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Ennesimo caso di diffusione di immagini intime in rete. Cosa devono fare i genitori?


Ennesimo caso di un’adolescente vittima della diffusione mediante chat e social network di foto e video privati, intimi e a sfondo sessuale. 1 adolescente su 10 fa sexting ossia invia immagini o video a contenuto sessuale ad amici e conoscenti e il 12%  è stato vittima della DIFFUSIONE DI MATERIALE INTIMO E PRIVATO IN RETE E SUI SOCIAL NETWORK.

Sono adolescenti vittima di un errore di valutazione, di un comportamento ormai considerato “normale” per troppi adolescenti che condividono tutto, anche la loro sessualità in rete.

Vittima di una fiducia riposta in amicizie o fidanzati sui cui si riversa tutto e che si pensa non possano mai tradire la fiducia e violare una persona nel modo più vigliacco come quello di spogliare della propria dignità una persona.

I ragazzi non hanno consapevolezza che una volta che quella immagine è uscita dal cellulare può potenzialmente diventare pubblica, i più giovani, e forse anche tanti adulti, non hanno consapevolezza della portata della rete e della morsa in cui si può rimanere incastrati per colpa di “gioco” e di un divertimento di qualcuno.

Cosa bisogna fare?

  1. Bisogna farli ragionare sulle conseguenze di questi loro comportamenti senza parlare con loro con atteggiamento punitivo e sanzionatorio, non sono argomenti che amano condividere con gli adulti, per cui bisogna trovare un modo di approcciarsi a loro più soft e diretto possibile.

2. Non basta dirglielo una volta, non basta fargli una ramanzina, serve consapevolezza anche da parte del genitore e serve anche la voglia di vedere, senza avere paura di poter scoprire che anche il proprio figlio condivide se stesso online.

3. NON è un fallimento del genitore, deve essere uno spunto per andare oltre, per ripartire e prendere per mano il figlio e fargli capire ciò che realmente rischia.

4. Bisogna fargli esempi reali, concreti e semplici, che possano capire. Fateli ragionare con il “fai finta che”, facendoli calare in determinate situazioni e, se serve, usate anche casi di cronaca, esempi reali e concreti di episodi già accaduti. Solo toccando dati reali e vivendo situazioni vicine al loro mondo si sensibilizzeranno maggiormente.

Di cosa hanno bisogno i ragazzi?

I ragazzi hanno bisogno di conoscere le potenzialità e i rischi della rete. Agiscono completamente inconsapevoli di ciò che fanno, navigano in un mare di cui non conoscono la portata. Hanno bisogno di un capitano più esperto che gli faccia capire la reale portata della rete e che gli spieghi che anche quando sembra vada tutto liscio, il pericolo è dietro l’angolo. Non serve intrusione nella loro vita, servono punti di riferimento e consapevolezza.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza