genitori in difficoltà

Genitori giustizieri: attenzione alle reazioni dei figli


Ormai quasi quotidianamente si leggono notizie di genitori che picchiano i professori, maestre, che rendono giustizia in qualche modo ai figli. L’ingiustizia subita da un figlio può rappresentare la molla che fa scattare la reazione aggressiva nei confronti della persona individuata come colpevole o dei rappresentanti dell’istituzione incriminata. L’impotenza davanti all’ingiustizia, l’incapacità del figlio di difendersi in quella circostanza, il non essere riuscito a proteggerlo, generano una colpa interna di aver fallito come padre o come madre. Quando sono coinvolti direttamente i figli, una reazione aggressiva è umanamente comprensibile, anche se non giustificabile, perché si rischia di traumatizzare maggiormente il bambino o l’adolescente, che si può impaurire per le reazioni violente del genitore, spaventarsi davanti alla rabbia, alle urla e alle aggressioni fisiche, fino a pensare che possa capitare qualcosa di grave anche a lui. Il figlio non deve vivere con la preoccupazione che il padre o la madre possano scattare da un momento all’altro e avere una reazione impulsiva non controllata. Troppi adolescenti ogni giorno non raccontano episodi anche gravi in cui sono stati coinvolti in prima persona, per paura dei genitori e di quello che avrebbero potuto fare. Sperimentano una condizione di sofferenza e di disagio per quello che hanno vissuto, sommata alla preoccupazione che i genitori possano scoprire tutto. Questo accade spesso nei casi di abusi e/o di violenze fisiche e sessuali perché è coinvolta la sfera intima e si vive un sentimento di colpa e/o di vergogna.

Il bambino o l’adolescente che ha subito un torto, un’ingiustizia, una violenza o un abuso, ha assolutamente bisogno di essere ascoltato, contenuto, accolto, per riuscire ad elaborare e ad esprimere quello che è accaduto, per evitare che diventi un peso emotivo troppo grande e che degeneri sotto forma di comportamenti disagiati. Quando i figli raccontano in famiglia episodi gravi, prima di reagire bisogna ascoltarli e farli parlare, cercare di capire cosa sia realmente successo, sincerarsi di quanto siano stati invasi da quello che hanno vissuto e, una volta messi in sicurezza, risolvere il problema.

Oltretutto gli adulti non si devono mai dimenticare del loro ruolo educativo. Insegnano l’educazione, i valori e come comportarsi ai figli anche e soprattutto attraverso il loro comportamento. Se davanti alle difficoltà e ai problemi vedono reazioni aggressive e rabbiose, rischiano di impararle come modalità comportamentali da applicare in quelle determinate situazioni, con la possibilità che reagiscano in maniera eccessiva anche loro.

Il genitore davanti al figlio non deve avere reazioni esagerate, deve sempre far vedere che è pronto al dialogo, a proteggerlo e a combattere per lui. Lontano dai suoi occhi deve fare di tutto per tutelarlo in maniera legale, ma non mettere a rischio la sua posizione con potenziali denunce e accuse che possono solo aggravare la situazione.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

 

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