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Esame di maturità: le paure più grandi che bloccano i ragazzi. Come aiutarli a superarle?


Si sta per avvicinare il tanto temuto esame di maturità e i ragazzi, anche i più tranquilli, iniziano ad agitarsi, a preoccuparsi, ad andare in tilt e aumentano in loro grandi ansie e paure.

Di fronte ad una prova così importante, è normale sperimentare l’emozione della paura che, se gestita adeguatamente, porta il corpo e la mente ad attivarsi, a concentrarsi sull’obiettivo e a sfruttare al massimo tutte le proprie potenzialità. Se, invece, ci si lascia sovrastare dalla paura, questa si autoalimenta, rischia di offuscare la mente, andando a compromettere il livello di prestazione.

I ragazzi, in questi momenti, hanno bisogno di genitori che li sostengono ma che, nello stesso tempo, non siano invadenti con loro; molte volte, invece, i genitori vanno in ansia e diventano ancora più pressanti, come se dovessero affrontare l’esame in prima persona. I genitori non devono peggiorare lo stato emotivo dei figli ma fornire un apporto pratico, dare una mano ai ragazzi nell’organizzazione quotidiana, ascoltare le loro richieste e portarli ad aprirsi, a non tenersi tutto dentro e ad esprimere quello che provano.

Ecco le paure più frequenti e i consigli da far seguire ai figli per riuscire a superarle 

1. PAURA DI NON FARE IN TEMPO A STUDIARE TUTTO. “Non riuscirò mai a ripassare il programma!” “Non ce la farò mai!” sono le frasi che rimbalzano nella testa dei ragazzi, i quali si fanno sommergere dalla mole di materiale da studiare e si fanno prendere letteralmente dal panico. Se ci si focalizza su tutto l’insieme, è normale che scatta l’ansia, si pensa che è troppo quello che si deve fare e vince inevitabilmente la paura. Il cervello, in una condizione di caos, non funziona come dovrebbe, sente di perdere il controllo e va in allarme, rischiando così di rallentare lo studio. Il trucchetto sta nel predisporre man mano degli obiettivi giornalieri realizzabili, organizzare bene lo studio, con le giuste pause e con piani di lavoro adeguati.

2. PAURA DELLE TRACCE DIFFICILI E IMPREVEDIBILI. L’imprevedibilità e l’effetto sorpresa spesso mandano fuori strada i ragazzi tanto che, prima dell’esame scattano tutta una serie di interrogativi rispetto agli argomenti che potranno uscire nelle diverse prove. Si perde molto tempo nel fare previsioni e pronostici, con l’illusione così di tenere a bada l’ansia e la paura. Bisogna ricordarsi che durante tutti gli anni di scuola, si sono già affrontate prove a scatola chiusa, per cui non è la prima volta che si fanno temi, esercizi senza conoscere con esattezza gli argomenti. Se si pensa di non essere in grado, si aumentano le probabilità di non riuscire a superare bene la prova. Non esiste niente che non si possa affrontare e realizzare; si deve cercare di leggere tanto, stimolare il cervello, prendere spunto dalle informazioni e le notizie di questi giorni, essere aperti mentalmente e approcciare alle diverse prove, stando pronti a tutto.

3. PAURA DI FARE SCENA MUTA O LASCIARE IL FOGLIO IN BIANCO. Per i ragazzi uno degli incubi maggiori è proprio quello di arrivare all’esame con vuoti di memoria e non riuscire a recuperare quello che si è studiato in questi mesi. Subentra la preoccupazione di non farcela, di consegnare il compito in bianco, di non saper rispondere alle domande e, questi pensieri catastrofici non fanno altro che offuscare i pensieri, abbassare la concentrazione e vanificare gli sforzi fatti fino ad ora. Anche se il pensiero ad oggi spaventa, in realtà quando ci troviamo in difficoltà e vogliamo veramente raggiungere il nostro obiettivo, si attiva l’istinto di sopravvivenza per cui, se si vuole davvero superare l’esame, ci si attiverà per risolvere il problema. Di fronte ad un piccolo vuoto di memoria, si deve cercare un aggancio per recuperare una parola, un’immagine, un suono. Un buon metodo per studiare e fissare gli argomenti, infatti, è utilizzare le parole chiave e la logica: è inutile cercare di ricordarsi tutto a memoria perché il cervello va sotto stress e aumenta ancora di più il rischio di andare in tilt.

4. PAURA DI NON TERMINARE LE PROVE SCRITTE. Un’altra paura è quella di non riuscire a gestire il tempo, che passa troppo velocemente. Quando si leggono le tracce, in particolare, si crea a volte un vuoto, si perde la concentrazione, che non fa altro che aumentare l’ansia delle lancette che girano. Non bisogna andare in panico ma fermarsi e crearsi in mente uno schema logico, come una scaletta, segnando i contenuti, prendendo appunti per poi iniziare a scrivere. Non bisogna farsi angosciare dal tempo, né dai compagni che spesso riversano le proprie paure sugli altri, ma ci si deve concentrare completamente su quello che si sta facendo. Si deve individuare un tempo massimo per la brutta e un tempo realistico per ricopiare e rileggere con attenzione. Non bisogna dare spazio alla paura, serve concentrazione e calma per andare avanti, puntando solo all’obiettivo, senza far emergere pensieri negativi che rubano minuti preziosi.

