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Genitori che hanno paura di lasciar andare i figli dopo la scuola: la sindrome del nido vuoto


L’adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti non solo per i ragazzi ma anche per i genitori che si trovano di fronte un figlio che all’improvviso è cresciuto e si sta preparando per spiccare il volo fuori dal nido familiare.

Anche se per i genitori è una grande soddisfazione vedere raggiunti gli obiettivi preposti riguardo ai figli, la situazione implica un cambiamento al quale ci si deve riadattare. Le emozioni prevalenti in una fase di distacco possono essere per la figura genitoriale legate alla tristezza, solitudine, sentirsi inutile e percepire un senso di vuoto rispetto al figlio che è più autonomo e sembra agli occhi del papà e/o della mamma che abbia meno bisogno di loro.

Quando si arriva alla fase del distacco si verificano importanti cambiamenti a livello di tutto il sistema familiare e ci sarà obbligatoriamente una riorganizzazione generale e un riadattamento in base alle nuove esigenze, sia dei genitori che anche di eventuali altri figli.

Cosa deve fare un genitore?

Sebbene possa sembrare difficile e sicuramente all’inizio destabilizzante è importante per la crescita del figlio RIUSCIRE A LASCIARLO ANDARE e spiccare il volo.

Nel momento in cui i figli decidono di allontanarsi da casa ed intraprendere la loro vita non vuol dire che ci sarà un distacco affettivo o che cambierà il bene che un figlio prova nei confronti di un genitore, cambia il ruolo interno, cambia la relazione che deve diventare più matura e il genitore ha un ruolo non obbligatoriamente primario nella sua vita. Il figlio non deve sentire il peso del genitore, non si deve sentire in colpa se ha altre priorità o altri interessi perché non sta facendo niente di male, è un processo naturale.

Sarebbe importante, proprio per evitare che questo cambiamento avvenga in modo repentino ed improvviso, che già dalla prima adolescenza si indirizzi il figlio verso l’autonomia, evitando per esempio di fare ogni cosa a posto suo, ma affidandogli la gestione di alcuni aspetti della sua vita, cercando di insegnarli a trovare la strada più giusta per lui (e non per voi). Aiutarlo nella scelta e nella progettazione futura, senza condizionarlo e lasciarlo libero di decidere anche se vuole andare all’estero o meno.

Ovviamente è importante ricordare che per continuare a mantenere una relazione è importante alimentarla. È fondamentale comprendere che ora sarà una relazione differente, che anche loro potrebbero avere pensieri ed opinioni discordanti dalle vostre e fare delle scelte che voi non condividete appieno. Voi dovete monitorare senza volare a posto loro, devono imparare a costruirsi un altro nido e a custodirlo come avete fatto voi, con la certezza che i genitori sarà sempre lì pronto ad accoglierlo qualora ce ne fosse bisogno.

 

di Redazione Adolescienza.it

 

 

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