Genitori aiutano i figli a studiare

Emergenza fine anno. Come gestire lo stress della corsa alle ultime interrogazioni dei figli?


Il problema dello studio e dei compiti si fa sentire maggiormente verso la fine dell’anno. Vi trovate a dover gestire lo stress dei figli, il nervosismo, le arrabbiature, i professori che li tartassano di compiti e di interrogazioni, le “ingiustizie”, le frustrazioni dei voti presumibilmente non meritati. Ovviamente tutto questo succede quando i figli si trovano a dover cercare di recuperare alcune materie per evitare di non prendere il tanto temuto “debito”. E’ perfettamente comprensibile anche la vostra apprensione e il vostro stato tensivo in questo sprint finale, anche perché a volte emergono le vostre delusioni nei confronti dei figli che non si sono impegnati durante il corso dell’anno e che non studiano anche se voi pagate ripetizioni, su ripetizioni e cercate di studiare con loro.

Magari vi trovate a colpevolizzarli e a litigare più spesso con loro perché studiare dovrebbe essere un dovere principale che invece slitta in basso nella piramide delle cose da fare, dopo l’uscire con gli amici o con la fidanzata/o, chattare con loro, giocare con lo smartphone o il tablet e varie ed eventuali del momento. Tante volte gli avrete detto e rinfacciato tutto quello che fate per loro, sottolineando che non vi danno niente in cambio, che l’unica cosa che gli avete chiesto è di cercare di prendere la sufficienza a scuola e non tutti 8. In alcuni casi li avete minacciati di non dargli più la paghetta, di non farli più uscire fino alla fine della scuola, di sequestrargli lo smartphone, punizioni, però, che non sempre sono efficaci.

Magari vi è anche scappata la frase magica: “se facevi il tuo dovere durante il corso dell’anno, ora non avresti questi problemi“. Probabilmente è anche vero, ma nel momento in cui i giochi sono fatti e ci si trova ad affrontare questa situazione, evitate di dargli anche voi un peso maggiore e magari aumentargli i sensi di colpa, perché gli possono levare energie utili per lo studio.

 Allora dovete prendere in mano la situazione, ma come?

Evitate di colpevolizzarli e aiutateli a gestire meglio i tempi dello studio, l’organizzazione delle materie e delle cose da studiare, perché a volte, il problema non è tanto che non studiano a sufficienza, ma che studiano MALE. Capita molto frequentemente che non abbiano un metodo di studio, si trovino ad arrancare nel pensare di aver fatto bene e, di conseguenza, non capiscono e non capite, come pur studiando, prendano brutti voti, che rischiano di essere vissuti come un fallimento personale.

Attenzione, questi sono segnali importanti da cogliere precocemente perché la scuola riveste per l’adolescente un ruolo fondamentale nel processo di crescita. Per questa ragione, il mondo interno dei ragazzi, fatto di emozioni, pensieri, motivazioni, viene riversato anche nella scuola e si manifesta attraverso il comportamento in classe, a livello relazionale con i compagni o con i professori, ma anche nelle difficoltà con le materie scolastiche. L’atteggiamento che si ha nei confronti dello studio è importante, molto spesso i ragazzi partono sconfitti in partenza e vi possono dire frasi del tipo: “tanto il prof ce l’ha con me”, “tanto più di 6 non prendo”. Rinforzateli, dategli un aiuto e una carica soprattutto sulla spinta motivazionale, se si trova una valida motivazione diventata tutto più leggero. Cercate di capire con loro dove sbagliano o dove potete aiutarli a migliorare, senza fargli pesare troppo gli errori, ma facendogli capire che è normale, che voi avete più esperienza e più “saggezza” e magari parlategli anche dei problemi che avete vissuto voi a livello scolastico alla loro età, cosicché non vi vedano come infallibili e loro di conseguenza, non si sentano falliti. E’ importante far capire ai figli che la posizione professionale che rivestite è frutto di anni di studio e di lavoro e che anche loro possono arrivarci tranquillamente, passo dopo passo.

La cosa importante da ricordare è di non fare mai le cose a posto loro, non studiate per loro, ma osservate, vedete come si approcciano allo studio e dategli dei suggerimenti per migliorare la qualità e per essere efficaci. Se fate le cose per loro non impareranno mai e si troveranno sempre in difficoltà e volta dopo volta accumuleranno sempre maggiore frustrazione che vi porterà ogni anno a rivivere la stessa situazione.

 

di Maura Manca