stanza disordinata

Estate e figli adolescenti in casa. Come reagire al disordine e alla loro apatia?


Durante le vacanze estive, i ragazzi hanno molto più tempo libero, entrano ed escono da casa, quando decidono di trascorrerci qualche ora, si sentono più liberi e svincolati dai doveri legati alla scuola e alle attività extra scolastiche. Dall’altro lato, però, aumentano anche i conflitti e le litigate con i genitori che non sanno come gestire la loro passività in casa e il loro disordine.

La scuola è finita da poco, il tempo assume un significato diverso rispetto a prima, non c’è più la campanella a sancire il ritmo della vita dei ragazzi. Sono stanchi e capita spesso che il genitore li trovi spalmati sul divano con lo smartphone in mano, che sbruffano ogni volta che gli si chiede qualcosa, non hanno voglia di fare niente e nella loro stanza sembra che gli sia scoppiata una bomba. Un’immagine che manda in tilt i genitori che cercano in tutti i modi di fargli fare le cose, attivando con loro un braccio di ferro senza fine.


“Per le cose sue, vedi come scatta subito!”, “Che pensa di stare tutta l’estate con quel coso in mano?”, “Viene qui solo per chiedere i soldi e di uscire” sono le frasi tipiche che la maggior parte dei genitori si ritrova a ripetere.


I genitori, in realtà, sanno che il figlio sta crescendo e che, ora che non c’è neanche la scuola, è ancora più concentrato su se stesso e sulla sua vita, ma vivono male il fatto che inizi a trascurare la famiglia e vorrebbero che, in risposta ad una loro richiesta, ci sia una risposta positiva e una maggiore collaborazione.

Sicuramente, è sempre bene contestualizzare nel senso che, in questo momento, i ragazzi si ritrovano stremati dall’anno scolastico trascorso e hanno bisogno di ricaricare le pile, per cui avere un po’ di tempo morto, è normale e non bisogna pensare che sarà così per tutta l’estate. È importante anche che i figli si organizzino, che scendano a patti con i genitori e diano il loro contributo in casa.

Bisogna comunque fare i conti con le dinamiche tipiche della crescita, trovare modalità efficaci di comunicazione e non fare l’errore di prendere sul personale le reazioni e le risposte del figlio, nonostante a volte siano piuttosto irritanti, altrimenti per i ragazzi diventa tutto come una sfida per mettere in discussione i modelli genitoriali.

Il genitore deve fare attenzione perché, se si incastra in queste dinamiche, sarà ancora più difficile uscirne pertanto è bene riuscire a far assumere al figlio qualche piccola responsabilità, senza però arrivare ogni volta ad un conflitto.

Come comportarsi?

Ecco 6 consigli per sopravvivere in estate al disordine e alla pigrizia dei figli:

1. NON RIPETETE LE COSE ALL’INFINITO. Quando i figli non ascoltano, è facile ripetere una frase anche 10 volte, sperando che così facciano quello che gli è stato richiesto. È inutile essere ossessivi nelle richieste di ordine e di collaborazione perché si genererà solo opposizione e rifiuto. Siate chiari e diretti nella comunicazione, concordando insieme gli spazi di ordine e le piccole mansioni che vadano bene anche per vostro figlio, ma che ciclicamente andranno riformulati: non aspettatevi che lui sarà sempre costante!

2. DISORDINE INTERNO = DISORDINE ESTERNO. Prima di tutto il concetto di disordine è molto soggettivo, tante volte nel loro disordine sono perfettamente ordinati, sanno dove trovare tutto ed è bene che uno spazio loro in cui esprimono il disordine interno ci sia, come la famosa sedia dei vestiti. Gli adolescenti stanno imparando a organizzare il tempo, gli spazi, a creare un loro assetto interiore ed è normale che non riescano ancora ad attuare un ordine esterno. Il disordine adolescenziale, quindi, non è altro che l’espressione del cambiamento e della crescita, per cui è inutile imporre il proprio concetto di ordine quando i figli ancora devono svilupparne uno loro. Cercate di rispettate il loro spazio, trovando dei compromessi con loro che vadano bene per entrambi.

3. NON SOSTITUITEVI A LORO. È importante resistere alla tentazione di entrare nella stanza del figlio per sistemare le sue cose o di portare a termine le mansioni che spetterebbero a lui. Se lo avete educato che fate tutto voi, non lamentatevi se non è in grado di riordinare, perché significa che non ha sviluppato negli anni il concetto di collaborazione e di ordine. È bene fargli capire con pazienza ciò che deve fare, dandogli dei suggerimenti, così da accompagnarlo ad avere delle responsabilità concrete. Apprezzate il suo modo di fare, non lamentatevi ogni volta perché non fa quella cosa quando volete voi o come l’avreste fatta voi: i tempi e i modi non sono i vostri, dategli fiducia perché se state sempre a sindacare, lo portate a non fare le cose a prescindere.

4. NON PERDETE L’AUTOREVOLEZZA. Non perdete il controllo, con minacce e punizioni. Frasi come “ti butto tutto”, “non ti lavo più le cose”, “non ti faccio più uscire”, non funzionano, anzi ai loro occhi state completamente perdendo l’autorevolezza perché, alla fine, non manterrete la parola data. I ragazzi lo sanno, quindi, non prenderanno sul serio queste frasi, piuttosto le vivranno come l’ennesima pesantezza. Lo stesso vale per le offese e gli attacchi aggressivi, come “Sei un nullafacente”, “Non sei capace a fare niente”: in questo modo, perdete il vostro ruolo educativo e rischiate di innescare un braccio di ferro continuo con i vostri figli. I ragazzi non devono fare le cose solo perché minacciate di togliergli la libertà, perché altrimenti non interiorizzeranno mai il senso di responsabilità.

5. ATTENZIONE ALL’ESEMPIO CHE DATE. L’apprendimento indiretto e la coerenza dei vostri comportamenti influenzeranno molto il loro atteggiamento. Se siete poco ordinati anche voi o poco organizzati nelle cose, non potete pretenderlo da loro, i figli apprendono molto di più dal modello genitoriale che dalle parole. Se, al contrario, siete ossessionati dall’ordine, rischierete che vivano la casa come una prigione e che si sentano oppressi, entrando ancora di più in opposizione con voi. Come in tutte le cose, ci vuole il giusto equilibrio per trasmettere il buon esempio ai figli.

6. GODETEVI IL TEMPO INSIEME. Troppo spesso, ci si sofferma soltanto sull’ordine, la pulizia, i compiti, i doveri di casa, e ci si dimentica di chiedere al figlio “Come stai?” e di dare importanza al tempo di condivisione insieme. Se utilizzate solo la forza, magari otterrete dei risultati, che saranno comunque transitori, dati dalla vostra presa di posizione, senza però la comprensione e il rispetto. Sembra banale ma i figli spesso non si sentono riconosciuti e compresi, vi vedono concentrati soltanto sulle cose che dovrebbero fare, piuttosto che su come si sentono o sul loro mondo.

Ora che è estate e avete più tempo a disposizione, provate ad essere più flessibili, a provare a rimandare certi doveri per dare spazio alla relazione, sintonizzatevi emotivamente con i figli, lasciandogli anche un tempo adeguato per ricaricare le batterie e proponendo delle attività da fare insieme. Ricordatevi che se i figli si sentono liberi e rispettati, entreranno meno in opposizione.

Redazione AdoleScienza.it