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Genitori di figli adolescenti. La difficoltà di gestire le proprie paure senza condizionarli


Essere madre, essere padre, ai tempi di oggi sta diventando sempre più difficile. Finché sono piccoli, i figli si possono tenere vicino, sotto il proprio controllo per rassicurarsi che vada sempre tutto bene. Il problema nasce quando iniziano a crescere, a diventare grandi e vogliono uscire, stare fuori casa, viaggiare e percorrere una strada sempre più autonoma rispetto a quella dei genitori.

E’ quando accadono disastri come gli attentati terroristici di Parigi, quando si vedono tutti quei ragazzi morti in pochi minuti, che ci si identifica immediatamente con tutte le mamme e i papà che hanno perso barbaramente un figlio durante una serata di divertimento. Anche i nostri figli vanno ai concerti, negli stadi, nei ristoranti e nei centri commerciali, tutti posti ludici di ritrovo che sono stati trasformati barbaramente in luoghi di morte. La difficoltà dell’essere genitore oggi è data dal fatto che i ragazzi non si possono vincolare o castrare, non gli si può impedire di vivere la propria adolescenza, di fare quello che è giusto fare per paura che possa accadere qualcosa di simile anche a loro. Molti genitori impediscono ai figli di fare determinate cose e sbagliano, non è così che si vince il terrorismo, non è con il terrore e la paura che si devono far vivere i propri figli. Sono profondamente comprensibili le ansie e le angosce genitoriali, si mettono in guardia, gli si chiede di stare attenti, ma non gli si può impedire di uscire, anche perché allora non dovrebbero andare neanche a scuola perché sono luoghi di aggregazione potenzialmente a rischio.

Con i figli adolescenti è importante:

  • non manifestare apertamente le proprie preoccupazioni e paure, perché la troppa ansia genitoriale viene trasmessa anche a loro,
  • rispondere a tutte le loro domande qualora abbiano bisogno di chiarimenti, tante volte è difficile comprendere il senso di quello che accade e sono più spaventati da questa follia illogica,
  • è importante parlargli, spiegargli i potenziali pericoli. La tensione del genitore non deve gravare sulla loro psiche perché si sentiranno in colpa di farvi preoccupare, magari che non vi fanno dormire perché state svegli fin quando rientrano e quindi condizioneranno la loro vita,
  • non fateli vivere nella paura e nel terrore come se fossero costantemente sotto assedio. Sento genitori che impediscono ai figli di prendere la metropolitana perché potenzialmente a rischio e che quindi, per andare a scuola si devono alzare un’ora prima per prendere l’autobus. Non sconvolgete la loro vita per le vostre paure. Altri hanno impedito ai figli di andare in discoteca perché luogo affollato e quindi a rischio. Le grandi metropoli sono tutte affollate e quindi pericolose ovunque. Altri ancora non gli fanno più prendere l’aereo.
  • bisogna rendergli partecipi di quello che succede nel mondo, sottolineargli quali sono i luoghi più a rischio e spiegargli di stare sempre attenti a quello che accade intorno. Un conto è l’allerta, un altro è l’allarme!

I ragazzi devono avere ancora la speranza che nel mondo c’è posto anche per altro, non solo per la paura, il terrore e la violenza. Non creiamo ulteriori traumi ai figli, non generiamo condizioni di stress superflue, il genitore deve contenere tutto questo e dare sicurezza al figlio, soprattutto in questo momenti di sgomento, dolore e rabbia.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

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