere utile per far comprendere all’adulto la motivazione scientifica che li spinge ad essere così vulnerabili e alla ricerca delle sensazioni forti.

 

Redazione AdoleScienza.it

 

 

Riferimenti Bibliografici

Giedd J.N. (2008). The Teen Brain: Insights from Neuroimaging. Journal of Adolescent Health, 42(4): 335–343.

Giedd J.N. (2004), Adolescent brain development: vulnerabilities and opportunities. Annals New York Academy of Science, 1021: 77-85.