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Frasi da non dire ad un adolescente


Durante il periodo adolescenziale la relazione genitore-figlio è spesso complicata e caratterizzata da una marcata incomunicabilità o comunicazione inefficace, che porta a tensioni familiari importanti che sfociano spesso in liti. Non esiste un manuale per i genitori perché ogni situazione è a se stante, ma ci sono dei consigli generali che funzionano sempre a mantenere un equilibrio di fondo.

 Ecco alcune frasi da non dire a chi è in piena crisi adolescenziale:

Sei grande solo quando ti pare. Ed è proprio così. Gli adolescenti si trovano in una fase evolutiva che è proprio nel mezzo: non sono né adulti né bambini e questo può generare confusione. Hanno sete di curiosità e di esperienze ma al tempo stesso si muovono con timore nel mondo, alla scoperta di cosa è meglio per loro. Sicuramente è positivo spingerli ad essere autonomi ed indipendenti, ma senza escludere l’ipotesi che durante questa sperimentazione possano trovarsi nel caos e a volte voler tornare bambini, mostrando la loro insicurezza con comportamenti più infantili che per loro rappresenta un rifugio.

Non sono questi i problemi della vita. Attenzione! Ogni età ha i suoi problemi! Gli adolescenti sono in continua sperimentazione e spesso possono trovarsi di fronte ostacoli che non hanno mai affrontato e quindi anche la più piccola difficoltà può sembrargli enorme e insormontabile. È importante non sminuire ciò che l’adolescente individua come un problema, ma bensì aiutarlo ad esprimersi senza alcun giudizio, indirizzarlo a comprendere perché si sente in difficoltà e soprattutto aiutarlo ad individuare la soluzione migliore per lui.

Io alla tua età…. Spesso i genitori si ritrovano a paragonare le generazioni attuali con quello che succedeva ai loro tempi, dimenticandosi che nel frattempo è cambiato completamente tutto. Le modalità di comunicazione sono totalmente diverse, la tecnologia ha capovolto e reso impossibile qualsiasi confronto e di conseguenza ha modificato la nostra cultura, ribaltando anche valori che si credeva fossero intoccabili. Potrebbe essere importante allora cercare di creare un ponte tra questi due mondi così diversi, ed il compito è del genitore, in quanto è colui che educa. Essere nostalgico e preoccupato eccessivamente per il figlio potrebbe far provare all’adolescente un senso di inferiorità e soprattutto può farlo sentire sempre “sbagliato o fuori luogo”. È importante invece sfruttare la propria esperienza per tramandare al proprio figlio quei valori che oggi sembrano essersi nascosti nei meandri della tecnologia. Dare il buon esempio è fondamentale poiché, soprattutto durante l’adolescenza, si apprende maggiormente da ciò che si vede e meno da ciò che si sente.Ogni generazione ha i suoi tempi e le sue caratteristiche.

Questa casa non è un albergo/finché sei sotto questo tetto fai come dico io. Conosciute da tutte le generazioni ed in genere dette quando non si aiuta in casa (es. apparecchiare o sparecchiare), si esce spesso, si lascia tutto in disordine, soprattutto la propria cameretta, e non si eseguono alla lettera le indicazioni dei genitori.È un’affermazione che sottolinea che il genitore vorrebbe che il figlio passasse più tempo in casa e sicuramente in maniera più utile. L’adolescente in questa fase sposta tutta la sua attenzione sul mondo esterno, il mondo degli amici è idealizzato e unico ed il genitore non è più al centro dell’attenzione come quando era piccolo. Come si può fare? Piuttosto che rimarcare ciò che non si fa, si possono indirizzare le proprie energie cercando di insegnare il concetto di collaborazione, perché la casa dove si vive è di tutti ed è importante avere cura delle proprie cose. Prendendosi cura delle proprie cose si familiarizza con esse, si impara a gestirle e così si può essere più autonomi e indipendenti. Sarebbe importante anche non fare alcuna distinzione tra figli maschi e figlie femmine.

Perché si/perché no. “Devi tornare a mezzanotte”, “Non puoi uscire tutte le sere”, “Non fare quello…fai quest’altro” e quando l’adolescente chiede la motivazione di queste decisioni spesso per fretta o perché si è esausti si può rispondere proprio così “perché si” o “perché no”. È  fondamentale invece argomentare tali decisioni o regole, spiegando la reale motivazione in modo tale da non dover costringere l’adolescente a rispettare qualcosa che non gli è chiaro, che non capisce per evitare che, per opposizione, non rispetti nessuna richiesta del genitore.

L’adolescenza può assolutamente essere una fase di vita da costruire insieme, giorno dopo giorno, e piuttosto che ritrovarsi di fronte piccoli sconosciuti concentrati sui loro smartphone e sul loro mondo, si può cercare di trovare gli strumenti giusti per crescere insieme e cogliere la bellezza di diventare grandi.

Per crescere è necessario mettersi in discussione, mettersi un nuovo paio di occhiali, adottando nuove strategie di comunicazione e comportamento si possono raggiungere molti risultati e soprattutto il genitore non deve mai dimenticare che il suo ruolo educativo è determinante per lo sviluppo psico-emotivo del figlio…anche quando non lo sa.

 

di Redazione AdoleScienza.it

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