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Gioco d’azzardo in aumento durante le vacanze: come accorgersi e come intervenire?


La rete, i tablet e gli smartphone sono carichi di siti e di App in cui tantissimi adolescenti giocano, scommettono e sperano nella fortuna.

Il gioco d’azzardo è un fenomeno in forte aumento e coinvolge sempre di più ragazzi molto giovani, in particolare durante le vacanze, in cui si hanno diverse ore libere durante la giornata e dalla loro stanza, basta un semplice click per raggiungere qualsiasi tipo di piattaforma online.

Ma perché sono così attratti da questa tipologia di giochi?

Gli adolescenti non sono monitorati online, giocano come e quando vogliono e hanno gli smartphone connessi h24. Si dedicano a questi giochi, se così si possono definire,  soprattutto per combattere la noia, per divertimento, per ricercare nuove emozioni e per fare i soldi, secondo loro in modo facile e senza fatica. Inoltre, la diffusione di slot, sale giochi e centri scommesse senza gli adeguati controlli e la pubblicità continua sul Web e in tv, giocano sicuramente  un ruolo fondamentale nella diffusione di questo allarmante fenomeno.

                                                               Quali sono i numeri?                    

Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, l’11,5% gioca d’azzardo online e il 13% scommette online soprattutto sul calcio, in particolare i maschi di età compresa tra i 13 e i 16 anni, mentre il 29% gioca nei centri scommesse anche se è vietato.


Iniziare così precocemente, conduce con più facilità a sviluppare con il tempo un disturbo da gioco d’azzardo, che secondo il DSM-5 rientra nei disturbi non correlati a sostanze (APA, 2014). Con il termine gioco d’azzardo si intendono tutti quei giochi e scommesse, ad esito incerto, dove il caso e la fortuna determinano il risultato: si rischia qualcosa di valore nella speranza di vincere un valore più alto. Il gioco è quotidiano o intensivo, non ci si rende conto dei soldi che vengono spesi, e catturati dalla frenesia, non si riesce più a controllare il proprio desiderio di giocare.


Come scoprire se il proprio figlio è entrato nella spirale del gioco?

Ecco alcuni segnali:

– perdita di interesse verso le altre attività;

– ritiro sociale e tendenza a rimanere chiuso in camera per molte ore;

–  umore alterato, nervosismo e aggressività;

–  difficoltà nel dormire;

– provare un senso di irrequietezza generale, scarsa tolleranza delle frustrazioni e bassa concentrazione;

–  tendenza a dire bugie e a negare il coinvolgimento in questa tipologia di giochi;

–  vivere una condizione di fragilità e solitudine.

Attenti alle carte prepagate online in mano agli adolescenti

Ecco i 4 consigli su come intervenire:

SIATE I PRIMI A NON FARLO. Il genitore comunque è quello che non si deve dimenticare mai di dare il buon esempio e non deve mai legittimare e normalizzare questo tipo di comportamenti.

APRITE GLI OCCHI E NON SMINUITE IL PROBLEMA. Osservare vostro figlio e monitorare gli eventuali cambiamenti nel suo comportamento, sono il primo passo per capire se c’è qualcosa che non va.  Bisogna stare al passo con i tempi, leggere, formarsi e soprattutto non pensare che il proprio figlio non farebbe mai determinate cose.

COINVOLGETELI IN ALTRE ATTIVITA’. Avvicinatevi al loro mondo, provando a interagire di più e cercando di suscitare una curiosità e un interesse verso altre attività, distogliendoli da questi giochi. Molte volte hanno solo bisogno di essere spronati, lo fanno per noia e perché non hanno altri stimoli dall’esterno.

SPIEGATEGLI I RISCHI E PARLATE CON LORO. Ai voi spetta il difficile compito e la sfida di accompagnare i vostri figli, preparandoli ai possibili rischi e stabilendo un dialogo continuo su queste tematiche. Vanno messi in guardia sulle conseguenze a cui vanno incontro, sui pericoli della rete, come ad esempio le continue sponsorizzazioni di questi giochi nelle pagine dei social network, e sul fatto di non immettere mai sul web i propri dati personali e di non utilizzare le carte prepagate senza la vostra supervisione.

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5. Raffaello Cortina Editore, Milano.