schermo rotto

Figli che rompono lo smartphone, lo schermo o gli accessori. Come comportarsi, visto che capita molto spesso?


Adolescenti con lo smartphone sempre in mano, diventato la loro protesi dell’identità, parte integrante della loro personalità. Nello stesso momento ha un costo non indifferente, ha un valore, e i ragazzi dovrebbero capire che non è scontato averlo, anche se lo hanno tutti, che non è dovuto, ma è una scelta del genitore. Invece, diventa quasi scontato possederne uno o più di uno, diventa una pretesa, un oggetto senza il quale non si può più stare. Talmente scontato che non si riesce più a percepire il suo valore. Il genitore deve lavorare tanto su questo aspetto, in modo tale da far diventare anche l’uso dello smartphone educativo e non una ennesima modalità distorta e diseducativa.


Tanti ragazzi non hanno il rispetto di niente, non rispettano le cose che hanno, le usano in maniera superficiale, le buttano da tutte le parti, le rovinano e spesso le distruggono. E i genitori? Troppo spesso i genitori sono lì, pronti a riparare e a ricomprare rinforzando negativamente il comportamento del figlio. Non mi piace più? Bene, lo rompo così me ne comprano un altro. Non è corretto trasmettergli questi valori.


Quando si dà in mano al figlio uno smartphone, si deve fare un patto alla consegna, si deve far capire al figlio che è frutto del lavoro dei genitori, che ha un valore importante e che lo deve mantenere con cura perché non verrà rimpiazzato così facilmente. Se il cellulare è già stato consegnato, si deve ridefinire con il figlio il contratto di utilizzo, specificando meglio le regole relative alle aggiustature extra e alle rotture.

È implicito che, se si rompe veramente in maniera fortuita ed accidentale, se è in garanzia, si fa sostituire e, se non è in garanzia, si possono spendere i soldi per ripararlo perché il figlio non c’entra niente. Le rotture accidentali non sono frequenti e sono una fonte importante di insegnamento. Il figlio che perde in questa maniera il telefono sta molto male e, la paura di stare senza, lo porterà a stare ancora più attento.

Il problema si deve affrontare quando ci si trova davanti alle rotture per distrazione o per un uso scorretto dello smartphone e soprattutto se sono anche frequenti.

Ci troviamo spesso davanti adolescenti a cui non importa niente del valore delle cose, che non si rendono conto che hanno centinaia di euro tra le mani, lo sbattono, lo tirano e gli cade molto spesso. Questo atteggiamento è assolutamente da sanzionare perché la modalità che hanno di relazionarsi al cellulare è la medesima che mettono in atto con tanti altri oggetti. SI TRATTA DI MENEFREGHISMO, NON RIESCONO A DARE UN VALORE AI SOLDI E ALLE COSE. Tante volte riportano lo stesso atteggiamento anche con le persone e si rapportano con loro senza dare peso al valore della gente e alle diversità.

Sono ragazzi troppo spesso viziati e abituati ad ottenere tutto. Quando si rompe uno schermo o l’altoparlante o gli accessori, tutti di corsa a riparare i danni causati dal figlio. In questo modo ci sono genitori che hanno speso centinaia di euro tra schermi rotti, tasti rotti, altoparlanti e cuffiette.

QUESTO NON È INSEGNARE IL RISPETTO AI FIGLI, non solo delle cose che hanno, anche del lavoro e della fatica dei genitori. Questo significa dargli un’educazione che li porti a ragionare sulle proprie azioni e sulle conseguenze che possono avere. Devono capire che bisogna stare attenti, che bisogna riflettere sulle cose e che non si può sperperare su tutto. QUESTO INSEGNAMENTO AIUTA A METTERE DEI LIMITI E DEI CONFINI E FA CAPIRE CHE NON POSSONO FARE TUTTO CIÒ CHE VOGLIONO.

Cosa deve fare un genitore?

1. Innanzitutto deve valutare la situazione e cercare di comprendere con il figlio cosa realmente è successo, soprattutto se è recidivo.

2. Non correre immediatamente ai ripari perché un pochino di frustrazione permetterà di rendersi conto del valore delle cose. Se non trovano subito la pappa pronta, apprezzeranno maggiormente il piatto una volta riavuto a portata di mano.

3. Dopo la prima riparazione si deve rifare il contratto. Per esempio, specificare che se lo hanno rotto per un uso inconsapevole, per distrazione o menefreghismo, perché magari lo hanno usato a contatto con l’acqua, perché gli scivola dalla tasca, perché gli cade mentre guidano o lo usano come e quando non lo dovrebbero usare, alla successiva rottura il genitore può attingere anche dalle loro paghette o ipotecare soldi dei regali e, soprattutto, si deve mantenere la parola data, altrimenti si perde di credibilità e di autorevolezza agli occhi del figlio.

4. Non sarebbe sbagliato lasciarli un pochino senza cellulare affinché capiscano che la parola data viene mantenuta e che comprendano quanto si sta male senza per cui imparino ad apprezzare maggiormente il valore dello strumento che hanno in mano.

5. I genitori non devono dare in sostituzione il proprio cellulare perché altrimenti perde tutto di significato. Bisogna far capire il vero valore che ha il telefonino. Possono usarlo per qualche comunicazione urgente, ma non deve essere un sostituto. Devono capire cosa significa stare senza e così rispetteranno maggiormente ciò che hanno in mano e capiranno meglio cosa significa il rispetto e la cura.

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza