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Esame di maturità. L’uscita delle materie della seconda prova. Le ansie e le paure invadono i ragazzi


Ogni anno migliaia di studenti si trovano a dover affrontare il fatidico esame di maturità.

Già dall’inizio dell’anno aleggia il suo fantasma e si inizia a pensare al come sarà e al come affrontarlo, mentre i professori non perdono occasione di ribadirlo continuamente. E nella giornata in cui escono le materie della seconda prova si realizza ancora di più di essere più vicini di quello che si poteva pensare. Ci si “impanica” come dicono i ragazzi e iniziano ad emergere le preoccupazioni concrete.

L’esame di maturità viene quindi caricato così di ansie e preoccupazioni, che a volte fanno venire delle vere e proprie crisi di nervi o di panico. Si ha paura di non essere in grado di fare il tema o la prova di indirizzo, di dimenticarsi tutto, di avere il blocco dello scrittore o di non centrare l’argomento. Si temono i professori e i commissari esterni e a tutto questo si aggiunge la stanchezza di un intero anno, il pensiero di deludere i genitori e di non prendere il voto sperato.

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E se a settembre tutto sembrava ancora così lontano, adesso con l’uscita delle materie della seconda prova, la più temuta dagli studenti, giugno sembra ormai dietro l’angolo. Questo genera le prime crisi, le prime preoccupazioni concrete, c’è chi corre ai ripari, chi fa come gli struzzi che nasconde la testa sotto terra e poi si sveglia all’ultimo momento invaso dalle paure. E anche i genitori spesso iniziano ad allarmarsi e a volte a essere dei generatori di ansie.

Cosa devono fare i ragazzi per arrivare sereni alla maturità? Ecco 5 semplici consigli

Per molti ragazzi la maturità appare come un ostacolo insormontabile, e improvvisamente si concretizzano una serie di ansie e paure che rischiano di prendere il sopravvento e accompagnare nei mesi di preparazione all’esame generando stress e tensioni che non aiutano e non facilitano lo studio.

  1. Non serve a niente fasciarsi la testa prima di rompersela, non ha senso far scattare il sistema d’allarme già da ora perché quando si arriva al fatidico “sotto esame” il corpo e la mente saranno già affaticate.
  2. Bisogna spingere sull’acceleratore della macchina dello studio e della preparazione dell’esame tralasciando i bagagli con le ansie e le paure di non superarlo, di prendere un brutto voto, di fare scena muta o di non riuscire a studiare tutto o finire il programma. Invece di perdere tempo con tutte queste storie bisogna andare avanti con costanza e senza sosta, passo dopo passo si raggiunge anche il traguardo più lontano.
  3. Quando l’ansia prende il sopravvento e magari intacca il sonno, l’appetito e ci rende più nervosi, bisogna riprendere padronanza di se stessi e dirsi che c’è tutto il tempo per prepararsi e dargli il peso giusto, anche se è lo step finale, l’esame in fin dei conti consiste in due scritti e un orale. Quanti scritti e orali sono stati fatti in tutti gli anni precedenti? Ecco, allora non si deve pensare che sia una montagna da scalere, il grosso è stato fatto per arrivare fino alla quinta e quindi si è pronti ad affrontare anche questo piccolo impegno finale.
  4. Non si deve cedere ai pensieri pessimisti ed estremamente negativi, ma al contrario credere nelle proprie capacità e dare il meglio di sé.
  5. Si deve comprendere che in questa fase dell’anno nulla è perduto, anzi, si ha tutto il tempo a disposizione per organizzare il lavoro, preparare la tesina, sistemare il materiale, fare schemi e tutto ciò che può aiutare a memorizzare e a tenere la situazione sotto controllo e vivere nella maniera più serena i giorni che separano dal “grande giorno”.

Cosa scatta nella testa dei ragazzi?

Tanti sono i dilemmi che stanno attanagliando da giorni i maturandi di tutta Italia: il tempo sembra non passare mai, e ci si sente un po’ come in una bolla, in un’attesa infinita prima di ricevere il “giudizio universale”: vincenti o perdenti?

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Versione di latino o greco? Inglese oppure la seconda o terza lingua? Matematica o fisica?

Ovviamente, ognuno ha delle preferenze soggettive, in base anche ai voti e al rapporto che ha instaurato con il professore, all’affinità per quella materia, ma in questi casi, anche i più sicuri si fanno prendere dai dubbi.  Scatta anche la disperata ricerca dei commissari esterni, chi sono, chi non sono, sono cattivi, come si comportano. Via sui social a trovare allievi di quei commissari e cercare di avere info per prepararsi psicologicamente. Lo scorso anno alcuni ragazzi di erano divertiti a seminare il panico in un’altra scuola raccontando che la loro prof. simpaticissima e carinissima fosse una cattivissima. Non potete immaginare le reazioni.


Inoltre, non va dimenticato che la maturità rappresenta per i ragazzi una tappa importante, non tanto per l’esame di per sé, ma per tutto quello che significa a livello simbolico. Si tratta di un momento di passaggio cruciale, l’ultimo anno di un percorso importante della loro vita, che si carica emotivamente di tanti significati: significa crescere, essere catapultati nel “mondo dei grandi” e scegliere finalmente la propria strada, imparando a navigare nel mare delle responsabilità. 


Ansia preventiva da esame: i social sono una valvola di sfogo e di contenimento

In questi casi, i social network colmano il bisogno dei ragazzi di sfogarsi, di scrivere le proprie paure rispetto all’esame, o di raccontare le proprie fantasie più catastrofiche, quasi per esorcizzarle, all’interno di uno spazio in cui si può condividere il proprio stato d’animo con altri ragazzi che si trovano nella medesima situazione.

social network


Ed ecco che spuntano come funghi sui social, gruppi specifici dedicati alla “Maturità 2017”, dove le bacheche si riempiono di tantissimi meme divertenti e immagini ironiche di tutti i tipi, tempestati di like, commenti e condivisioni, dove si cerca di sdrammatizzare la paura e l’angoscia, ad esempio nel caso in cui dovessero uscire determinate materie, e dove i ragazzi ricorrono a preghiere, miracoli, santi, amuleti porta-fortuna e superstizioni di vario genere e gli hashtag più in voga di questi giorni sono #30gennaioluttonazionale, #seescefisicamiammazzo, #maiunagioia, #escilematerie.


Leggendo i commenti dei maturandi sotto i vari post, la preoccupazione è più che tangibile e tra le varie frasi si percepisce una certa solidarietà, il bisogno di identificarsi con chi sta provando le stesse emozioni e di incoraggiarsi a vicenda, dando e trovando consigli per gestire al meglio questi ultimi mesi prima dell’esame. Inoltre, si ironizza molto sul modo migliore per porre fine alle sofferenze, come ad esempio “fare il salto dal balcone più alto”, oppure “spararsi per non dovere più soffrire”, o ancora mettere in atto un piano di fuga e cambiare Stato, o immaginare ipotetici festeggiamenti nel caso in cui dovesse uscire la materia sperata. Insomma, ciò che emerge chiaramente è l’intensità con cui vengono vissuti questi momenti e come vengano rinforzati dal Web.