niente sto bene

Cosa si nasconde dietro il “niente, sto bene” dei figli?


Uno dei problemi più rilevanti tra genitore e figlio è legato alla difficoltà di comunicare tra loro. Troppe aspettative, troppi non detti portano il figlio a sperare che in certe situazioni i genitori capiscano anche dal loro sguardo, dal loro tono di voce, dal loro atteggiamento che qualcosa non va.

Non sempre lo fanno consapevolmente, alcune volte ricercano inconsciamente l’attenzione, altre mettono in un certo senso il genitore alla prova, per testare la qualità del legame che li unisce.

Il ruolo del genitore è estremamente complesso durante gli anni della adolescenza, tante volte mi domandano come mai il figlio non gli chieda direttamente le cose perché si risolverebbe subito il problema senza finire spesso a litigare. Non è che i ragazzi non parlano, usano un linguaggio loro, basato soprattutto sul non verbale, sui comportamenti e sugli atteggiamenti.

Quindi, alla domanda come stai, va tutto bene, anche davanti alla classica risposta “non ho niente”, “sto bene”, anche se magari è palese che non sia così, il genitore NON si deve fermare. Anche se sembrano infastiditi, i figli in fondo sono contenti che il genitore abbia capito che qualcosa non va.

ПечатьRicordatevi che se non vi vogliono veramente rendere partecipi fanno in modo e maniera di fingere e di non farvi accorgere di niente.

Il problema è che a volte rispondono anche in maniera negativa e il genitore tende a frustrarsi o ad infastidirsi, viene quasi da reagire in maniera impulsiva, fino ad arrivare a dirgli di arrangiarsi e che se hanno bisogno di qualcosa sanno dove trovare il genitore.

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Non bisogna scoraggiarsi alla prima porta in faccia o al primo giro di chiave o al primo “c…zi miei” o “vaffa……”.

La maggior parte delle volte, i ragazzi, nascondono problemi legati al quotidiano, alla scuola, alle amicizie, ma altre possono esserci situazioni più importanti che il genitore non deve sottodimensionare.

Il non ascolto, l’aver capito senza dire niente al figlio, non serve a niente, anche il lasciargliela passare rinforza solo la loro idea che il genitore non si accorge dei suoi stati d’animo e quindi non si sente riconosciuto. I ragazzi rischiano di viverlo come una carenza da parte del genitore che va ad intaccare l’autostima e il valore di sé.

I figli devono avere la certezza di poter contare sul genitore, che lui è in grado di cogliere anche i segnali più nascosti.

Passo dopo passo

Gli adulti non devono mai sminuire i problemi del figlio, anche quando ai loro occhi sembrano una stupidaggine perché il figlio adolescente può viverlo come un problema esistenziale intorno al quale ruota tutto in quella fase specifica della loro vita. Non bisogna dimenticarsi che i ragazzi ragionano un po’ basandosi sul meccanismo interno del “tutto o nulla”.

Quando si incrocia il figlio, non bisogna quindi fare come prima domanda quella legata alla scuola, non si deve ipotizzare subito un brutto voto, una nota o qualcosa di simile, tante volte, sembra che sia importante solo il rendimento scolastico rispetto al benessere del figlio.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore Responsabile AdoleScienza.it

 

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