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Esami di riparazione: i 5 utili consigli per i genitori


Figli sotto esame significa intera famiglia sotto esame!

Ecco ci siamo, tra pochi giorni ci saranno i temutissimi esami di riparazione di settembre e tutta la famiglia rimane in attesa del verdetto definitivo: promossi o bocciati?

 

In questa fase delicata di inizio anno il ruolo del genitore è cruciale per sostenere e accompagnare i ragazzi verso il recupero dei debiti formativi: è importante, infatti, non generare ulteriore stress e tensione nei figli, già alle prese con la gestione dei loro stati interni, considerando che la scuola rappresenta un impegno considerevole sia in termini cognitivi che emotivi. Nella maggior parte dei casi essere rimandati è una grande delusione soprattutto per loro, anche se apparentemente non lo mostrano e si nascondono dietro un finto menefreghismo.

Ecco i 5 consigli da seguire:

 

1.      Fate il tifo per loro: hanno bisogno di sentire la vostra fiducia

Il tempo delle ramanzine e di “non ti sei impegnato abbastanza” è terminato. Ormai, come è andata, è andata e dovete essere i primi a incoraggiarli e a sostenerli in queste giornate pesanti. Sono già ipercritici con loro stessi, sono preoccupati e a volte impauriti che possa andare male ed angosce aggiuntive non gli sono minimamente  di aiuto: hanno solo bisogno di voi, del vostro appoggio e della vostra presenza discreta.

2.      Dovete essere delle spugne in grado di assorbire tutte le loro ansie

In questi casi è importante svolgere la funzione di “contenitori” solidi e accoglienti, in grado di accettare tutto ciò che buttano fuori, per poi rimandarglielo rielaborato in forma più digeribile e meno confusa. Mettete quindi da parte una volta per tutte le vostre ansie e concentratevi solamente su di lui e su come si sente. Sicuramente parlare, sfogarsi ed esprimere le proprie paure lo farà sentire più sollevato e con la mente più libera e pronta per affrontare gli esami.

3.      Non pressateli in continuazione 

Avere una voce costante che ripete in maniera ossessiva “Studia! Studia! Studia!” O “Manca poco!”, rischia di ottenere esattamente l’effetto opposto. Al contrario sostenete la sua autonomia, lasciategli i suoi spazi e suoi tempi ma soprattutto fidatevi di lui e della sua organizzazione. Di tanto in tanto fategli domande più generiche per informarvi sull’andamento, come ad esempio: “Come è andata oggi?”, “Quanto hai studiato?”. Hanno bisogno di capire che a voi interessa della loro persona e che stanno bene e che non siete focalizzati solo sul voto, sulla prestazione e sulla possibile bocciatura.

4.       Prendetevi cura di loro, hanno bisogno di qualche attenzione in più

Aiutarli nelle fasi organizzative della giornata e negli aspetti più concreti, li aiuterà a recuperare e a riprendere le energie, fondamentali per staccare la spina ed essere più concentrati nello studio. Preparare ad esempio a pranzo e a cena ciò che gli piace fa sempre bene, anche perché vedono che vi state prendendo cura di loro in modo attento e speciale.

5.       Parole, parole e parole

A fine giornata ritagliatevi uno spazio di confronto con vostro figlio: informatevi su come è andata la giornata, su come sono andate le ripetizioni oppure il corso di recupero a scuola, senza usare un tono ansioso o inquisitorio. Queste semplici comunicazioni, anche se possono sembrare banali, aiutano a creare un dialogo con i figli; può essere l’occasione giusta per dare loro qualche consiglio pratico per superare eventuali difficoltà e magari raccontare qualche vostro aneddoto di quando andavate a scuola, per sintonizzarvi meglio con i suoi vissuti, per sdrammatizzare la situazione e abbassare la sua paura di deludere le vostre aspettative.

Redazione AdoleScienza.it