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Figli che prendono brutti voti a scuola: come comportarsi?


Dopo pochi mesi di scuola, i ragazzi sono tornati a pieno regime e sono nuovamente sommersi da compiti in classe e interrogazioni e, in alcuni casi, sono già arrivati i brutti voti.
Dopo i buoni propositi dell’estate e di settembre, in cui tanti ragazzi hanno pronunciato la fatidica frase “quest’anno mi metto a studiare fin da subito, non voglio arrivare come lo scorso anno”, le belle promesse iniziano a venir meno e si riparte con la solita routine.

I compiti e la scuola si trasformano nella causa principale di litigio tra genitori e figli: i ragazzi si lamentano che i genitori non riescano a parlare d’altro che di scuola, che li stressano continuamente sui voti e sul fatto che studino poco, mentre i genitori sembrano perennemente insoddisfatti del loro studio, del loro impegno e li vorrebbero vedere più maturi e responsabili.

Come comportarsi di fronte ai brutti voti, senza reagire impulsivamente? 10 consigli per sopravvivere ai brutti voti del figlio

1. COMPRENDERE INSIEME DOVE È IL PROBLEMA. Cercate di comprendere insieme a vostro figlio cosa non ha funzionato, le possibili difficoltà incontrate e le motivazioni alla base dell’insufficienza, in modo tale da correggere il tiro per le successive interrogazioni e compiti in classe. Se fosse necessario, contemplare l’ipotesi di fare alcune ore di ripetizioni, qualora ci fossero delle lacune profonde da colmare da solo e NON solo mancanza di volontà.
2. ASCOLTATE PRIMA DI ATTACCARE. Ci sono delle circostanze in cui il brutto voto non corrisponde alla mancanza di studio. A volte può dipendere dalla dinamica della interrogazione o dalla “sfortuna”, non credo che anche a voi non sia mai capitato di prendere un brutto voto anche dopo aver studiato. E’ importante ascoltare le loro motivazioni prima di attaccare e di partire sempre sul piede di guerra, si sentiranno meno incompresi e più propensi al dialogo.
3. CERCATE DI NON METTERGLI ULTERIORE PRESSIONE E ANSIA. I ragazzi non devono focalizzarsi sui voti, sulla paura di fallire e di deludervi, ma al contrario concentrarsi sull’obiettivo di dare il meglio, con la consapevolezza di avere sempre il vostro appoggio, anche quando non riescono.
4. NON APPICCATEGLI ETICHETTE. Quando i figli iniziano nuovamente a non andare bene a scuola, spesso e volentieri vi trovate a pronunciare frasi di stanchezza, di sfinimento, che però possono far male ai figli: “Sei il solito scansafatiche, non cambierai mai”, “Siamo alle solite”, “Non avevo dubbi che non avresti mantenuto le promesse”, “Tanto ti rimandano anche quest’anno”. Queste frasi non faranno altro che rinforzare un’immagine negativa di sé, creando un blocco sempre più massiccio.
5. SE SBAGLIANO NON SONO SBAGLIATI. Aiutatelo a ritrovare la sicurezza e la concentrazione giusta, perché può succedere di avere qualche caduta e di incontrare delle difficoltà, ciò non significa che si debbano sentire sbagliati e non all’altezza. Bisogna insegnargli che nella vita non sempre tutto fila come vorremmo, ma non per questo bisogna arrendersi, anzi deve essere lo stimolo per lottare ancora con più forza.
6. RINFORZATE LA FIDUCIA IN LORO STESSI E LA SPERANZA DI RIUSCIRE A RECUPERARE. Ricordategli che si trova ancora nella fase iniziale dell’anno, nulla è irrecuperabile e c’è tutto il tempo per studiare e rimediare al brutto voto preso. Rinforzate sempre i piccoli miglioramenti e gli sforzi fatti, riconoscendo il loro impegno e il loro valore. A volte basta un “Bravo, ce l’hai fatta” per dare la carica e permettergli di credere di più nelle proprie capacità.
7. EVITARE I CONFRONTI CON I COMPAGNI E CON I FIGLI DEGLI AMICI. Non dovete mai fare confronti con gli altri compagni, svalutarli e mortificarli, anche quando vi fanno arrabbiare: prendere un voto basso è già una grande delusione per loro, anche se apparentemente non lo mostrano e si nascondono dietro un finto menefreghismo.
8. EVITATE LE PUNIZIONI, perché non servono a nulla e amplificano ancora di più il senso di frustrazione e rabbia.
9. NON DIMENTICATEVI MAI DI RITAGLIARE ALCUNI MOMENTI PER VOI DUE, per chiedergli come si sente, come sta, in modo tale da trasmettergli il messaggio che è importante per voi il suo benessere, a prescindere dalla scuola.
10. ATTENZIONE A COSA SI NASCONDE DIETRO I BRUTTI VOTI. Non dovete dimenticare mai che spesso dietro un’insufficienza non si nasconde menefreghismo e voglia di non fare niente. Tante volte sono delle richieste indirette di aiuto, di ricerca di attenzione, la manifestazione di un disagio emotivo, di un problema psichico che si esprime attraverso il calo del rendimento scolastico. È un modo di parlare e di ricercare il genitore. Non attaccateli senza aver indagato cosa si possa celare, non partire in quarta, soprattutto quando il rendimento è sempre stato discreto e improvvisamente ha un tracollo. A volte sono semplicemente concentrati su altro e la loro attenzione è calamitata dalle problematiche tipiche adolescenziali, ma altre volte no e avete il dovere di indagare e capire cosa si portano dentro, per la loro tutela.

Redazione AdoleScienza.it

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Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

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