figli tiranni

Figli tiranni, che sfidano e vogliono averla vinta. Come comportarsi?


Figli che sfidano gli adulti, che vogliono averla sempre vinta e tentano di ottenere tutto quello che vogliono. Sono bambini, e poi adolescenti, che mettono a dura prova i genitori, che spesso si ritrovano a non sapere cosa fare, hanno paura di sbagliare e non sanno come è meglio reagire in questi casi.

Fare il genitore è sicuramente un mestiere difficile, ma le regole ci devono essere e devono essere sempre accompagnate da motivazioni chiare e valide che permettano al figlio di comprendere il perché e per il come delle diverse situazioni. Il problema è che spesso i genitori tendono ad avere un approccio troppo permissivo, hanno difficoltà a far rispettare le regole e i no e a farlo in maniera costante. Molte volte si confondono la presenza, la complicità e l’ascolto con l’iperprotezione e l’eccessiva cura e attenzione, che rischiano di far perdere al genitore l’autorevolezza e crescere figli che non tollerano le piccole frustrazioni, che non sanno aspettare e che pretendono ogni cosa.

In adolescenza poi è normale che si arrivi più facilmente a scontri e a conflitti frequenti e che i figli di fronte ai no scalpitino o si arrabbino: si tratta di un aspetto fisiologico della crescita. Il problema si pone quando queste reazioni di irascibilità, di prepotenza e aggressività diventano sistematiche.

Per arginare il comportamento dei figli è bene porsi sempre con un atteggiamento comprensivo, ma che sia in grado di stabilire dei confini: i troppi sì non aiutano a crescere mentre i no aiutano a mettere, non solo la regola, ma anche un limite. In questo modo, comprendono anche il valore di se stessi, che c’è un prima e un dopo, un dare e un ricevere, altrimenti per loro diventa tutto un diritto.


Come comportarsi?

NON RINUNCIARE AL BRACCIO DI FERRO DELLA CRESCITA. Il conflitto viene spesso visto in modo esclusivamente negativo: i genitori vorrebbero che i figli arrivassero ad obbedire senza troppa fatica. Il contrasto però fa parte della crescita ed è importante per insegnare a bambini e ragazzi a discutere e a stare anche in una condizione per loro non ottimale. Questo permette di sviluppare la capacità di regolare le emozioni e di capire il punto di vista degli altri.

NON FOCALIZZARSI SOLO SUI COMPORTAMENTI NEGATIVI. È importante lodare i comportamenti positivi, altrimenti il rischio è quello di prestare attenzione solo alle situazioni in cui il figlio si comporta male. Inoltre, bisogna fare attenzione a sanzionare i comportamenti e non la loro persona, senza attaccarli o umiliarli.

PORRE DEI PALETTI CHIARI E DEFINITI. Le regole e i confini, se dati con un senso e non come un’imposizione, restituiscono valore al figlio e gli permettono di avere una guida entro la quale sentirsi al sicuro e crescere meglio: amare qualcuno, infatti, significa anche fargli capire cosa può fare e cosa invece potrebbe danneggiarlo, nel rispetto di sé e degli altri.

MANTENERE SEMPRE UNA COERENZA. Cambiare continuamente idea, trasformando facilmente i no in sì, rischia di far perdere credibilità al genitore. Meglio prendersi il tempo per pensare, in modo tale che la risposta sia poi chiara e definitiva. È importante poi che la coppia genitoriale sia allineata così da mantenere la stessa linea educativa e fungere da riferimento stabile.

I figli, anche se non lo comunicano apertamente, si aspettano e vorrebbero dal genitore un comportamento da adulto: hanno bisogno di genitori accoglienti e affettuosi, ma anche di adulti consistenti, che trasmettano valore e fiducia, che diano un contenitore, uno spazio chiaro e definito nel quale muoversi in autonomia e sicurezza.

Redazione AdoleScienza.it