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Genitori alle prese con il capodanno dei figli adolescenti


Il Capodanno è una delle feste che crea più nervosismi in famiglia perché i figli vorrebbero non avere condizionamenti di orari e di luoghi in cui poter andare e i genitori invece sono più allertati e preoccupati. Questo genera anche discussioni e litigate fino a che non si riesce a trovare un compromesso.

Quali sono le principali paure dei genitori e come comportarsi con i figli?

 

1) LA PAURA PIÙ GRANDE DEI GENITORI È PROPRIO QUELLA DEGLI ALTRI, DEL COMPORTAMENTO DELLE ALTRE PERSONE. Si sa che il Capodanno è una serata in cui si beve, magari ci si ubriaca e che in giro o comunque nelle discoteche o nelle feste è pieno di potenziali pericoli o di persone che possono essere pericolose.

CHE FARE ALLORA?

I vostri figli sanno perfettamente quello che accade o che può succedere anche perché non è come voi credete, non si esagera solo alla fine dell’anno, non ci si comporta in modo pericoloso solo nei giorni di festa, ma spesso e volentieri durante i fine settimana e in svariate occasioni tra cene e feste. Non ci dimentichiamo che 6-7 adolescenti sul 10 bevono alcolici sistematicamente, circa 4 su 10 fumano le canne e quasi 1 su 10 assume droghe sintetiche (dati Osservatorio Nazionale Adolescenza). Per cui, non è degli altri che vi dovete preoccupare ma del fatto che i vostri figli siano responsabili, in modo tale che non sia condizionabili. Devono saper dire di no senza nessun problema e senza il timore che gli altri ci possano rimanere male. Il fatto oggi è che se a volte non ti comporti come il branco, vieni escluso dal gruppo, se non sei una personalità leader e la paura di essere tagliati fuori li blocca e li porta a seguire la massa. Voi dovete spigargli che quelli che li vogliono plasmare a loro immagine e somiglianza non sono amici, ma opportunisti che tanto non li integreranno mai veramente nel gruppo e alla prima occasione li sostituiranno, per cui è importante imparare valutare le persone. Una cosa fondamentale è che siate sempre disponibili ad andare a prenderli in ogni momento e qualsiasi cosa accada e in qualsiasi condizione siano, meglio vederli ubriachi che fargli rischiare la vita.

2) L’ALTRA PAURA DEI GENITORI È LEGATA AI BOTTI DI FINE ANNO. La preoccupazione è quella che i figli si cimentino nello sparare, cosa andranno a sparare perché girano tanti petardi anche “fai da te” molto pericolosi e che si possano far male per cercare di mettersi in mostra o osare, magari per farsi vedere dagli altri o sotto effetto di qualche sostanza o alcol. In effetti, i numeri parlano da soli e ogni anno tanti ragazzi si feriscono in modo stupido ed irresponsabile. Oltretutto, c’è anche il rischio che gli altri lo facciano in modo improprio e che loro restino coinvolti.

ALLORA CHE FARE?

Vietare drasticamente i botti li potrebbe portare a farlo di nascosto e sarebbe peggio. In caso, se proprio lo devono fare, assicuratevi di essere al corrente di ciò che hanno acquistato, che non sia “fai da te”. Oltretutto spiegategli le norme di base come per esempio: se accendono un petardo lo devono lanciare immediatamente senza tenerlo in mano o meglio e molto più sicuro fargli comprare delle stecche lunghe per l’innesco delle micce, di non tirarlo mai addosso agli altri, se qualcuno lo tira a loro devono allontanarsi immediatamente, di usarli solo ed esclusivamente negli spazi aperti e soprattutto la cosa più importante che NON devono assolutamente toccare quelli che non sono esplosi da terra perché potrebbero esplodere in qualsiasi momento. Loro queste cose non le sanno e non ci arrivano intuitivamente, formarli ad uso consapevole è prevenzione perché se si sono messi in testa di farlo, anche se voi gli dite no, lo faranno lo stesso e allora è meglio che sappiano come fare.

3) UN’ALTRA PAURA È LEGATA AL DOVE ANDRANNO. A Capodanno i figli vogliono andare spesso in posti dove in genere non vanno: locali, discoteche, feste di amici che poi sono conoscenti, in cui non conoscono tutti gli invitati. Si ha paura di perdere il controllo sui loro movimenti, che magari poi si spostino e che non si sappia più dove sono. Se poi frequentano luoghi aperti, come concerti in piazza, si ha paura che possa accadere qualcosa nella frenesia e nella folla e oggi, sicuramente, l’allerta terrorismo non aiuta le paure dei genitori. Questo accade soprattutto per i più piccoli, nella fascia di età dagli 11 ai 13 anni perché circa 4 genitori su 10 hanno cambiato le abitudini e sono diventati molto più pressanti e controllanti nei confronti dei figli dopo l’escalation degli attacchi terroristici. Mentre, nella fascia di età dai 14 ai 19 anni, il 26% dei genitori è diventato più pressante e più controllante nei confronti dei figli quando escono di casa e frequentano luoghi pubblici.
Purtroppo queste cose non si possono prevedere e non possono però condizionare la vita e impedire di festeggiare e di vivere.

CHE FARE?

Innanzitutto con i figli bisogna pretendere chiarezza e sincerità, e questo però dipende in buona parte anche da voi. Se siete troppo poco permissivi, se dite no a prescindere, senza aver valutato la situazione, se i vostri figli vogliono fare qualcosa che voi non condividete, che ovviamente non sia pericolosa direttamente per la loro salute, e glielo impedite, loro vi mentiranno. Se volete sapere le cose come stanno, dovete fare anche fare dei compromessi con voi stessi e mettervi nei loro panni, partendo dal presupposto di base di non fare mai i paragoni con la vostra adolescenza, rispetto ad oggi parliamo di preistoria.
L’altro aspetto importante è la reperibilità, il baratto è “ io ti lascio fare però devi essere reperibile” e questo non significa che voi dovete abusarne chiamandoli ogni dieci minuti o chiedendo geolocalizzazioni.
Se vi dicono di andare a dormire dall’amica assicuratevi che siano lì perché spesso è un pretesto per dormire fuori. In questo caso è meglio sapere che dormono fuori, almeno siete al corrente di dove sono e quindi qualsiasi cosa succeda potete intervenire e sapete dove andare a prenderli. Non portate i vostri figli a dirvi le bugie, meglio un’amara verità ma sapere sempre cosa accade e dove sono.

Per tutto il resto auguri di Buon Anno.

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza