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Genitori che affrontano l’esame di maturità. Consigli utili su come gestire “i fatidici” giorni


L’esame di maturità è iniziato, la notte prima degli esami è superata e ora tocca a voi!

I ragazzi hanno bisogno del sostegno genitoriale, anche se sono in una fase in cui apparentemente lo rifiutano. A volte hanno solo un modo di chiedere una mano, ed è spesso totalmente differente da quello che un adulto si aspetta o che desidera perché è corroborato da nervosismi, da rispostacce, da silenti “tu non mi capisci” e “lasciami in pace”.

Non va dimenticato che la maturità è una tappa importante, non tanto per l’esame di per sé, ma per tutto quello che rappresenta per loro a livello simbolico. Anche noi abbiamo ancora in mente, dopo tutti questi anni, il nostro esame di maturità e ricordiamo con lucidità quei giorni, che custodiremo gelosamente per tutto il resto della nostra vita.

Il genitore non deve generare ansia nel figlio, ricordandogli che deve studiare, che il tempo stringe, perché anche se sembra che ai ragazzi non importi niente, vi assicuro, che ne hanno piena consapevolezza e, a volte, infastiditi da questo vostro atteggiamento, vi irritano apposta, proprio per esprimere il loro dissenso. Non va dimenticato che gli adolescenti molto spesso esprimono la disapprovazione verso alcune scelte e comportamenti genitoriali attraverso i comportamenti, l’oppositività, che poi spesso e volentieri gli si ritorce contro.

Genitori aiutano i figli a studiare

In questa fase aumenta il braccio di ferro tra genitori e figli, anche quello più silente, quello più psicologico, perché dietro l’esame si nasconde anche la paura per le scelte future. I ragazzi anche se vi sembrano spavaldi, che non siano preoccupati, hanno una gran paura per quello che succederà la “notte dopo gli esami”. A volte “fare finta di niente” è un meccanismo di difesa per gestire l’ansia che viene attivata dal pensiero di doversi assumere la responsabilità di una scelta. Li vediamo leoni sui social network, sulle chat, quando fanno le lotte per uscire, quando pretendono i soldi e la loro libertà. Sembrano autonomi sugli spostamenti, sui viaggi, e poi non sanno navigare nel mare delle responsabilità per quello che concerne il delineare il loro futuro. Il nervosismo, la tensione che emerge in questi giorni, è legata tanto anche a questi aspetti.

braccio di ferro

Quello che dovete fare è cercare di fargli capire che i problemi vanno affrontati e risolti uno alla volta. Il “panino” va mangiato morso dopo morso, non si può mangiare tutto insieme perché si rischia di soffocare. Aiutateli a rimanere concentrati su ciascuna prova, senza pensare al voto, alla paura di dimenticarsi le cose e di fare scena muta. Fategli capire che devono pensare solo ad esprimersi al meglio e, se hanno l’ansia, il cervello sarà impegnato a gestire anche i segnali di allarme e non si potrà concentrare completamente sullo svolgimento dell’esame, non si riuscirà a recuperare tutto ciò che si è studiato dalla memoria e quindi si rischierà di rimanere delusi. La paura di fallire deve essere trasformata in voglia di vincere e solo allora, da allarme, diventerà adrenalina, che li aiuterà ad essere più lucidi.

regola panino

Significa che voi dovete farvi vedere supportivi e non in ansia e preoccupati, per non caricarli inutilmente anche dei vostri pensieri. Il genitore deve togliere l’ansia al figlio, non generarla. Incoraggiateli e fategli capire che il voto che andranno a prendere non condizionerà la loro vita e, soprattutto, non è un giudizio sulla persona.

Fategli comprendere che il vostro “giudizio” su di loro non cambierà e non sarà condizionato dall’esito dell’esame e che voi siete felici e contenti solo per loro e non per voi. Vi parleranno delle vacanze, dell’Università, rimandate tutto al post esame, facendogli capire che sono tutti aspetti che ora generano solo ulteriori preoccupazioni.

Noi adulti la nostra partita l’abbiamo e la stiamo giocando, loro devono ancora iniziare.

Non dobbiamo fare gli arbitri e neanche gli allenatori, ora dobbiamo diventare i loro sostenitori.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore AdoleScienza.it

 

 

 

 

 

 

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