genitori invadenti

Genitori invadenti. Quali sono le conseguenze sui figli e come evitarle?


I genitori che invadono lo spazio dei figli e non gli lasciano la possibilità di apprendere da soli, rischiano di trasmettere ai bambini il messaggio: “non ce la fai” e di non essere all’altezza.

Il risultato?

I bambini percepiscono le aspettative irrealistiche degli altri, per cui sono più critici verso se stessi e hanno sempre paura di commettere il minimo errore.

È ciò che emerge da una recente ricerca (Hong et al., 2016), svolta nell’arco di 5 anni, che ha coinvolto 302 bambini, dall’età di 7 anni, insieme ai loro genitori. All’inizio dello studio, è stato osservato l’atteggiamento assunto da mamma e papà mentre il loro bambino era intento a completare un puzzle, chiedendo ai genitori di sentirsi liberi e di comportarsi come avrebbero fatto solitamente durante il gioco del proprio figlio.

I ricercatori hanno così valutato, durante l’osservazione, il livello di intrusività, vale a dire quanto i genitori tendevano ad invadere e ad interferire con il gioco del figlio, a sostituirsi a lui e ad intervenire per correggere ogni sua mossa “sbagliata”, senza lasciargli il tempo di reagire da solo. Rilevazioni simili sono state svolte anche nei quattro anni successivi, insieme alla valutazione di eventuali problematiche emotive riscontrate nei bambini.

È risultato che, I BAMBINI CON I GENITORI CONSIDERATI PIÙ INVADENTI, propensi a sostituirsi nel gioco alla minima esitazione del figlio, HANNO MOSTRATO UN ATTEGGIAMENTO ESTREMAMENTE CRITICO NEI CONFRONTI DI SE STESSI E UNA MAGGIORE PROPENSIONE A SVILUPPARE NEGLI ANNI ANSIA E DEPRESSIONE.

Elementi di perfezionismo nei genitori, associati ad alte aspettative di riuscita, possono dunque influire negativamente sull’autostima dei bambini, che sentono di non aver raggiunto il successo sperato dai propri genitori.

Come dovrebbero comportarsi i genitori?

• È importante tutelare quello spazio di crescita e apprendimento del figlio in cui il bambino possa sperimentare i successi ma soprattutto gli insuccessi, in cui possa commettere gli errori e imparare da quest’ultimi.

• Per potenziare la sua autostima, bisogna sostenere i piccoli traguardi raggiunti ed evitare di focalizzarsi solo sugli errori commessi.

• Il bambino ha bisogno di essere apprezzato, al di là delle sue prestazioni, altrimenti si sentirà in colpa per aver deluso le aspettative dei genitori, sviluppando col tempo un senso di insicurezza che lo porterà a percepirsi sempre inadeguato.

 

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Hong R. Y., Lee S. S., Chng R. Y., Zhou Y., Tsai F. F., Tan S. H. (2016). Developmental trajectories of maladaptive perfectionism in middle childhood. Journal of Personality, doi: 10.1111 / jopy.12249

 

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