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Figli attratti dai film horror. È normale o c’è da preoccuparsi?


Molti genitori ci chiedono quanto sia normale che i figli siano attratti dai film dell’orrore e come fare a regolarsi rispetto alla visione di questi contenuti. Accade spesso, infatti, che i ragazzi, soprattutto in preadolescenza, inizino ad accantonare film leggeri e cartoni animati per avvicinarsi sempre di più a materiale macabro e spaventoso.

Gli anni della preadolescenza mettono a dura prova i ragazzi, che sono chiamati ad affrontare importanti trasformazioni sul piano corporeo, del rapporto con i genitori e con i coetanei e dell’identità di genere in connessione alla maturazione sessuale: per questo possono apparire più tristi, arrabbiati, possono parlare meno ed essere più chiusi.

La curiosità e l’interesse per il mondo horror, che trasmette emozioni forti e sconvolgenti, può essere un modo per esorcizzare la paura e il senso di incertezza dovuti ai tanti cambiamenti che stanno affrontando, per entrare in contatto con le angosce più profonde e sentire di avere il controllo su un qualcosa che in realtà è difficile da gestire.

In questo modo, i ragazzi prendono le distanze da quel senso di sicurezza che hanno vissuto da bambini per “esporsi”, in una condizione protetta, seduti su un divano, a situazioni nuove, strane e pericolose attraverso la visione di certi contenuti.

Inoltre, in preadolescenza i ragazzi tendono a voler sperimentare emozioni intense e i libri, i film di paura, così come la tanto amata festa di Halloween, rispondono proprio a questa esigenza.


Sentono il bisogno di superare i propri limiti, sfidare se stessi e sentirsi più grandi, per questo sono fortemente attratti da ciò che li spaventa di più e alla continua ricerca di stimoli paurosi che aumentano in loro i livelli di adrenalina e attivazione interna.


Sopravvivere alla preadolescenza dei figli: come affrontare i cambiamenti?

A cosa fare attenzione?

Può capitare che alcuni bambini o preadolescenti che si sono esposti a materiale horror siano rimasti colpiti dalla visione di scene violente e macabre, in quanto non erano ancora in grado di elaborare e gestire emozioni così intense. Alcuni hanno avuto difficoltà ad addormentarsi, sonni inquieti, incubi ricorrenti e vissuti di ansia e angoscia.

L’impatto che certi contenuti possono avere sui ragazzi è soggettivo e dipende da tutta una serie di fattori: per questo motivo, è importante che i genitori monitorino sempre ciò che i figli guardano, facendo attenzione che i contenuti siano adatti all’età e alla maturità psicologica del figlio.

Se il figlio inizia ad essere attratto ma è ancora particolarmente sensibile, è meglio optare per i libri di paura, piuttosto che i film, dove si assiste passivamente alla visione di scene già costruite, così che possa elaborare meglio certi contenuti spaventosi.

Come comportarsi se il figlio è molto attratto dai film di paura?

In generale, piuttosto che vietare categoricamente, con il rischio che poi i ragazzi guardino di nascosto certi film oppure lo facciamo a casa degli amici, è fondamentale mantenere aperto il dialogo per conoscerli e capire cosa li attrae così tanto.

Inoltre, sarebbe meglio scegliere insieme determinati film horror, verso i quali i ragazzi nutrono una certa curiosità, e promuovere la visione condivisa. In questo modo, il genitore può filtrare meglio certi contenuti, spiegare il senso di quello che si sta vedendo e parlare con il figlio di ciò che prova alla visione delle scene più spaventose.

Se il genitore poi dovesse notare che l’interesse per il mondo horror è eccessivo, che il figlio tende a trascurare le altre attività quotidiane, come lo studio, le relazioni o lo sport, sarebbe meglio approfondire per capire quale disagio sta manifestando attraverso questo comportamento.

Redazione AdoleScienza.it