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Genitori alle prese con il bullismo: che fare?


Il bullismo è un fenomeno estremante frequente e coinvolge minori di tutte le età, a partire dalle scuole materne, sia maschi che femmine. Nel corso degli anni cambia forma, cambia intensità e in adolescenza diminuisce di frequenza ma aumenta di gravità. La cosa importante da ricordare è che anche quando gli episodi non sembrano gravi non bisogna MAI sottovalutare la situazione. A volte i ragazzi raccontano tra le righe i propri disagi, nella speranza che i genitori possano cogliere i segnali e, non essere compresi e ascoltati neanche dalla famiglia può portare ad una maggiore chiusura in se stessi!

Ma perché non si parla con i genitori dell’inferno che a volte si vive a scuola?

I bambini e i ragazzi vittime di bullismo, tendenzialmente, non parlano a casa delle prepotenze subite, per paura delle ritorsioni da parte dei bulli, per paura di deludere il genitore o di farlo arrabbiare oppure perché pensano di non essere capiti, per paura che il genitore vada a scuola e che venga tutto a galla davanti ai compagni. Il problema è che a volte le affermazioni del figlio vengono sottovalutate dall’adulto, soprattutto quando si è in presenza di forme di bullismo non particolarmente evidenti e quindi erroneamente reputate meno gravi. A volte anche le forme verbali o quelle più indirette, legate per esempio ad esclusione ed isolamento, non vengono considerate come prepotenze, ma come “bambinate” o “ragazzate”. Troppo spesso si dice al figlio “dai non ti preoccupare che passa!”, “vedrai che è solo un attimo”. In questo modo il bimbo si sente doppiamente prevaricato e quindi rischia di chiudersi ancora di più in se stesso e di tenersi tutto dentro. Altre volte il genitore tenta la tattica del fai da te, ossia ti devi vendicare, non devi permettere che ti facciano questo, reagisci di conseguenza e, se il figlio non è in grado, o non riesce a farlo in maniera efficace, si sente ancora più inappropriato e ha paura di deludere i genitori. Ovviamente, è sbagliato anche l’atteggiamento contrario, ossia generare un eccessivo allarmismo e preoccupazione nel figlio. Non si deve vedere la situazione più grave rispetto a quella che è realmente.

E’ necessario da genitori sintonizzarsi affettivamente con il proprio figlio per (Manca e Petrone, 2014):

– stabilire un clima di fiducia e di dialogo;

– imparare ad ascoltarlo seriamente e prendere in considerazione le sue paure;

– non negare l’esistenza del problema, ma affrontarlo;

– non giustificare le condotte del figlio (è sempre colpa degli altri!!!);

– non responsabilizzare eccessivamente il figlio (mio figlio è un prepotente, deve imparare a cavarsela senza l’aiuto degli adulti)

 Genitori Attenzione!

State attenti ai piccoli segnali, interessatevi alla vita privata e scolastica dei vostri figli, NON solo del rendimento, perché a volte il comportamento dei ragazzi a scuola è diverso da quello assunto a casa.

Riferimenti Bibliografici

Manca M., Petrone L. (2014). Il bullismo nella rete. La rete del bullismo. Alpes Italia

 

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