madre e figlia

Figli che fanno saltare gli equilibri familiari o genitori che fanno saltare quello dei figli?


Mio figlio sta rovinando l’equilibrio familiare”. “No, è colpa di mamma e papà se io sto così”. Due mondi a confronto, spesso opposti. Il braccio di ferro genitori-figli è una costante della crescita soprattutto quando i due mondi sono molto diversi.

 

 Mi fai soffrire“, “Mi fai stare male“, “Io con te non ce la faccio più“, “È possibile che non ti rendi conto che così stai distruggendo la famiglia?” .

Sono frasi che spesso un genitore alle prese con le problematiche del figlio adolescente dice. Nascono e scaturiscono da mesi di fatica nel gestire il rapporto con lui, da punti di vista opposti, da un genitore che vorrebbe determinate cose dal figlio e lui che vive nel suo mondo adolescenziale prettamente centrato su se stesso e sulle proprie esigenze.

Gli adolescenti sostengono che i genitori non li capiscono e che siano loro con le pressioni sulla scuola, con le aspettative, che li condizionano, che li stressano psicologicamente e che hanno la colpa di tutto, sia del fatto che non studiano, sia che siano problematici.

Il genitore ovviamente sostiene il contrario, sono convinti che ai figli non importi niente della loro sofferenza, che vivano egoisticamente la loro vita fregandosene di tutto, che non si rendano conto che stanno sfasciando l’equilibrio familiare.

È assolutamente vero che le esigenze i bisogni siano primari per i ragazzi, però che non gli importi niente anche se apparentemente non lo fanno vedere, non è vero.

Si accorgono del malessere che c’è in casa, soffrono di questo, percepiscono di aver deluso il genitore di non essere quello che loro desideravano, di non essere accettati dai genitori. Questo li rende più vulnerabili e spesso lo esternano con comportamenti disagiati che il genitore interpreta con il “non gliene importa niente”. Si rischia di innescare un circolo vizioso che va a rinforzare un rapporto deficitario basato su non detti, su aspettative, sullo sfuggire e sull’evitamento.

 

genitori e filgi

Qualche piccolo consiglio:

 

– Anche se hanno dei comportamenti che non capite, che vi fanno stare male, NON attaccateli sulla loro persona ma sui loro comportamenti. Non ditegli “tu sei…..”, ma “tu hai fatto”, non si sentiranno rifiutati nella loro persona, ma capiranno che il problema è legato a ciò che hanno fatto e che fanno.

 

– Se li attaccate direttamente si chiuderanno ancora di più e otterrete che per arrivare a loro dovrete scavalcare un muro e si chiuderanno ancora di più nelle chat o nei social network.

 

Abbassate le aspettative, provate ad inserire anche un minimo di dialogo che vada al di fuori della suola, dei problemi scolastici e dei problemi che creano. Devono iniziare a sentirsi accettati come figli, a prescindere da quello che fanno.

 

chiedimi come sto!

– Loro credono spesso che non gli vogliate più bene, che li considerate solo se vanno bene scuola o se corrispondono al vostro ideale di figlio. Questo intacca profondamente la loro autostima e la sicurezza personale, anche se sembra che non li tocchi minimamente la vostra sofferenza e ciò che accade intorno a loro.

 

Ci vuole tanta pazienza e soprattutto NON vi dovete aspettare grandi cambiamenti subito, quando ci sono comunque disagi o comportamenti problematici, le reazioni non sono immediate e dovrete imparare ad apprezzare anche i piccoli cambiamenti cercando di rimanere calmi il più possibile.

Vuoi capire se sei un genitore stressato? Leggi I SEGNALI DEL BURN-OUT GENITORIALE

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore AdoleScienza.it

 

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