5. PAURA DEI COMMISSARI ESTERNI. Da pochi giorni sono usciti i nomi dei commissari esterni e molti ragazzi hanno fatto ricerche per capire bene chi fossero: temono che possano essere severi, che facciano domande insidiose e che mettano i bastoni tra le ruote. A differenza dei professori interni che accompagnano i ragazzi nel corso degli anni, i commissari esterni sono vissuti dai ragazzi come un grandissimo punto interrogativo, come dei nemici da affrontare. Ciò che non si conosce, infatti, preoccupa maggiormente perché non si possono fare previsioni e si è portati a pensare subito al peggio. Certo è che i pensieri negativi non aiutano, quindi, è necessario restare calmi, non fasciarsi la testa prima di rompersela e arrivare all’esame predisposti a tutte le evenienze in modo tale da non farsi cogliere impreparati.

6. PAURA DI ESSERE PRESI DI MIRA DA UN PROFESSORE. Si tratta di una paura che di solito nasce dal fatto di aver avuto in passato dei contrasti con qualche insegnante durante gli anni scolastici. Innanzitutto, bisogna sapere che solitamente, i professori diventano più propensi ad essere di sostegno e di “aiuto” agli alunni. Inoltre, la valutazione non dipende tutta da un singolo professore, la commissione è formata anche da altri membri che sono presenti durante lo svolgimento delle prove, per cui non si tratta di un rapporto uno ad uno. Se ci si prepara bene, si deve stare tranquilli e cercare di porsi all’esame senza far vedere che si ha paura di quel professore, mantenendo una postura che trasmette sicurezza e preparazione.

7. PAURA DELLA DOMANDA INATTESA CHE COMPROMETTE L’ESAME. È una paura ricorrente, ma prima di tutto bisogna pensare che una domanda non possa danneggiare completamente il risultato dell’esame. C’è la tesina, che dovrebbe essere il punto forte dell’orale, poi ci sono i voti delle prove scritte e quelli di ammissione, quindi, non si può vivere con ansia i giorni precedenti alla prova orale solo al pensiero di ricevere la domanda difficile. Se si presenta una difficoltà, la si affronta nel momento in cui si ha davanti, non si può pensare anticipatamente a questa eventualità perché tale atteggiamento non farà altro che aumentare livelli inutili di ansia, andando solo a peggiorare la situazione.

8. LA PAURA DI SBAGLIARE TUTTO ED ESSERE “BOCCIATI”. È bene chiedersi, perché si dovrebbe fare un disastro se compiti in classe e interrogazioni si affrontano dai primi anni di scuola? Questo timore nasce da un’insicurezza interna, che fa credere di non essere all’altezza, che l’esame sia un ostacolo insormontabile, impossibile da superare, quindi, si pensa di fallire e sbagliare tutto. Ma se avete studiato, perché dovreste essere bocciati? Se ci si riflette bene, si capisce che queste preoccupazioni sono totalmente irrazionali e inutili, portano via il tempo e rischiano di condizionare l’atteggiamento con cui si approccia all’esame, quindi, bisogna mettere da parte queste idee catastrofiche che producono solo agitazione e ansia.

9. PAURA DI FARE UNA “FIGURACCIA”. Uno dei pensieri più ricorrenti è quello di trovarsi di fronte a compagni di classe, genitori e insegnanti e fare una brutta figura, si ha paura di essere derisi, presi in giro, ma soprattutto giudicati e criticati. Si tratta di un’ansia da prestazione dei ragazzi dovuta alla paura di deludere gli altri, i genitori e chi ha creduto in loro e di non essere all’altezza dei compagni. Bisogna distruggere tutti questi pensieri negativi per evitare che vadano ad incidere negativamente sul vissuto con cui si affronta la prova. Bisogna prepararsi bene e soprattutto essere sicuri di sé e di quello che si è studiato e ripetersi che fallire non significa essere dei falliti e che non si può essere delusi di se stessi per così poco. Si deve pensare anche che i professori non sono lì per mettere il bastone tra le ruote e far fare agli studenti una figuraccia.

10. PAURA DEL VOTO FINALE. Un’altra paura è quella di compromettere i risultati delle diverse prove e prendere un brutto voto. Si creano nella testa delle aspettative che non fanno altro che alimentare l’insicurezza di non riuscire nell’obiettivo sperato. Questa preoccupazione è data dall’insicurezza e dalla pressione di dover rispondere alle attese degli altri. Si vive troppe volte il voto come se fosse un’etichetta e un giudizio sulla persona, non come una valutazione legata alla prestazione del momento, e questo atteggiamento tende poi anche ad avere ripercussioni negative sull’immagine e sul valore che si ha di sé.

 

Redazione AdoleScienza.it