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Figli adolescenti che non si piacciono e vogliono mettersi a dieta. Come reagire?


Può accadere che i figli in adolescenza, ma spesso anche prima, inizino a criticarsi allo specchio, a non piacersi, a mettersi a confronto con gli altri e a voler modificare la loro alimentazione. Si informano, soprattutto in rete, per cercare diete e consigli su come perdere peso, diventare più muscolosi, ridurre la circonferenza vita o avere gambe più magre.


Parliamo del 42% degli adolescenti che dichiara di aver seguito una dieta almeno una volta nella vita: il 35% segue una dieta ‘fai da te’ e circa 1 su 10 si affida a quelle trovate in rete o ai consigli delle app (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).


Cominciano a fare richieste in casa su cosa voler mangiare, a rifiutare alcuni cibi e a preferirne altri; insomma, i momenti del pasto possono diventare occasione di discussione ed essere fonte di preoccupazione o conflitti in famiglia.

Perché lo fanno? Sin dalla preadolescenza devono fare i conti con un corpo che cambia velocemente, temono di non piacere e si focalizzano su ogni difetto che notano. Questo è del tutto fisiologico perché i cambiamenti veloci in questa fase possono disorientare e preoccupare i ragazzi che non si riconoscono più e non sanno come il loro corpo si trasformerà. Sicuramente, poi, l’influenza dei modelli sociali e dei messaggi incentrati sulla magrezza e bellezza fisica, che di continuo sono trasmessi, possono avere sulla psiche dei più giovani delle conseguenze importanti.

I genitori non devono andare subito in allarme ma sicuramente è bene osservare i figli e vigilare in maniera non invadente sui loro comportamenti per capire se si tratta appunto di un discorso fisiologico, del tutto passeggero, oppure se si tratta di segnali più preoccupanti ed è il caso di intervenire.

Come reagire quando un figlio inizia a dire di non piacersi e di volersi mettere a dieta?

5 consigli utili

1. NON SMINUIRE E ATTENZIONE AL SARCASMO. Di fronte ad un figlio che inizia a ridurre le porzioni e a non piacersi, può venire automatico rispondergli “Non sei grasso/a, sei tu che ti vedi così”, “Dai mangia, ti stai fissando”, “Stai esagerando, sei bello/a così”. Non ascoltare le sue parole, non comprendere il suo disagio, lo fa sentire incompreso, non riconosciuto e lo porta a chiudersi maggiormente in se stesso. Le prediche non portano a nulla, bisogna prima di tutto ascoltare e rispettare il suo vissuto per creare vicinanza e non alzare un muro tra voi.

2. NON INCORAGGIARE LE DIETE. Fate attenzione a non assecondare subito le sue richieste, trasmettendogli il messaggio che, in effetti, deve perdere peso o che dovrebbe migliorare il fisico. Si rischia di favorire l’insoddisfazione corporea e rinforzare condotte sbagliate, diete “fai da te” e metodi pericolosi per perdere peso. Una famiglia in cui si dà molta importanza alla perfezione fisica e alle diete, non fa altro che favorire comportamenti di controllo del peso. È importante piuttosto crescere i figli puntando sulle abitudini sane, dieta equilibrata e attività fisica, aiutandoli a crearsi un’immagine salutare del corpo.

3. NON ANDARE SU TUTTE LE FURIE. Cercate di mantenere la calma e di non arrabbiarvi ogni volta che lascia qualcosa nel piatto o non mangia un alimento. Se lo rimproverate o assumete un atteggiamento controllante e invadente, sortite l’effetto contrario, entrate in opposizione col rischio che vostro figlio si chiuda ancora più in se stesso o che non mangi più insieme a voi. L’ultima cosa che si deve fare è creare un clima di ostilità a tavola, una distanza tra voi e inutili bracci di ferro incentrati solo sul cibo.

4. METTERSI NEI SUOI PANNI. Mostrate un atteggiamento di apertura e di comprensione del problema, ascoltate e accogliete le sue difficoltà per farlo sentire sostenuto e amato. Portate anche la vostra esperienza di quando eravate adolescenti, del disagio che si può provare nel non piacersi e di come nel tempo si impara ad accettarsi per come si è. Create vicinanza e dialogo su questo, facendo anche la spesa e cucinando insieme, così che possiate anche accettare che preferiscano alcuni cibi rispetto ad altri, a patto però che sia un’alimentazione sana e completa.

5. VALORIZZARE E RINFORZARE LA SUA PERSONA. I ragazzi si trovano in una fase piena di insicurezze, in cui hanno bisogno di essere rinforzati e valorizzati. Fate attenzione a non fare commenti sempre incentrati sull’estetica, facendo confronti e paragoni con gli altri. Aiutate vostro figlio a non focalizzarsi solamente sulle parti che non accetta di lui, altrimenti rischia di vedere solo i difetti, perdendo la visione di insieme. Cercate di parlare, anche a tavola, di aspetti che non riguardano il corpo o il cibo, come i suoi interessi, le sue passioni e rinforzatelo su questi campi: ha bisogno di essere rinforzato, di sentire che lui è importante e valorizzato nella sua unicità.

Quando preoccuparsi?

Se l’atteggiamento nei confronti del cibo non è transitorio, ma dura nel tempo allora ci si deve insospettire ed è necessario indagare meglio. Bisogna drizzare le antenne quando i figli perdono troppo peso, riducono sempre più alimenti, sono silenziosi, irritabili, hanno sbalzi d’umore, i loro pensieri rispetto al non piacersi o ai difetti fisici diventano troppo ossessivi, c’è un vissuto di ansia e preoccupazione e continue lamentele sul fisico.

Troppi bambini e adolescenti a rischio di sviluppare un disturbo alimentare. Cosa deve fare un genitore?

Il cibo e il modo di mangiare dei figli è un importante veicolo di comunicazione di significati e messaggi che i genitori devono saper cogliere e decifrare per farli sentire compresi e aiutarli in caso di bisogno.

Redazione AdoleScienza.it