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Cosa fare quando un figlio non vuole più fare nessuno sport?


Sebbene durante la crescita praticare sport è di fondamentale importanza, ad alcuni genitori capita di dover affrontare un vero e proprio braccio di ferro con il figlio, che preferisce stare a casa o uscire con gli amici, piuttosto che praticare qualsiasi tipo di attività motoria. Anche se gli si spiega che è per il suo bene, si cerca di fargli capire che è anche uno scarico per le tensioni scolastiche accumulate durante il giorno, non ascoltano e stanno a casa attaccati agli smartphone o Play Station o in giro con gli amici.

Lo sport ha numerosi benefici e per faglielo comprendere e far sì che non venga vissuto come un obbligo è fondamentale per i genitori cercare di evitare qualsiasi tipo di imposizione, così da non attivare nel figlio il rifiuto completo nei confronti di qualsiasi attività sportiva, poiché praticare regolarmente sport è positivo non solo per il benessere fisico ma anche per lo sviluppo della propria autonomia e personalità.

Finché sono piccoli “obbediscono” ai genitori, svolgono le attività che scelgono loro e, anche se a volte si lamentano, in qualche modo sono “costretti” a farlo. Quando crescono e diventano adolescenti, non si possono più prendere e portare, non si possono più forzare perché “non danno più retta” al genitore. “Sono grande, non mi rompere” è il concetto che aleggia nella loro testa e che in molti verbalizzano. Hanno altri interessi e priorità, vogliono uscire, la vita sociale e affettiva prendere il sopravvento e lo sport diventa un impegno, non un piacere, difficile da incastrare e quindi viene spesso eliminato. Anche tanti agonisti, durante l’adolescenza abbandonano la tanto amata attività sportiva con il disappunto o stupore genitoriale.

Ecco 5 strategie utili da seguire:

1. Innanzitutto è necessario INDIVIDUARE L’ATTIVITÀ SPORTIVA CHE PREFERISCE per far sì che sia stimolato e soprattutto invogliato a seguirla. È importante quindi che non siate voi genitori a dover scegliere per loro ma piuttosto li aiutiate a comprendere, in base anche alle loro attitudini, quale possa essere lo sport tendenzialmente più interessante, così da poter rispettare anche le caratteristiche ed esigenze personali.

2. Lo sport deve essere anche fonte di DIVERTIMENTO ED UN MOMENTO DI PIACERE non solo benessere per il corpo. È importante che l’attività sportiva venga svolta anche come momento di stacco da tutte gli impegni scolastici dai quali si è spesso sommersi. Lo sport è infatti spesso considerato sia una valvola di sfogo che di distrazione, utile a scaricare tutte le energie represse che nelle ore trascorsi seduti a scuola o a casa non si possono liberare.

3. STIMOLARE UNA SANA COMPETIZIONE. Non è necessario mettere in evidenza ciò che fanno gli altri, in quanto potrebbe favorire sentimenti di inadeguatezza rispetto all’attività che si sta svolgendo. Bisogna invece valorizzare sempre anche i più piccoli sforzi ed i piccoli obiettivi raggiunti così da spronarlo autonomamente a mettersi in gioco e ad andare avanti anche di fronte alle sconfitte

4. Anche i genitori devono dare il BUON ESEMPIO. I figli apprendono da voi ogni comportamento, è utile quindi che vi mostriate per primi curiosi e propensi alle attività motorie. Potrebbe essere rilevante svolgere qualche attività insieme, andando al parco o in piscina, in bicicletta, così da poter sfruttare l’occasione anche come momento di condivisione.

5. COSTANZA E CONTINUITÀ. È fondamentale per far sì che l’attività sportiva abbia i suoi effetti positivi sul corpo, che venga svolta con regolarità. Per questo ad esempio potrebbe essere preferibile scegliere uno sport che possa essere svolto vicino casa, così da poterlo conciliare più facilmente anche con tutti gli altri impegni scolastici e non. Inoltre uno sport può essere praticato con regolarità e continuità solo se è sufficientemente stimolante.


SE NON VUOLE PIU CONTINUARE rispettate i suoi tempi e cercate innanzitutto di comprendere la motivazione del suo rifiuto. Se è evidente che sia solo fonte di stress è bene NON FORZARLO E NON COSTRINGERLO ma proporre un’attività alternativa che gli possa permettere di sperimentarsi in piena libertà senza sentirsi obbligato e costretto.

 

Redazione Adolescienza.it

 

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