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Figli autonomi e responsabili: il compito di mamma e papà è dare sempre il buon esempio


Sul settimanale MIO di questa settimana un’intervista a Maura Manca  sul ruolo fondamentale dei genitori nel crescere figli autonomi e responsabili, in grado di affrontare le varie sfide che si presenteranno nella vita e di muoversi con più sicurezza nel mondo.

Perchè è davvero importante che i ragazzi diventino autonomi?

I figli vanno instradati all’autonomia fin da subito, man mano che crescono devono imparare a mangiare da soli, a camminare da soli, a vestirsi da soli fino ad essere alla fine dell’adolescenza completamente autonomi su tutto e pronti a spiccare il volo.

L’autonomia è un processo graduale, un figlio deve essere reso indipendente in funzione dell’età e dello sviluppo psichico e fisico, altrimenti avrà sempre bisogno del genitore, avrà una scarsa fiducia in se stesso e incapacità a gestire adeguatamente i problemi e, in alcuni casi, può arrivare ad avere ansia e disturbi depressivi.

Se non diventano autonomi non impareranno che sono in grado di fare le cose da soli, avranno paura di assumersi delle responsabilità, tenderanno a delegare agli altri e magari a dipendere sempre da qualcuno, diventando facilmente condizionabili.


La sicurezza personale, la consapevolezza di se stessi porta ad essere coscienti del proprio essere e del proprio spazio, a prescindere da ciò che dicono e che fanno gli altri.


Un bambino che non ha la possibilità di sbagliare, con maggiore probabilità svilupperà in adolescenza e poi in età adulta una serie di paure o insicurezze, poiché non ha imparato a conoscere e utilizzare le proprie risorse. Oltretutto se si fanno le cose al posto loro impareranno che le cose si ottengono senza il minimo sforzo e si troveranno molto male nella presente e anche nel futuro.

A quale età dovrebbe avvenire il giusto distacco con i nostri figli, perché inizino e imparino a diventare autonomi?

L’autonomia è un processo che deve caratterizzare la relazione tra il genitore ed il figlio fin dai primi mesi di vita, non è un momento in cui il genitore decide di staccare il cordone e lo abbandona a se stesso. E’ un processo che si attiva fin dalla primissima infanzia attraverso il quale il bambino acquisisce delle competenze psichiche importanti per affrontare tutti gli eventi della vita.

Il ruolo del genitore è di dargli gli strumenti e di lasciarlo andare man mano, un passetto dopo passetto, in funzione dell’età. Il bambino prima vive in simbiosi con chi lo accudisce e poi deve avere sempre meno bisogno di lui perché ha la certezza che il genitore è lì, presente, stabile e che lui, quindi, può anche andare ad esplorare il mondo.

Ovviamente, durante la fase adolescenziale questo processo è molto più evidente, il figlio da bambino diventa adulto e ha bisogno di individuarsi e di separarsi da un punto di vista fisico, uscendo maggiormente di casa o chiudendosi nella cameretta e mentale, mettendo in discussione i modelli genitoriali e identificandosi con i pari, con altre regole e modelli.


Se un figlio è stato reso autonomo fin da bambino sarà un adolescente sufficiente responsabile e rimarrà contenuto nelle sue normali ribellioni e messe in discussione, altrimenti ci sarà una amplificazione dei problemi e una difficoltà da parte del genitore di gestirlo.


Crede che i genitori, oggi, siano eccessivamente protettivi?

Molto spesso i genitori sono troppo protettivi nei confronti dei figli, arrivano prima, mettono troppo spesso un paracadute, danno troppo velocemente una soluzione rapida e pronta. È indubbio che la normalità sia quella di voler proteggere e tutelare sempre i propri figli, soprattutto di fronte ai pericoli e ai fallimenti e di facilitargli la vita, ma spesso si rischia talvolta di essere troppo presenti e di prendere anche il loro posto, come per esempio quando si fanno i compiti al posto dei figli per facilitare o velocizzare la risoluzione del problema.


Questo atteggiamento, però,  può ostacolare il processo di crescita del figlio e andare ad intaccare la sua autostima, la fiducia e sicurezza personale e l’autonomia di pensiero.


Mamme e papà alle prese con l’educazione e con la complessa gestione della giornata. Che consigli si possono dare?

L’educazione è alla base di tutto, educare significa tirare fuori le risorse di un figlio. Questo è possibile attraverso prima di tutto il buon esempio, il comportamento del genitore è la principale fonte di apprendimento del figlio e anche attraverso le regole.

Mettere delle regole significa dare un senso e una direzione alla vita di un figlio e fungere da guida a partire dalle attività quotidiane. E’ nelle piccole cose di tutti i giorni che il genitore rinforza il suo ruolo e la sua autorevolezza.

È importante quindi mettere regole e definire un ritmo di vita più o meno stabile caratterizzato da orari: quando andare a dormire, mangiare, fare i compiti. Tutto questo è molto importante per sviluppare un senso morale, dei limiti e per capire che nella vita ci sono anche dei doveri. Sembrano banalità ma è nella quotidianità che si ottengono i migliori risultati.

Solo attraverso le regole i figli si responsabilizzeranno e quindi cresceranno, significa che man mano che crescono devono imparare a scandire i loro tempi e i loro ritmi anche quando si tratta di fare il proprio dovere, ad esempio devono imparare a mettere la sveglia anche quando vanno a scuola e non solo quando devono fare le cose per cui provano interesse, devono imparare a svegliarsi la mattina e non essere sempre svegliati.

E’ vero che è più comodo, meno faticoso e più rapido ma poi li porterà e non responsabilizzarsi e a delegare su tutto.

Devono capire l’importanza del cibo e del mangiare per un miglior funzionamento mentale e fisico e non perché il genitore vuole che facciano colazione e merenda la mattina. Devono essere educati fin da piccolini ad essere autonomi sui compiti, significa che devono essere in grado di regolarsi da soli sul quando iniziare a fare i compiti e su come gestire le ore di studio.

Se il genitore scandisce sempre i tempi della vita del figlio non sarà mai in grado di farlo da solo e delegherà tutto e il giorno che lo dovrà fare da solo troverà delle difficoltà.

Per farsi ascoltare il segreto sta nella spiegazione, se comprendono il senso di ciò che stanno facendo, lo faranno, se gli viene imposto si opporranno o non capiranno perché lo devono fare. Ovviamente ci vuole tanta pazienza, non basta una e neanche due volte, ma ci vuole perseveranza. Se si educano all’autonomia fin da piccoli sarà più facile perché per loro diventa un’abitudine.

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