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Figli adolescenti insicuri e pieni di paure. Ecco 3 consigli su come spronarli nel modo giusto


Molti genitori, di fronte ad un figlio poco intraprendente e inibito, vanno in allarme, e per non vederlo sfiduciato di fronte alle situazioni o alle difficoltà, cercano in tutti i modi di spronarlo. Vorrebbero che  diventasse un adolescente sicuro di sé, meno timoroso e, in alcuni casi, pur di stimolarlo ad essere più forte e risoluto, arrivano a intervenire bruscamente e in maniera non efficace.


 “E’ possibile che ancora non hai capito come si fa?” “Dai reagisci, non abbatterti ogni volta” “Vedi lui, come è più sicuro?” “Sei grande, ancora che ti vergogni?” “Non farti vedere sempre così debole!”  “Quando inizierai ad essere più autonomo e determinato?!


Ad un figlio che ha già una bassa autostima, queste frasi risuoneranno al contrario, perché già sente di non farcela e di non essere all’altezza e in questo modo si percepisce ancora più inadeguato. È importante, quindi, fare attenzione perché le parole e le azioni dei genitori hanno un grande impatto sui figli e, se si esagera, piuttosto che stimolarli, si rischia di schiacciarli di più e di fargli subire anche il giudizio del genitore.

Cosa può fare un genitore di fronte ad un figlio insicuro?

Ecco 3 consigli utili

1- METTETEVI NEI SUOI PANNI. Innanzitutto bisogna fare un passo indietro e, prima di intervenire, bisogna calarsi nella sua condizione per comprendere a pieno il suo vissuto. Il genitore deve fargli capire che lo riconosce in tutte le sue situazioni, che comprende i suoi limiti, le sue difficoltà e le sue insicurezze, con frasi come “Posso capire che non deve essere facile”, “Sento che questa cosa ti preoccupa molto”. Il figlio ha bisogno di sentirsi apprezzato, accettato e riconosciuto per riuscire a coltivare e nutrire la sua autostima, altrimenti sentirà sempre di deludere il genitore e di non poter condividere neanche con lui preoccupazioni e timori, portandolo a chiudersi ancora più in se stesso o a reagire in maniera aggressiva e oppositiva.

2- ACCOMPAGNATELO NELLA SPERIMENTAZIONE. Se il figlio è insicuro su più punti di vista, bisogna iniziare a mettersi al suo fianco e stimolarlo partendo dall’esperienza. Bisogna accompagnarlo in un percorso di rinforzo e motivazione, sollecitarlo di fronte alle situazioni e metterlo in prima linea partendo però dalle piccole cose, così che man mano possa sperimentare la sua auto-efficacia. Anche se pensate che i figli ormai sono grandi e dovrebbero già essere in grado di fare determinate cose, è importante iniziare a rinforzarli di fronte ai piccoli traguardi, prima di buttarli in situazioni più grandi di loro. Si può chiedere, ad esempio, loro di occuparsi di alcune attività di routine, di compiti domestici da portare a termine, che richiedono anche piccole responsabilità, facendogli capire che hanno tutte le carte per riuscirci. Man mano che i figli percepiscono di farcela, svilupperanno una maggior autostima e sicurezza in loro stessi.

3- SÌ AI RINFORZI POSITIVI. NO ALLE CONTINUE CRITICHE. È importante concentrarsi sugli aspetti positivi e mettere in luce le sue potenzialità e competenze, piuttosto che attaccarlo e ferirlo con continui commenti negativi. Bisogna fortificare attraverso il sostegno, non andare a distruggere. Ogni volta che vostro figlio si mette in gioco, rinforzatelo con frasi che esprimono un consenso, come “Pensavi di non farcela, invece sei stato bravo, hai visto!” Se di fronte ad un compito, non dovesse riuscire, non siate pronti a criticarlo, ma trasmettetegli il messaggio che l’aspetto importante di affrontare le difficoltà non è riuscirci subito ma mettersi alla prova, impegnarsi e credere nelle proprie possibilità.

I genitori possono più di chiunque altro favorire l’autostima del figlio.

Bisogna però che siano i primi a credere in lui!

 

Redazione AdoleScienza.it