crescere autonomia

Figli più autonomi e responsabili si può! Basta partire dalla scuola


Capita spesso che tanti genitori si lamentino che i figli hanno continuamente bisogno di loro e che non sono autonomi, ma nello stesso momento, anche senza volerlo, sono i primi a non riuscire a lasciarli andare, a voler essere presenti in ogni momento della loro vita fino a diventare indispensabili per loro.

Questo succede soprattutto per gli aspetti relativi alla scuola: quante volte vedendo il bambino in difficoltà, che non è ancora responsabile, che si dimentica le cose, si tende ad agire, a tamponare i suoi errori e ad aiutarlo nei compiti e nell’organizzazione?

Vediamo spesso genitori che continuano a seguire i figli, li aiutano a preparare lo zaino e a controllare di aver messo tutto il materiale all’interno, fanno gli esercizi al posto loro, si informano sui compiti per casa quando si dimenticano di segnarli sul diario o li giustificano per non averli fatti. Si tende a proteggere i figli e a farsi avanti per evitare ogni volta che vadano a scuola senza compiti fatti, che prendano note o che vengano ripresi perché non portano materiale e quaderni richiesti.


Perché? Solitamente, la scuola rappresenta l’area in cui i genitori investono di più: tengono particolarmente al rendimento scolastico dei figli, vogliono che si applichino, che diano un’immagine positiva di se stessi, anche perché molte volte si sentono giudicati e criticati nel loro ruolo se il figlio ha delle mancanze, prende una nota o un brutto voto.


In questo modo, però, non si fa il bene dei bambini e dei ragazzi e non si favorisce la loro autonomia: aiutandoli in tutto, i figli avranno sempre bisogno di qualcuno, non impareranno a gestire le frustrazioni e svilupperanno anche un’insicurezza perché gli si trasmette il messaggio che non possano farcela da soli e che per i genitori conta molto di più il risultato che il percorso per raggiungerlo.

Come comportarsi?

FARE UN PASSO INDIETRO. Bisogna trovare man mano un equilibrio tra l’essere troppo vicini e troppo lontani: è necessario far capire al figlio che la scuola è un qualcosa che lo riguarda, che noi siamo interessati a lui e alle sue attività, ma che deve pensarci lui, noi possiamo accompagnarlo e sostenerlo in caso di necessità. Non possiamo sempre proteggerlo da tutto: per crescere, assumere sicurezza e responsabilizzarsi, è necessario che faccia anche esperienza della fatica e dell’impegno, che sbagli e che impari a recuperare.

ESSERCI, SENZA SOSTITUIRSI. Fare un passo indietro non significa, essere totalmente indifferenti a ciò che accade: se il bambino, ad esempio, si trova di fronte ad un esercizio difficile e chiede il vostro aiuto, non rispondete subito alla richiesta, ma fateglielo rileggere con calma, dandogli il tempo di trovare una soluzione; poi se proprio non riesce, potete spiegarglielo ma senza sostituirvi a lui. Se, invece, dovesse dimenticare il materiale a casa, non andate subito a scuola a portarglielo oppure non fate lo zaino al suo posto perché già sapete che è sbadato: deve capire che è importante organizzarsi e che deve trovare delle strategie per riuscirci.

FARGLI CAPIRE L’IMPORTANZA DI ESSERE AUTONOMI. Se finora siete stati sempre vicini a lui, lo avete aiutato nei compiti, lo avete giustificato con gli insegnanti in caso di dimenticanza, il cambiamento deve avvenire in maniera graduale e chiara. Non fate passare il messaggio che non lo aiutate più come prima, per punirlo perché non è in grado di badare a se stesso: il bambino deve capire che sta crescendo, che lo fate per lui perché in realtà è bello mettersi alla prova, impegnarsi, imparare dagli errori, migliorare ed essere soddisfatti di aver fatto tutto da soli.

COLLABORARE CON GLI INSEGNANTI. Facendo un passo indietro, è anche necessario avere fiducia e considerazione negli insegnanti e dare importanza al loro ruolo, in modo tale che il figlio li riconosca come un riferimento. Bisogna pensare che i docenti possono aiutarci molto nel processo di crescita ed autonomia dei figli ma è necessario collaborare: fate attenzione anche all’immagine che gli trasmettete di loro, perché se li reputate incompetenti, autoritari e poco comprensivi, i figli ovviamente tenderanno a ricercare sempre voi e il vostro aiuto, non riconoscendo il ruolo educativo dei docenti.

Redazione AdoleScienza.it